Milan, gli ottavi di Champions possono regalare il rinnovo di Leao
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròZAGABRIA - Ora che gli ottavi di finale della Champions sono più vicini, è più vicino anche il rinnovo del contratto di Leao, il cui favoloso gol nella porta sotto l'ostile muro nord dello stadio Maksimir ne attesta l'ormai incontestabile status di campione. Non c'è dunque alcun dubbio, al di là delle ovvie smentite di Pioli per allentare la pressione, che la partita del 2 novembre contro il Salisburgo a San Siro sarà la più importante per il Milan americano, se con l'aggettivo si intendono per estensione sia il ciclo del fondo Elliott contrassegnato dal ritorno allo scudetto sia la fase ancora all'inizio del fondo Red Bird di Gerry Cardinale, tanto più che i Singer conservano un rilevante peso nel Cda e nella politica finanziaria del club. L'ingresso tra le prime sedici squadre d'Europa segna infatti la differenza tra una stagione normale e una che può diventare eccezionale, tra chi resta fuori…
ZAGABRIA - Ora che gli ottavi di finale della Champions sono più vicini, è più vicino anche il rinnovo del contratto di Leao, il cui favoloso gol nella porta sotto l'ostile muro nord dello stadio Maksimir ne attesta l'ormai incontestabile status di campione. Non c'è dunque alcun dubbio, al di là delle ovvie smentite di Pioli per allentare la pressione, che la partita del 2 novembre contro il Salisburgo a San Siro sarà la più importante per il Milan americano, se con l'aggettivo si intendono per estensione sia il ciclo del fondo Elliott contrassegnato dal ritorno allo scudetto sia la fase ancora all'inizio del fondo Red Bird di Gerry Cardinale, tanto più che i Singer conservano un rilevante peso nel Cda e nella politica finanziaria del club. L'ingresso tra le prime sedici squadre d'Europa segna infatti la differenza tra una stagione normale e una che può diventare eccezionale, tra chi resta fuori dal negozio di lusso col naso appiccicato alla vetrina e chi è dentro. La riammissione nell'élite, che nel febbraio 2023 potrebbe concretizzarsi a nove anni dall'ultima volta, era l'obiettivo dichiarato della scorsa estate. E adesso che è davvero a un passo, la sola idea di inciampare all'ultimo chilometro pare insopportabile, perché la qualificazione per l'Europa League, già intascata, sarebbe il classico premio di consolazione che non consola proprio nessuno, e non solo per gli introiti di ben diversa portata che la Champions garantisce.
La stretta prima del Mondiale
La questione è anche e soprattutto di rango. Giocare la fase a eliminazione diretta del torneo per club più importante dello sport più popolare del mondo significa riaccendere una passione sopita per troppo tempo, moltiplicare il numero dei tifosi internazionali, ma anche riacquistare agli occhi dei giovani campioni il fascino e la dimensione economica che dettano certe scelte personali: non sono solo i soldi a indirizzare un talento in cerca d'autore, vale parecchio pure la possibilità di salire sui palcoscenici più prestigiosi. Se una squadra non gioca le partite che contano di più, è difficile convincere i migliori calciatori a preferirla a un'altra che le frequenta. Nel caso di Leao questa prospettiva può essere decisiva: una volta ottenuta la qualificazione, e prima della partenza del gioiello milanista per il Mondiale col Portogallo, sarebbe più semplice la sospirata firma su un accordo che porterebbe il suo ingaggio da 1,4 milioni di euro l'anno a 7, bonus inclusi. La trattativa con l'avvocato francese Ted Dimvula, che il padre Antonio ha voluto per rappresentare il figlio Rafa, potrebbe riprendere e chiudersi abbastanza in fretta, anche se il nodo resta la sanzione per la rescissione unilaterale del contratto con lo Sporting Lisbona, inflitta dal Tas al giocatore (e parzialmente al Lille), salita a 20 milioni per gli interessi maturati nel frattempo e già esecutiva col pignoramento mensile di un quinto dello stipendio.
L'incubo sanzione e il ruolo di Mendes
Il Milan dovrà trovare il modo - e qui il ruolo del potente procuratore portoghese Mendes rimane certamente fondamentale - di aiutare Leao a rifondere lo Sporting: Perché è vero che l'inafferrabile Rafa, quando scende in campo, sembra dimenticare ogni affanno, però chi lo conosce da vicino giura che l'annosa vicenda giudiziaria, frutto di una scelta incauta condivisa col Lille nel 2018, sta continuando a turbarlo. Al Milan ha trovato finora l'ambiente ideale per la crescita tecnica e umana: dal mentore Boban (che volle la famosa clausola da 150 milioni) nella prima stagione di alti e bassi a Maldini e Massara, che si opposero alla tentazione di scaricarlo, quando serpeggiava tra i tifosi e non solo la bizzarra idea che tra lui e Hauge quello da lasciare partire non fosse il norvegese, poi finito all'Eintracht Francoforte e da lì in prestito al Gent.
L'ascendente di Maldini
Ci sono ancora alcuni aspetti del gioco di Leao da puntellare. Come si dice in questi casi, i margini di miglioramento sono enormi, a cominciare da una lacuna abbastanza strana per un attaccante della sua statura (1,88), della sua potenza e con i suoi tempi di inserimento in area: il colpo di testa. Pioli e il suo staff ci stanno lavorando, ma le parole di Maldini possono diventare decisive. L'ascendente presso i calciatori del capo del settore sportivo del Milan, che è anche un simbolo della storia del calcio mondiale, è una risorsa innegabile sul mercato: impossibile non ascoltarlo, quando dà un consiglio oppure quando, la storia di Theo Hernandez insegna, si presenta di persona per spingere un talento in fieri verso Milanello. Maldini ha già spiegato più di una volta al giovane Rafa che la squadra giusta per diventare un fuoriclasse è quella in cui gioca già. La qualificazione agli ottavi della Champions può fare breccia anche nella cortina, assai meno tenera, di papà Antonio e dell'avvocato Dimvula.
Tre questioni da risolvere: Bennacer, Diaz e il belga smarrito
Il caso Leao è il più scabroso, però Maldini e Massara sono impegnati anche su altri fronti delicati: Bennacer, Diaz e De Ketelaere, il belga smarrito. Il rinnovo del contratto di Bennacer risente dell'evidente livello internazionale raggiunto dal centrocampista algerino: è difficile non notarlo e infatti mezza Premier League, con le sue superiori risorse finanziarie, lo ha notato. Brahim Diaz è in prestito dal Real Madrid, che non a caso aveva optato per questa formula: anche le partite del folletto spagnolo sono sotto gli occhi di tutti. Le cifre pattuite (22 milioni per il riscatto del Milan, 27 per il controriscatto del Real) stanno generando una discussione tecnica ed economica tra i milanisti. Il dibattito su De Ketelaere, pagato 35 milioni al Bruges, è invece tecnico (l'eventualità dell'arretramento a mezzala in un centrocampo a tre, forse più adatto a valorizzarlo) e psicologico. Anche con la Dinamo il pezzo forte della campagna acquisti è naufragato nell'anonimato, malgrado il contesto della partita sbloccata fosse il più favorevole per tentare le giocate fantasiose che pure sono nelle sue corde. L'insicurezza generata dal rendimento mediocre è un rischio forte: l'involuzione progressiva è nei fatti. Aspettare che il talento sbocci, continuando a schierarlo, è l'idea prevalente, resa pubblica da Pioli: anche Leao e Tonali, nella loro prima stagione al Milan, attraversarono parecchie difficoltà. Però il calendario, pieno di partite una più delicata dell'altra, è spesso incompatibile con la crescita graduale: impone di essere pronti subito. Il caso De Ketelaere è più che mai aperto.