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La Champions a Istanbul, quante spine per Erdogan

Il trofeo della Champions (agf)
La sospirata finale a Istanbul, dopo i due spostamenti per pandemia nel 2020 e nel 2021, è un esame di immagine per il presidente appena rieletto al ballottaggio in piena crisi economica e col dramma terremoto
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ISTANBUL - Buona la terza. A Yenikapi, sul mar di Marmara, l'inizio del Festival della Champions, tra i palchi per la musica, un campo da calcio in sintetico per i visitatori e la Coppa dei campioni esposta al pubblico, conferma che stavolta, dopo due finali promesse a Istanbul e trasferite in Portogallo per colpa della pandemia, è finalmente quella giusta: è cominciata l'attesa per i cinquantamila tifosi di Manchester City e Inter ufficialmente annunciati (ma saranno di più, assicurano le forze dell'ordine, allertate da settimane). In piazza Taksim, raduno degli ultrà nerazzurri, la polizia turca è già presente e sorvegliante. Nel 2020 il trasloco spostò la finale a Lisbona, nel 2021 a Oporto. Se però nel primo caso la formula della Final Eight senza pubblico, scelta per salvare il torneo dopo il rinvio dei quarti di finale, rese ovvia la scelta portoghese, nel secondo il presidente Erdogan parlò di decis…

ISTANBUL - Buona la terza. A Yenikapi, sul mar di Marmara, l'inizio del Festival della Champions, tra i palchi per la musica, un campo da calcio in sintetico per i visitatori e la Coppa dei campioni esposta al pubblico, conferma che stavolta, dopo due finali promesse a Istanbul e trasferite in Portogallo per colpa della pandemia, è finalmente quella giusta: è cominciata l'attesa per i cinquantamila tifosi di Manchester City e Inter ufficialmente annunciati (ma saranno di più, assicurano le forze dell'ordine, allertate da settimane). In piazza Taksim, raduno degli ultrà nerazzurri, la polizia turca è già presente e sorvegliante. Nel 2020 il trasloco spostò la finale a Lisbona, nel 2021 a Oporto. Se però nel primo caso la formula della Final Eight senza pubblico, scelta per salvare il torneo dopo il rinvio dei quarti di finale, rese ovvia la scelta portoghese, nel secondo il presidente Erdogan parlò di decisione politica influenzata dal governo inglese, visto che la partita era il derby Chelsea-Manchester City e che l'allora premier Boris Johnson aveva inserito la Turchia tra le destinazioni turistiche sconsigliate ai connazionali: 16.500 persone presenziarono, 12 mila in arrivo dall'Inghilterra.

Per Euro 2032 braccio di ferro con la Figc

Qui gli spettatori saranno 70 mila e il pienone suggerisce che sia valsa la pena di tanta attesa: Istanbul officerà sabato sera il sospirato rito allo stadio Atatürk, intitolato al padre della patria e lo farà proprio nel centesimo anniversario della fondazione della Repubblica. Ma l'apparenza un po' inganna, una decina di giorni dopo la sofferta rielezione per il terzo mandato del presidente Recep Tayipp Erdogan. Il quale, sconfiggendo al ballottaggio lo sfidante Kemal Kiliçdaroglu, ha già superato per longevità politica Mustafa Kemal, Atatürk appunto: 15 anni, con l'orizzonte del 2028 per allungare ulteriormente il record e col calcio come alleato prediletto. A Erdogan non è mai sfuggito l'enorme potere dello sport più amato, nella Turchia devota al pallone: non a caso tentò di soffiare in extremis a Roma le partite dell'Europeo, posticipato per il Covid dal 2020 al 2021, e ha caldeggiato l'assegnazione al suo Paese dell'Europeo 2028 (duello proprio contro Regno Unito e Irlanda) o 2032, ancora in concorrenza con l'Italia: è un'altra gara  politica con la Figc di Gravina, diventato nel frattempo vicepresidente Uefa. La prospettiva dell'ammodernamento degli stadi italiani non è un aspetto secondario della vicenda, che si definirà il 10 ottobre prossimo.

Recep Tayyip Erdogan (afp)

Intelligence italo-inglese contro il rischio incidenti

Il successo organizzativo della finale di Champions è fondamentale per l'immagine turca. A un anno dal disastro di Parigi, con gli incidenti di Liverpool-Real Madrid e la strage rischiata, evitare qualsiasi guaio coi tifosi di Manchester City e Inter, in particolare con gli inglesi, è l'imperativo per la polizia e per l'Uefa stessa: la macchina della prevenzione ha studiato il piano contro la falsificazione dei biglietti e l'afflusso incontrollato ai cancelli, che causarono il caos allo Stade de France. Sono previsti quattro prefiltraggi e un tempo di un'ora per accedere all'Atatürk, che è tra l'altro piuttosto distante (un'altra ora buona) dal centro città. Il funzionamento del sistema sarà coordinato da polizia turca e Uefa, insieme alle forze dell'ordine italiane inglesi (in particolare alla Digos e alla Greater Manchester Police, esperte in materia). Come appurò l'inchiesta sulla finale 2022 tra Liverpool e Real Madrid - spostata da San Pietroburgo a Parigi per l'invasione russa in Ucraina - una tra le ragioni degli incidenti fu anche il rifiuto di un maggiore aiuto degli esperti inglesi. Stavolta è in campo l'intelligence italo-britannica e quell'errore non si ripeterà, anche se persiste il problema dei falsari, che offrono biglietti sul web: rischia di attirare ancora tifosi in sovrannumero. La calca fu la principale causa dei guai dello Stade de France.

(reuters)

Gündogan, Çalhanoglu e il dramma terremoto

Anche nell'auspicabile caso in cui tutto filasse liscio, questo atto conclusivo del torneo per club più importante del mondo non sarà comunque l'autocelebrazione sognata per il sessantanovenne Erdogan, calciofilo dichiarato ed ex centravanti del Camialti in gioventù, nonché calciatore professionista mancato perché il padre severo gli intimò di studiare innanzitutto. Il Sultano, come viene definito da chi lo accusa di deriva autocratica, ha polemizzato per le notizie sull'ipotesi di un nuovo spostamento della finale, stavolta per il timore di incidenti legati alle tensioni politiche nel Paese. Lo ha tranquillizzato la rassicurazione ufficiale dell'Uefa, che ha stigmatizzato le fake news in materia. Ma poi, durante la campagna elettorale contro lo sfidante poi sconfitto solo al ballottaggio, il calcio ha dato a Erdogan più preoccupazioni che gioie. Gli stadi dei tre club storici di Istanbul - Galatasaray, Fenerbahce e Besiktas - hanno fatto da scenario alla contestazione contro il governo, conseguenza di una popolarità scemata  sotto i colpi della pesante crisi economica e del terremoto di febbraio, una catastrofe con oltre 44 mila vittime nel Paese, condivisa con la Siria confinante: i più di 100 arresti per la violazione  delle norme sull'edilizia non hanno placato il malcontento di una popolazione stremata dal dramma. Il calcio non è stato insensibile alla tragedia e l'alto numero di tedeschi di origine turca e di turchi residenti in Germania ha accentuato il fenomeno della solidarietà per i terremotati, di cui gli sportivi si sono fatti portavoce internazionali. Il ct della Turchia, il tedesco Kuntz, si è inventato cassiere in un supermercato per raccogliere fondi e il passaparola ha avuto effetto immediato, col contributo di Fifa e Uefa e le donazioni, tra gli altri, di Cristiano Ronaldo e Messi. Anche Manchester City  e Inter, dove giocano il tedesco-turco Gündogan e il turco-tedesco Çalhanoglu, nato a Mannheim, sono in prima fila nella sensibilizzazione sul tema.

Nicolò Zaniolo (ansa)

La Süperlig tra corruzione e maxi-investimenti

In politica estera Erdogan si è ritagliato il ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina e lo sport è un appiglio che lui certo non disdegna:  le ultime due Superleghe vinte dall'Efes Istanbul gli hanno permesso di sconfinare nel basket per la passerella. Non vive però il suo momento migliore il calcio nazionale. Attraversato da periodici episodi di corruzione in genere perdonati (emblematico il calcioscommesse del 2011, con 30 arresti e nessuna vera conseguenza per i club) e minato dai conti in perenne rosso (nelle maglie del fair-play finanziario Uefa sono rimasti impigliati dal 2014 a diverso titolo  Galatasaray, Trabzonspor e Bursaspor, Besiktas, Karabukspor, Fenerbache e Trabzonspor) e da una serie di sponsorizzazioni opache, fatica a disincagliarsi dalla fama non proprio immacolata. La Nazionale non si qualifica per il Mondiale dal 2002, quando si classificò terza, e il 2000, con la Coppa Uefa vinta dal Galatasaray, è rimasto il teorico punto di decollo verso la vetta mai raggiunta.

"Ercole" Zaniolo e Icardi rilanciati dal Galatasaray

Tuttavia la Süperlig sforna ancora talenti di ottima prospettiva: lo è di sicuro Arda Güler, diciottenne centrocampista del Fenerbahce adocchiato dalla solita Premier League e non solo: vale almeno 25 milioni. Il campionato resta tra i  più ambiti, fuori dalle 5 principali leghe europee. I club investivano prima della pandemia 600 milioni di euro l'anno sul mercato e gli stranieri, per lo più di discreto livello, rimangono più del 50%. Le strutture sportive sono in non pochi casi più moderne di quelle di numerosi club della serie A. Allenatori e calciatori italiani frequentano volentieri un torneo che non macchia affatto il loro curriculum e garantisce stipendi ottimi. In principio fu Peppino Meazza, che nel 1949, per sei mesi, allenò il Besiktas, salvo rientrare per nostalgia, come ebbe a raccontare a Mario Fossati con una delle sue battute classiche: "A Istanbul stavo bene, ma mi mancava il Campari".

Gli intrecci della memoria sono tanti. A Milano lo stadio Meazza sabato ospiterà 43 mila interisti davanti al maxischermo: sarà un indiretto omaggio pure al Pepìn. In tempi più recenti sulle panchine delle squadre turche si sono seduti illustri allenatori italiani: su quella del Galatasaray c'erano Prandelli e Mancini, Montella è all'Adana quarto in classifica, Pirlo ha appena lasciato il Karagümrük dopo una buona stagione (la squadra è settima). Quanto ai giocatori, la lista è lunga, capeggiata dal Karagümrük stesso di Borini, Ricci, Bertolacci, Viviano e Biraschi. Terreno ideale per rilanciarsi, anche se Balotelli all'Adana era rimasto nel limbo, la Süperlig ha funzionato con Zaniolo, che ha vinto il titolo col Galatasaray, ha ritrovato la Nazionale e ha parecchio mercato, come ben sa il presidente del club, Dursun Özbek, che lo ha appena gratificato di un nuovo soprannome: "È il nostro Ercole: quando si mette in moto, buttarlo giù è impossibile". Con Zaniolo si è distinta una vecchia conoscenza dell'Inter. Mauro Icardi, prestito del Psg, ha segnato 22 gol in 24 partite, guadagnandosi il verosimile ritorno in una grande lega europea. A Istanbul hanno imparato a decriptare i post di Wanda Nara e l'ultimo ("sapevo che Mauro avrebbe sfondato in Turchia") sembra proprio l'addio a Istanbul. Dove l'ultima finale di Champions risale al 2005, alla grande ferita del Milan per la rimonta subita dal Liverpool, che perdeva 3-0 dopo il primo tempo. Tra i commentatori di quella partita  c'era, per Sky Sport, Diego Armando Maradona. Fu affabile e divertente, alla vigilia, fino a quando un giornalista non gli chiese un'intervista. "Tu sei inglese", gli obiettò, cambiando faccia, trasfigurato mentre ripeteva il nome delle isole Malvinas e lasciava rabbuiato lo stadio Atatürk.