MILANO - Più soldi per tutti, compreso chi non gioca per le coppe europee. Ma al tempo stesso, un ricavo inferiore per la singola partita soprattutto in Champions League. Questo dicono i dati della Uefa, che descrivono il passaggio fra la vecchia Champions a 32 squadre, organizzata in gruppi di qualificazione, e la nuova, con 36 club in un girone unico.
Più soldi per giovani e calcio femminile
La Uefa stima che nella stagione 2024/25 l’incasso complessivo di Champions, Europa League e Conference sarà di 4,4 miliardi di euro, contro i 3,5 delle edizioni in corso. Da questa somma andranno poi sottratti 387 milioni di costi operativi di gestione (oggi sono 323), 132 milioni di premi nelle fasi di qualificazioni (contro gli attuali 105), 308 milioni distribuiti ai club europei che non prendono parte alle competizioni (più del doppio dei 140 dati nella stagione in corso) e 22 per lo sviluppo del calcio femminile, che per la stagione sono stati 10. Novità: 3 dei milioni ricavati dalle coppe europee saranno destinati alla Youth League.
Per la Uefa un quinto in più di ricavi
A conti fatti, sottratte le spese di organizzazione e le somme destinate alla mutualità, i ricavi netti delle tre competizioni dovrebbero attestarsi sui 3,548 miliardi, contro i 2,922 della stagione europea in corso, con una crescita del 21,4 per cento. L’Uefa tratterrà come propria quota 231 milioni, contro i 190 della stagione in corso, ai club che partecipano alle tre competizioni rimarranno in tasca 3,317 miliardi, con un aumento di un quinto rispetto a quel che incassano oggi. Ovviamente, a fare la parte del leone sarà la Champions League: le 36 società iscritte al nuovo torneo si spartiranno 2,467 miliardi, quelle in Europa League se ne divideranno fra loro 565 e altri 285 andranno ai club della Conference.
Incassi più bassi per la singola partita
Il numero di partite aumenta per tutte le competizioni. In Champions si giocheranno 189 gare, contro le attuali 125. Sempre 189 se ne giocheranno in Europa League, contro le 141 di oggi. Meno marcato l’incremento del numero di gare in Conference: da 141 si passa a 153. Visto che l’aumento del numero di incontri è più che proporzionale rispetto all’incremento complessivo dei ricavi – per la Champions, il 51,2 per cento di partite in più contro il 21,4 per cento di incrementi delle entrate – il risultato è che sulla singola gara il guadagno sarà mediamente minore del 19,7 per cento. Meno marcati i cali di incasso sul singolo match in Europa League – meno 9,4 per cento – e in Conference, con meno 11,9. Giocando però almeno due gare in più nella fase a gironi – otto contro sei – chi si qualifica in Champions avrà la certezza di un ricavo minimo comunque superiore.
L’analisi della Cattolica di Milano
I dati di Uefa sono stati studiati dai ricercatori di Economia Aziendale dell’Università Cattolica di Milano, e in particolare dalla struttura che fa capo a Claudio Sottoriva, professore esperto in gestione economica dei club, coadiuvato da Marco Pino, cultore della materia. L’analisi della Cattolica sottolinea che “certamente questo nuovo formato dà opportunità di maggiori ricavi per le singole squadre ma una vittoria prestigiosa contro il Real Madrid varrà meno. Se prima la UEFA durante le gare di girone garantiva ai club 2,8 mln per ogni vittoria, oggi la cifra scende a 2,1. Lo stesso per i pareggi, che passano da 0,9 mln a 0,7”. E in generale competere sarà più complesso, in quanto “cresce il livello delle squadre con cui sfidarsi: già al girone si affrontano fra loro due squadre di prima fascia, in base al ranking”. Inoltre, già dalla fase del girone si potranno sfidare fra loro squadre della stessa nazione, con il limite di una gara soltanto per ogni club.
Il gennaio di fuoco
Passando agli aspetti sportivi, e quindi solo indirettamente economici, l’analisi della Cattolica rileva come “una conseguenza indiretta dell’eliminazione delle retrocessioni dalla Champions all’Europa League sarà la possibilità di giocare una partita casalinga in più: quattro con il nuovo formato contro le tre del vecchio. L’incasso da botteghino ha rappresentato per le nostre squadre una fonte di ricavo importante”. Poi c’è il problema del calendario più affollato, con la prima fase del girone che si giocherà fino a gennaio, “con la conseguente difficoltà di incastrare impegni e recuperi, in particolare per i campionati a 20 squadre, come la Serie A”, fanno notare Sottoriva e Pino. E proprio su gennaio ci sarà il maggiore impatto del nuovo impianto, dal momento che “fino a fine dicembre, si continueranno a giocare solo 6 partite di Champions. Due delle otto saranno invece giocate nell’anno nuovo, quindi la prima parte di stagione non cambierà molto per i club”.