Psg-Milan 3-0: notte amara in casa Mbappé
dal nostro inviato Enrico CurròPARIGI – Se il Parco è dei Principi, è ovvio che lì dentro spadroneggi Mbappé. Ormai tiranno del Paris Saint-Germain nel bene e nel male dopo l’addio di Messi e Neymar, ha fatto ciò che riesce solo ai campioni: gli avversari studiano mille mosse per fermarli, ma loro fanno vincere le partite alla squadra che ha la ventura di arruolarli e di provare a tenerli, nello specifico alla modica cifra di 72 milioni di euro l’anno. L’altra faccia della medaglia è che le partite i principi le fanno perdere a chi ha la sventura di incrociarli: il Milan, che in tre partite non ha ancora segnato un gol per la frustrazione di Pioli, si ritrova adesso all’ultimo posto del girone F della Champions e il 7 novembre a San Siro dovrà cercare di rimediare col Psg, se vorrà presentarsi alle due giornate finali, contro Dortmund e Newcastle, con più concrete speranze di restare a febbraio tra le prime 16 d’Europa.
Pioli: "In Champions siamo messi male, dobbiamo segnare e Leao deve alzare prima…
PARIGI – Se il Parco è dei Principi, è ovvio che lì dentro spadroneggi Mbappé. Ormai tiranno del Paris Saint-Germain nel bene e nel male dopo l’addio di Messi e Neymar, ha fatto ciò che riesce solo ai campioni: gli avversari studiano mille mosse per fermarli, ma loro fanno vincere le partite alla squadra che ha la ventura di arruolarli e di provare a tenerli, nello specifico alla modica cifra di 72 milioni di euro l’anno. L’altra faccia della medaglia è che le partite i principi le fanno perdere a chi ha la sventura di incrociarli: il Milan, che in tre partite non ha ancora segnato un gol per la frustrazione di Pioli, si ritrova adesso all’ultimo posto del girone F della Champions e il 7 novembre a San Siro dovrà cercare di rimediare col Psg, se vorrà presentarsi alle due giornate finali, contro Dortmund e Newcastle, con più concrete speranze di restare a febbraio tra le prime 16 d’Europa.
Pioli: "In Champions siamo messi male, dobbiamo segnare e Leao deve alzare prima la testa"
Zaire-Emery, giovane favoloso
A giudicare dalle premesse, frenare il Psg e il suo artista non sarà tanto facile, anche perché non è che il resto della compagnia di Luis Enrique, addestratore di talenti piegati alla legge della corsa e del sacrificio, si sia rivelato inadeguato al contesto. In particolare il diciassettenne Zaire Emery – cresciuto nelle giovanili, quasi un paradosso per un club tra i più spendaccioni della storia e avvezzo a fare razzia sul mercato coi soldi del Qatar - ha dominato a centrocampo, provocando con i suoi strappi il primo e il terzo gol. Quanto ai valletti di Mbappé, che dopo mezz’ora ha tagliato a fette la precaria difesa milanista e ha folgorato il suo compagno di Nazionale francese Maignan con un destro tagliente, hanno funzionato assai. Dembélé ha segnato il 2-0, salvo vederselo annullato al Var per una spallata di Ugarte a Musah, e poi ha sfruttato l’assurda libertà su un corner per costringere Maignan alla respinta, che l’altro vassallo Kolo Muani ha trasformato in meta. Nel finale si è aggiunto alla festa il ventiduenne sudcoreano Lee Kang-In, vitalissimo esterno.
Duello tra i fratelli Hernandez
Il 3-0 non è pesante solo per il punteggio, che Leao aveva tentato invano di attenuare (glielo ha impedito Donnarumma, insultato dalla curva milanista in trasferta), ma soprattutto per come è maturato. Il terzo stato milanista, che in teoria non dovrebbe essere tale visti i 125 milioni spesi nella campagna acquisti, non è mai riuscito a ribellarsi al nobile Kylian, per il quale Pioli aveva architettato una molto teorica rete di marcatura, con Kalulu terzino e Tomori dirottato sul centro-destra per il raddoppio. Mbappé ha eluso ogni mossa e ha pure obbligato Maignan a due notevoli parate, la seconda con deviazione sul palo. Tra i fratelli terzini Hernandez il duello l’ha vinto Lucas, mentre Theo ha esibito la solita latitanza nel ruolo cui sarebbe deputato. La constatazione finale, dato il vano ricorso ai cambi, è che il Milan non ha ancora vinto in questa stagione contro una grande e che, malgrado la teoria dei ruoli intercambiabili, non ha vere alternative a Giroud, allo stesso Theo Hernandez e al convalescente Bennacer, sostituito male sia da Krunic sia dal suo surrogato Adli. Postilla ulteriore: quando il gioco si fa duro, gli italiani vanno in panchina. Pioli ha schierato undici stranieri, inedito rossonero nelle coppe. Ma gli ingressi di Calabria e Pobega non hanno migliorato le cose. Il Principe corteggiato dal Real Madrid ha spadroneggiato nel suo Parco.
Il tabellino di Psg-Milan
Psg 3 (32’ pt Mbappé, 8’ st Kolo Muani, 44’ st Lee Kamg-In)
Milan 0
Psg (4-3-3): Donnarumma – Hakimi (48’ st Mukiele), Marquinhos, Skriniar, L.Hernandez – Ugarte (26’ st F.Ruiz), Zaire-Emery, Vitinha – Dembélé (26’ st Lee Kang-In), Kolo Muani (37’ st G.Ramos), Mbappé. All. Luis Enrique.
Milan (4-3-3): Maignan – Kalulu, Tomori (45’ st Kjaer), Thiaw (1’ st Calabria), T.Hernandez – Reijnders, Krunic (32’ st Adli), Musah (32’ st Pobega) – Pulisic, Giroud, Leao. All. Pioli
Arbitro: Vincic (Slo).
Note: ammoniti Thiaw, Krunic, Hakimi, Dembélé, Tomori e Kalulu. Spettatori 46 mila.