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Milan-Napoli 1-0: segna Bennacer, tutto si deciderà al Maradona

Gara vibrante a San Siro decide da una rete dell'algerino nel finale del primo tempo. Nella ripresa espulso Anguissa, che salterà la gara di ritorno insieme a Kim
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MILANO - Ventiquattr’ore dopo l’Inter a Lisbona, anche Milan e Napoli hanno confezionato a San Siro il loro convincente spot di Champions per la serie A. Non inganni l’1-0 per i padroni di casa, che tiene tutto in bilico per il ritorno, tra 5 giorni al Maradona: L’unico a sfigurare è stato l’arbitro pasticcione, il romeno Kovacs. La contestata espulsione di Anguissa, per due falli su Hernandez puniti con l’ammonizione tra il 70’ e il 74’, non ha tolto pathos al finale, quando in 10 contro 11 Di Lorenzo ha comunque obbligato Maignan alla solita parata da fuoriclasse.

Champions League, Milan-Napoli, Spalletti: "Al ritorno Osimhen ci sarà al cento per cento"

<<La cronaca della gara>>

Si è visto un calcio veloce e moderno, degno del contesto europeo, che la squadra più esperta in materia ha voluto rimarcare fin dal preambolo, sia nella coreografia che simbole…

MILANO - Ventiquattr’ore dopo l’Inter a Lisbona, anche Milan e Napoli hanno confezionato a San Siro il loro convincente spot di Champions per la serie A. Non inganni l’1-0 per i padroni di casa, che tiene tutto in bilico per il ritorno, tra 5 giorni al Maradona: L’unico a sfigurare è stato l’arbitro pasticcione, il romeno Kovacs. La contestata espulsione di Anguissa, per due falli su Hernandez puniti con l’ammonizione tra il 70’ e il 74’, non ha tolto pathos al finale, quando in 10 contro 11 Di Lorenzo ha comunque obbligato Maignan alla solita parata da fuoriclasse.

Champions League, Milan-Napoli, Spalletti: "Al ritorno Osimhen ci sarà al cento per cento"

<<La cronaca della gara>>

Si è visto un calcio veloce e moderno, degno del contesto europeo, che la squadra più esperta in materia ha voluto rimarcare fin dal preambolo, sia nella coreografia che simboleggiava le 7 Coppe Campioni sia nelle parole di Paolo Maldini sul fresco screzio con Spalletti: “Per i miei gusti ha parlato anche troppo”. Per quanto abusato, lo stereotipo del dna che avvantaggia la squadra più abituata al palcoscenico si è rivelato esatto. Il Milan si è impossessato con successo degli spazi concessi via via dal Napoli e lo ha colpito sul finire del primo tempo, uscendo indenne dalla vorticosa partenza altrui, che in un quarto d’ora aveva già cancellato l’immagine della recente disfatta di campionato e chiarito perché sia legittima la successione allo scudetto.

Spalletti ha imposto da subito un ritmo altissimo e l’approccio si è tradotto in 6 tiri nei primi 13’, un paio dei quali disinnescati da Maignan. Colossale è stata l’occasione sprecata da Kvaratskhelia: sul cross basso di Anguissa, Kjaer in controtempo e Krunic goffo nel rinvio mancato hanno offerto la spada al potenziale matador, che però ha sparato il tiro sullo stesso Krunic. La felice mossa milanista di 10 giorni prima - ripetuta da Pioli: Bennacer in pressing sul regista Lobotka – è stata elusa con naturalezza: l’avvio dell’azione spettava ad Anguissa, sgusciante come da prefisso anguillesco. Tuttavia qualche vano lancio lungo per Elmas falso nove ha alimentato il rimpianto per Osimhen nella consistente porzione di tifosi azzurri tra i 75 mila del Meazza (8,5 milioni di euro l’incasso, secondo solo agli oltre 9 col Tottenham).

Invece il 3-1-4-2, sfoggiato da Pioli in fase di impostazione proprio come nello 0-0 di venerdì scorso con l’Empoli, ha gradualmente funzionato perché stavolta gli interpreti erano quelli giusti, in particolare Leao e Diaz. Il portoghese, libero di accentrarsi e di lasciare la fascia sinistra alle discese di Hernandez, ha incrinato le sicurezze del Napoli con la favolosa fuga da campione (sempre più vicino al rinnovo, si è sbilanciato Maldini) chiusa da un destro strozzato e dal calcio alla bandierina del corner, distrutta per stizza. Lo spagnolo le sicurezze le ha divelte con la veronica a centrocampo su Lobotka e Mario Rui, spalancando a Leao il contropiede per il sinistro affilato di Bennacer sul primo palo di Meret: l’improbabile tentativo di parata di piede ha scritto l’1-0 e confermato che un po’ di differenza l’avrebbero scavata anche i due portieri. Il 2-0 l’ha poi evitato la traversa, parando il colpo di testa di Kjaer su corner.

L’intervallo ha riconsegnato lo stesso copione tattico dell’inizio, però a ritmo più basso. Le due sole occasioni da gol per Elmas e Di Lorenzo, a fronte dell’egemonia del Napoli, hanno reso ovvio l’ingresso a metà ripresa di Raspadori (penalizzato dalla scarsa autonomia) per il fumosetto Lozano, col trasloco di Elmas a destra. L’eventuale effetto lo hanno ammortizzato l’arbitro con la suddetta espulsione di Anguissa (squalificato insieme all’ammonito Kim) sia la favolosa parata di Maignan, a una mano su girata di Di Lorenzo. Il 18 aprile al Maradona si conoscerà il nome della semifinalista. E se la sera dopo l’Inter completerà l’opera col Benfica, lo spot per la serie A sarà perfetto.

MILAN 1 40' pt Bennacer
NAPOLI 0
Milan (4-2-3-1): Maignan - Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez - Krunic, Tonali - B. Diaz (35' st Rebic), Bennacer (22' st Saelemaekers), Leao - Giroud. All. Pioli
Napoli (4-3-3): Meret - Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui (36' st Olivera) - Anguissa, Lobotka, Zielinski (36' st Ndombele) - Lozano (24' st Raspadori), Elmas, Kvaratskhelia (36' st Politano). All. Spalletti.
Arbitro: Kovacs (Ungheria).
Note:espulso Anguissa (29' st), amm. Zielinski, Pioli, Bennacer, Di Lorenzo, Kim, Saelemaekers, Rrahmani e Calabria. Spettatori 74742, incasso 8 milioni 507.542.