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C’è Celtic-Lazio, ma Sarri attacca il sistema: “Si gioca ogni 60 ore, non è più il calcio che mi diverte”. Immobile: “Non sono finito”

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri

 

Mercoledì sera alle 21 biancocelesti a Glasgow a caccia della prima vittoria nel girone di Champions. Il tecnico: “Sono la mina vagante del torneo e hanno più qualità di quella che credessi”

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GLASGOW — Non bastassero le tensioni da cui è attraversata e che elettrizzano il rapporto nervoso tra Lotito e Sarri, la Lazio è rimasta bloccata per un’ora, per colpa di un disservizio dello scalo, sull’aereo appena atterrato a Glasgow, innervosendo ancor più l’allenatore: “Devo scappare, ho una riunione tecnica ed è molto più importante quella della conferenza stampa, se permettete. Ma tanto di otto parole che dico, me ne estrapolano due e le strumentalizzano. D’ora in avanti risponderò a monosillabi”. Nervoso davvero, anche ai microfoni di Sky: “Cambiare formazione? Se continuano a fare i calendari così sto pensando di cambiare, nel senso che voglio smettere. Questo non è più un calcio che mi diverte. Mi sveglio la mattina e non guardo più con chi giochiamo dopo 60 ore, è un delirio che non mi appartiene”.

Sarri garantisce: “Tra di noi un bellissimo clima”

Però alla fine l’allenatore ha trovato un varco nel suo pessimo umore e le parole non le ha risparmiate perché, dice lui, “vi sembrerà strano, ma all’interno del gruppo c’è un gran bel clima e anche l’atteggiamento in allenamento è ottimo. Paradossalmente a preoccuparci è proprio il fatto che non ci si spiega come mai le cose non stiano andando bene. Io però un’idea me la sono fatta, solo che non ve la vengo certo a dire. Ne parlerò con i giocatori”.

Sarri: “Nulla da farci perdonare, questa è la Champions”

Lo farà in mattinata, probabilmente, approfittando di questa trasferta per astrarsi dai problemi che incalzano, dalla crisi che incombe: “Non ho ancora minimamente pensato a chi far giocare, ne parlerò con la staff e decideremo”, come se questa fosse una sfida fuori contesto. «Ma lo è, fa storia a sé. Non abbiamo nulla da cui riscattarci, questa è la Champions, la competizione di club più importante al mondo, quella con le squadre più forti”. Basta questo per fare in modo che la Lazio non si metta a pensare a tutto il resto: “Sì, basta e avanza. Il Celtic può essere la mina vagante del girone, non è una squadra fisica ma molto veloce, intensa e dinamica, oltre che più tecnica di quanto pensassi. Vedremo come affrontarla. L’importante è impattare la partita con personalità. Ma quello l’avevamo fatto anche sabato a San Siro”.

Sarri: “Il Celtic è la mina vagante del girone”

Il Celtic ha cominciato male il girone, con una sconfitta e due espulsioni in casa del Feyenoord, ma secondo Sarri “in parità numerica avrebbero meritato di passare in vantaggio e possono diventare la mina vagante del girone”. Perciò questa è una partita chiave, se davvero la Lazio ha l’ambizione di guadagnarsi una reputazione internazionale: vincere nel tonitruante Celtic Park significherebbe muovere un passo decisivo verso la qualificazione.

Immobile: “Dobbiamo trovare una scossa”

Resta però il fatto che i biancocelesti hanno una crisi da risolvere e un sacco di problemi sulle spalle anche se pure Immobile, così come il suo allenatore, è convinto che tutto sia transitorio: “Ci aspettavamo un inizio diverso, forse la sconfitta di Lecce ci ha scombussolato. Dobbiamo trovare la scossa per ritrovarci ma gli atteggiamenti che abbiamo sono giusti. Vedo come lavorano i compagni, l’ambiente e l’atmosfera e resto tranquillo: i risultati presto arriveranno, ne sono sicuro. L’anno scorso la fase difensiva era stato il punto di forza e dobbiamo mettere prima di tutto a posto quel fondamentale, dopodiché troveremo lo smalto per attaccare in maniera migliore. Io di reti ne ho fatte tantissime, ma ho passato anche tanti momenti in cui sono rimasto senza e li ho superati. Torneremo a fare gol. Tanti gol”.

Immobile: “Non sono in parabola discendente ma sempre al top”

Tornerà a farne lui per primo, giura: “La parabola discendente non è ancora cominciata. Mentalmente e fisicamente sono sempre lassù, al livello di quando vincevo la Scarpa d’oro. Appena ricomincerò a segnare non mi fermerò più”.

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