✕

John Stones: "Il City non sottovaluterà l'Inter. Dopo la finale persa con l'Italia il periodo più difficile della mia carriera"

John Stones (reuters)
Il centrale che Guardiola ha trasformato in difensore-mediano: "Lo facevo da ragazzino, non pensavo di avere le qualità a questa età. Falllire? Se lo pensassi sarei morto dentro. Nel 2021 mi sono rialzato curando cibo e allenamenti. E non andando mai a dormire tardi"
1 minuti di lettura

MANCHESTER — Due anni fa John Stones ha perso la finale degli Europei contro l’Italia e pure il posto al Manchester City, Guardiola non lo vedeva più. Stava andando via. E invece. Redemption, Still I rise, Maya Angelou. Oggi, il 29enne difensore inglese è una colonna della corazzata sinfonica dell’allenatore catalano, che gli ha scovato un nuovo ruolo: centrale di difesa che diventa mediano nella fase offensiva, quando il City dal 4-3-3 passa allo spregiudicato 3-2-1-4. La rivincita è completa: nessuno tra i citizens sa interpretare questa vita da mediano-difensore come lui. E allora Stones si racconta, a cuore umile e aperto, con Repubblica e altri giornali inglesi arrivati a Manchester prima della finale di Champions League di sabato contro l’Inter a Istanbul.

John Stones, che riscossa.
“Già. Due anni fa è stato il periodo più difficile della mia carriera. Allora mi sono guardato dentro, sono diventat…

MANCHESTER — Due anni fa John Stones ha perso la finale degli Europei contro l’Italia e pure il posto al Manchester City, Guardiola non lo vedeva più. Stava andando via. E invece. Redemption, Still I rise, Maya Angelou. Oggi, il 29enne difensore inglese è una colonna della corazzata sinfonica dell’allenatore catalano, che gli ha scovato un nuovo ruolo: centrale di difesa che diventa mediano nella fase offensiva, quando il City dal 4-3-3 passa allo spregiudicato 3-2-1-4. La rivincita è completa: nessuno tra i citizens sa interpretare questa vita da mediano-difensore come lui. E allora Stones si racconta, a cuore umile e aperto, con Repubblica e altri giornali inglesi arrivati a Manchester prima della finale di Champions League di sabato contro l’Inter a Istanbul.

John Stones, che riscossa.
“Già. Due anni fa è stato il periodo più difficile della mia carriera. Allora mi sono guardato dentro, sono diventato ipercritico di me stesso, ho iniziato a curare ogni dettaglio: il cibo, gli allenamenti supplementari, non andare a dormire mai tardi. Così è iniziata la mia rivincita”.

La Champions sarebbe il coronamento di questa sua rinascita?
“Sarebbe dolcissimo, sì. Ma di questo parliamone sabato notte perché è sempre difficile, ogni partita”.

A Milano, nel covo dei tifosi del Manchester City, il club "Italia Blue Moon"

Ha mai avuto paura di fallire al City?
“No, quello mai. Con una mentalità del genere, sei già morto dentro. Sono voluto rimanere al City e dimostrare che ero all’altezza. Non agli altri, ma a me stesso, che è la cosa piu importante”.

Guardiola ora la utilizza in questo strano ruolo, da difensore ma anche da centrocampista, a seconda delle situazioni. Complicato?
“Sinceramente, quando ero ragazzino molti mi vedevano in quel ruolo da mediano. Amo giocare da centrale ma mi piace tanto anche questo nuovo ruolo e ho dimostrato di saperlo fare. Tuttavia, erano qualità che non credevo di avere a questa età. Ma l’allenatore le ha viste, è riuscito a coglierle. Anche questa è una sua bravura”.

Crede davvero che l’Inter sia al livello di questo spettacolare City?
“Sì, altrimenti non sarebbero in finale. Io approccio la partita sempre allo stesso modo, non conta di che serie siano gli avversari. Massimo rispetto a chiunque, anche nella FA cup quando una squadra di categoria inferiore vuole fare l’impresa contro una di Premier League. Se abbiamo vinto così tanto negli ultimi sei anni è perché il City ha sempre mostrato questa umiltà. Certo, l’Inter ha giocatori di grande qualità, incredibili. Nel derby in semifinale contro il Milan mi hanno impressionato per maturità e concretezza. Hanno tutto il mio rispetto. Ma ora tocca a noi fare la storia”.