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Da Zaire-Emery a Lamine Yamal: i ragazzini terribili della Champions che stanno facendo dimenticare Messi e Ronaldo

Warren Zaire-Emery in azione durante Psg-Milan

 (afp)
Sono giovani, alcuni neanche maggiorenni, forti e con un talento smisurato. Arrivano appena dietro i già famosi Bellingham, Haaland e Alvarez ma davanti hanno un futuro assicurato
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Fate largo che passano loro, ‘sti giovanotti de ‘sta Champions bella. Warren Zaïre-Emery di anni ne ha 17, Oscar Gloukh 19. Sono ragazzi fatti cor pennello. Il primo è francese, gioca nel Psg - è un prodotto dell’accademia parigina - e ieri sera - contro il Milan - ha fatto lo show. A Luis Enrique - quando parla di lui - brillano gli occhi. “E’ un diamante”, ha detto. In estate ha capito che di fronte aveva un fenomeno, così ha dato il benservito a Verratti e ha consegnato al bimbo le chiavi del centrocampo. Il secondo è israeliano, gioca nel Salisburgo in un ruolo che sembrava vintage, quello del fantasista. Ha colpi di altissima classe, andarsi a rivedere il gol segnato all’Inter, grazie.

Bellingham, Musiala e Haaland

Zaïre-Emery e Gloukh fanno part…

Fate largo che passano loro, ‘sti giovanotti de ‘sta Champions bella. Warren Zaïre-Emery di anni ne ha 17, Oscar Gloukh 19. Sono ragazzi fatti cor pennello. Il primo è francese, gioca nel Psg - è un prodotto dell’accademia parigina - e ieri sera - contro il Milan - ha fatto lo show. A Luis Enrique - quando parla di lui - brillano gli occhi. “E’ un diamante”, ha detto. In estate ha capito che di fronte aveva un fenomeno, così ha dato il benservito a Verratti e ha consegnato al bimbo le chiavi del centrocampo. Il secondo è israeliano, gioca nel Salisburgo in un ruolo che sembrava vintage, quello del fantasista. Ha colpi di altissima classe, andarsi a rivedere il gol segnato all’Inter, grazie.

Bellingham, Musiala e Haaland

Zaïre-Emery e Gloukh fanno parte di una nuova generazione che sta appaltando le serate di Champions League, una generazione più nuova della nuova per intenderci, considerato che i loro fratelloni maggiori sembrano boomer: Jude Bellingham e Jamal Musiala con i loro 20 anni, Erling Haaland, Julian Alvarez e Vinicius con i loro 23. Occhio, i qui citati fanno tutti parte della lista dei 30 aspiranti al Pallone d’Oro che verrà consegnato lunedì sera. Ergo: sono già nomi noti, hanno percorsi solidi, curriculum pesanti, abbrivi da predestinati e orizzonti sconfinati cui tendere. La nuova generazione più nuova della nuova è invece ancora una galassia in fase di composizione.

Yamal, dribbling da fuoriclasse a 16 anni

Queste stelle in progress portano in dote la bellezza di un futuro da decifrare. Siamo chiaramente di fronte a un passaggio di consegne epocale. Del resto, i dioscuri stanno invecchiando altrove. Messi è in America, Cristiano Ronaldo in Arabia: quella Champions che è stata per quindici anni il loro giardino dei giochi ora è senza padroni. Nomi, dunque. E facce. Come quella di Lamine Yamal, 16 anni di sorrisi sdentati, ricetti spettinati e dribbling da fuoriclasse. Sono bastate una quindicina di partite - 10 nella Liga, 3 in Champions, 2 (con gol) nella nazionale spagnola - per farci pensare: ragazzo, un giorno tutta questa Champions sarà tua.

Fermin Lopez esulta dopo il gol in Barcellona-Shakhtar

 (afp)

Fermin Lopez l’ultimo arrivato del Barcellona

Nel Barcellona - che l’ha blindato con una clausola di un miliardo - Yamal cresce all’ombra di due quasi coetanei: il già noto Gavi - che sembra sia lì da una vita nonostante i suoi 19 anni - e l’ultimo arrivato, il ventenne Fermín Lopèz - “Fermín el Pequeñín”, il Piccoletto come lo chiamavano da adolescente - che ieri sera ha timbrato per la prima volta in Champions, contro lo Shakthar Donetsk. Avanti allora: Lee Kang-in, 22 anni, sudcoreano, centrocampista, ha segnato il 3-0 al Milan. Costato 20 milioni di euro, cresciuto nel Valencia, si è imposto nel Mallorca. E’ già un fenomeno, anche se nel merchandising: la maglia del Psg più venduta online è la sua, non quella di Mbappé.

Gimenez giustiziere della Lazio

Santiago Gimenez, 22 anni, argentino naturalizzato messicano, centravanti del Feyenoord. Al debutto in Champions - contro la Lazio - ha segnato due gol, un altro gliel’hanno annullato. L’olandese Xavi Simons, 20 anni, centrocampista offensivo dell’RB Lipsia, pure lui a segno in Champions, contro la Stella Rossa. Xavi Simons ha un curriculum che fa impressione: nove anni nel settore giovanile del Barcellona, un assaggio di Ligue 1 con il Psg, un anno da titolare nel PSV Eindhoven (34 presenze e 19 gol in campionato), il conseguente debutto con la nazionale Oranje e la nuova avventura in Bundesliga, a Lipsia. Il primo accordo di sponsorizzazione - con la Nike, non con la termoidraulica del quartiere - l’ha firmato quando aveva tredici anni. A quell’età era già un re dei social (aveva un milione di follower su Instagram, oggi sono 5,3), un attimo dopo lo è diventato anche in campo. Dal mondo virtuale a quello reale, questo è il percorso dei nuovi campioncini.

Oscar Gloukh

 

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