MONACO – La Lazio è a un appuntamento con la storia ma, come dice Sarri, “più che emozionati bisogna essere coraggiosi e determinati: c’è da presentarsi belli incazzati”. Ai biancocelesti la rabbia non manca. Venerdì ne hanno accumulata a carrettate e gli effetti possibili sono due: farla battere sui nervi e far lievitare la tensione oppure trasformarla in spinta, in forza di volontà. “Abbiamo trangugiato un boccone estremamente amaro, speriamo che tutta la delusione mandata giù si trasformi in energia”. Per eliminare il Bayern può non bastare: perché accada, occorre che la Lazio rasenti la perfezione e, come dice Immobile, “che restiamo uniti come all’andata, quando eseguimmo alla perfezione le cose provate con il mister senza voler strafare, senza che nessuno cercasse di diventare il salvatore della patria”.
"Ho sensazioni estremamente positive”
Però serve pure che il Bayern sfarfalli come tre settimane fa e come spesso negli ultimi tempi perché, se anche solo si assesta sulla normalità, è talmente forte da saper vincere con il minimo indispensabile. “La loro qualità è smisurata”, spiega Sarri, “e quindi hanno grande facilità di fare gol”. Ma la Lazio sa di poter essere una spina nel fianco. “Dobbiamo lottare fino alla morte in difesa, ma anche avere il coraggio di fargli male. Se stiamo cento minuti a difenderci la vedo dura”. E sa, la Lazio, che qualsiasi cosa accadrà sarà difficile inquadrarla come una sconfitta: “Comunque vada, questa sfida è un’esperienza enorme per il nostro percorso di crescita, che deve portarci a essere competitivi ogni 72 ore. Ho sensazioni estremamente positive. È vero che abbiamo gli stessi difetti di sempre, ma mi sembra che sia cambiato qualcosa all’interno del gruppo. Magari è solo un condizionamento illogico, ma ho queste sensazioni”.
Immobile: “Abbiamo la responsabilità di scrivere la storia”
In realtà sono sensazioni che conferma anche Immobile, e se le hanno tanto l’allenatore quanto il capitano non sono evidentemente così campate per aria. Ciro è carico, conosce i tempi dell’appuntamento con un’impresa che i laziali aspettano da 24 anni e che sarebbe anche più mitologica di allora, perché qui si farebbe lo scalpo al Bayern, non al primo che passa. “Questa è una partita carica di responsabilità, ma è normale se vuoi scrivere la storia. Alla squadra non farò grandi discorsi, perché non voglio appesantire una situazione che è già abbastanza nervosa. Io sono arrivato qui che non si giocavano le coppe e a Formello c’era solo il parcheggio, ora il nostro centro vengono a visitarlo e ci giochiamo i quarti di Champions: basta questo per dire quanta strada abbiamo fatto in questi anni. E meno male che dopo la rabbia di venerdì si gioca subito, sennò ci saremmo dati i morsi sulle mani fino a lunedì”.
3400 laziali al seguito, un migliaio senza biglietto
A Monaco ci saranno 3400 laziali, ma ne sono annunciati inoltre un migliaio senza biglietto. Con la squadra ha volato anche Lotito: non è una consuetudine, però il presidente non poteva certo bigiare un giorno così, che rimarrà in ogni caso nella memoria di ogni laziale. “La Lazio”, dice, “deve avere il coraggio di sentirsi una squadra di livello internazionale. Il club lo è, ha acquisito una grande credibilità. Ai tifosi chiedo di essere il dodicesimo uomo in campo, anche se non siamo riusciti ad accontentare tutti perché purtroppo i biglietti che ci ha dato il Bayern sono stati limitatissimi. Ma sono sicuro che si faranno sentire e spingeranno i nostri beniamini, che devono essere consapevoli che c’è una comunità che vive per i colori laziali”.
A respirare l’aria di qui, consapevoli lo sono eccome: si sono viste facce serie ma non tese, sguardi diritti e non spaventati. È da quelli che Sarri ha ricavato le sue sensazioni, mentre sul piano strettamente fisico deve ancora elaborare tutti i dati: “Quelli sul recupero di Vecino e Zaccagni non sono di primissimo livello, ma l’ultimo allenamento mi ha lasciato un po’ più sereno. In ogni caso sono due giocatori da spezzone”. Si alterneranno dunque con Cataldi e Isaksen: bisogna solo capire chi partirà titolare e chi entrerà dopo.