ZAGABRIA - Brahim Diaz è in questo momento il giocatore più importante del Milan e il dilemma di Pioli sulla sua presenza in campo, nella fondamentale partita di Champions con la Dinamo Zagabria, assume dunque un valore notevole. Il dubbio in teoria non è ancora sciolto e lo sarà solo in mattinata, dopo il classico provino in albergo confermato dall’allenatore stesso. Ma il rischio di schierare Diaz dopo un infortunio così recente anche se lieve – sabato contro il Monza, contrattura al gluteo sinistro – sembra troppo alto, il che postula il ballottaggio tra lo scoraggiato De Ketelaere degli ultimi tempi e l’eclettico Krunic, con lo spagnolo eventualmente in panchina. Chiunque sia il prescelto, assicura comunque Pioli, non cambierà l’atteggiamento della squadra, il marchio offensivista: “È importante conservare i nostri principi. Questa è una partita fondamentale, l’ho già detto e lo ripeto, se vogliamo che poi quella col Salisburgo sia decisiva per la qualificazione. Ci arriviamo bene, con sicurezza e morale. Ma non dobbiamo perdere gli spazi in campo, i reparti devono essere vicini. La voglia di riscatto dopo le due sconfitte col Chelsea? Non serve rabbia, servono concentrazione e lucidità”.
La Dinamo Zagabria non è un’avversaria facile, ricorda: in casa in questa stagione non ha ancora perso (11 partite, 2 pareggi), ha sgambettato il Chelsea e ha colto una traversa nel finale con Bockaj contro il Salisburgo, che così ha salvato il pari: “Ma non è la partita più importante, per me. Noi ogni partita la affrontiamo come la più importante, come se fosse l’ultima. Non credo che servano grandi motivazioni: loro non perdono in casa dal dicembre 2021”. Anche se pare in crisi di astinenza Orsic, l’attaccante più temuto che segnò a San Siro nello scorso settembre, c’è un dato che è stato analizzato a Milanello : nelle ultime 11 partite solo con la Juventus, l’8 ottobre, il Milan non ha subito gol. Ma alla fine la conclusione è stata rassicurante: non è un dato che preoccupa, perché l’attacco segna. Neanche la difesa d’emergenza, priva di Maignan, Calabria, Tomori e all’ultima ora di Dest rimpiazzo di mercato di Florenzi, è un problema evidente, mette ansia allo staff: “Tatticamente abbiamo studiato bene la Dinamo. Loro chiudono bene gli spazi e partono veloci, dobbiamo prestare molta attenzione”.
Il clima sarà particolarmente ostile. Un simbolo del grande Milan come Arrigo Sacchi ha invitato i giocatori di oggi a non cadere nelle provocazioni. Ma Rebic, che è un croato di Spalato, ha spiegato con ironia che le partite non le vincono gli stadi e che, semmai, bisogna guardarsi dagli avversari: “In Croazia è difficile raggiungere il massimo livello per un giocatore, così i talenti vanno presto a giocare all’estero. Però i talenti nascono in continuazione: siamo pochi, ma abbiamo tanti bravi calciatori. Il Maksimir? Gli stadi non sono come in Italia, ma il campo è sempre un campo, è uguale per noi e per gli avversari. Comunque il prato è bellissimo e l’atmosfera non è infernale come al Poljud di Spalato. E la Dinamo non mi dà una motivazione speciale, io non ci ho mai giocato, l’ho affrontata solo da avversario. Però sono contento di essere qui per questa partita, rivedrò i miei amici”.