Senza difesa. È il comune e paradossale denominatore della falsa partenza in Champions di Inter e Napoli, incapaci di esportare in campo internazionale quello che una volta era il mantra distintivo e spesso vincente del calcio italiano: non prenderle. Ma i tempi cambiano e le due squadre che di recente hanno dominato la Serie A, dividendosi in modo equo gli ultimi 4 scudetti, si sono fatte prendere rispettivamente a pallonate da Bruges e Villarreal, che non rientrano nemmeno tra le rivali di fascia alta della élite europea. Sette gol subiti in tutto: 4 da Cristian Chivu a San Siro e 3 da Max Allegri in Spagna, entrambi di nuovo ko e immobili in classifica a zero punti dopo le prime due giornate, con la certezza amara di dover già rincorrere la qualificazione.
L’Inter ha il mal di Champions, perse 7 delle ultime 8 gare. Chivu: “Se vai piano in Europa crolli ”
Lo sfogo di Allegri
Snaturarsi non ha pagato e vale pure per la Nazionale. Non va più di moda coprirsi le spalle e sa di sofferenza pura lo sfogo a Vila-Real di Allegri, che del pragmatismo è uno degli ultimi e inascoltati alfieri: «Sembra quasi che per le nostre squadre sia diventata una vergogna difendersi». Concetto forse esasperato, quello espresso dal tecnico del Napoli, ma poi statistiche alla mano non così lontano dal vero. Chivu dopo la batosta con il Bruges ne ha fatta invece una questione psicofisica. «Sono guai se la concentrazione non è al massimo, i cali di tensione con il livello alto della Champions League si pagano a caro prezzo».
L’errore di Politano, la serata no di Martinez
I numeri dicono però in realtà che il reparto arretrato dell’Inter sta ballando anche in campionato (8 gol al passivo in 5 giornate) e che dunque la verità sta probabilmente nel mezzo, tra limiti strutturali ed errori occasionali. A penalizzare gli azzurri in Spagna c’è stato infatti pure il retropassaggio folle di Politano e sulla giostra di San Siro i campioni d’Italia hanno avuto motivo di recriminare per la serata no del portiere Martinez. Ce n’è dunque abbastanza per sostenere che sia la somma a fare il totale.
L’anarchia tattica di De Bruyne
Soprattutto il Napoli è una squadra dai fragili equilibri e a Vila-Real ha pagato anche l’anarchia tattica di De Bruyne, più volte richiamato invano dalla panchina e probabilmente escluso nella trasferta di sabato a Venezia. Ma dalla cintola in giù neppure l’Inter è ancora un modello di affidabilità, tant’è che nello scontro diretto tra le due squadre in campionato a San Siro era successo di tutto: cinque gol, tre pali e una roulette impazzita di 95’, fino all’ultima stoccata di Lautaro.
Inter e Napoli, quanto è dura la Champions
C’è poi il capitolo a parte del complesso Champions: 7 ko nelle ultime 8 gare per i nerazzurri, 8 nelle ultime 9 per Allegri, il cui malessere internazionale era iniziato già al timone della Juve. C’è un problema globale di identità perduta e non ha pagato copiare i modelli altrui, contro rivali che viaggiano al doppio della velocità perché più giovani e affamati. Gli azzurri in Spagna avevano subito messo in discesa la sfida con il guizzo di Rrahmani, che però non è bastato nemmeno per portare a casa un pareggino. Il made in Italy senza difesa è un brand che in Europa non tira più.