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L’Inter passa in 10 contro lo Shakhtar: Bastoni espulso, poi segna Carlos Augusto

Carlos Augusta esulta dopo il gol 
I nerazzurri soffrono a San Siro: il difensore azzurro si fa cacciare con due ammonizioni in due minuti. Chivu muove la classifica
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INTER – Come a Bologna, anche in Champions League a salvare l’Inter è stato Carlos Augusto, il più improbabile dei goleador. Leader per caso, si è trovato fra i piedi una palla magica, invenzione di Mkhitaryan, si è ricordato di essere brasiliano, e nel momento più difficile per i nerazzurri ha cambiato l’inerzia di una partita che sembrava destinata a finire 0-0 anche se fosse durata per sempre. «Il merito è di Miki, che mi ha messo quella gran palla. Abbiamo vinto anche per Basto, che ha dato una mano come tutti», ha detto a caldo il numero 30, dopo avere segnato da attaccante vero, con la squadra in dieci, tradita da un’assurdità di Bastoni, che da ammonito ha avuto la bella idea di spintonare Ocheretko: secondo giallo e partita finita.

Non è finito invece il sogno dell’Inter…

INTER – Come a Bologna, anche in Champions League a salvare l’Inter è stato Carlos Augusto, il più improbabile dei goleador. Leader per caso, si è trovato fra i piedi una palla magica, invenzione di Mkhitaryan, si è ricordato di essere brasiliano, e nel momento più difficile per i nerazzurri ha cambiato l’inerzia di una partita che sembrava destinata a finire 0-0 anche se fosse durata per sempre. «Il merito è di Miki, che mi ha messo quella gran palla. Abbiamo vinto anche per Basto, che ha dato una mano come tutti», ha detto a caldo il numero 30, dopo avere segnato da attaccante vero, con la squadra in dieci, tradita da un’assurdità di Bastoni, che da ammonito ha avuto la bella idea di spintonare Ocheretko: secondo giallo e partita finita.

Non è finito invece il sogno dell’Inter di entrare nelle prime otto del tabellone. Con i 3 punti guadagnati contro lo Shakhtar, i primi raccolti nel torneo, può tornare a sperare e a fare conti. Ne servono altri 13 in cinque partite. È difficile ma non impossibile.

La diretta

L’altro protagonista della vittoria è Chivu, che ha fatto cose ragionevoli fin dall’inizio: ha lanciato Augusto e Bonny, i due più in forma, ha spostato Bastoni al centro della difesa, dove Akanji ultimamente va in difficoltà, e ha restituito la regia a Calhanoglu. Ma visto che il calcio non è aritmetica, per un tempo intero il risultato è stato modestissimo. La squadra, nel solito stadio strapieno, è partita benino, ma ha prodotto poco: un mezzo tiro di Bonny, un lancio niente male di Akanji, una discesa di Spence, veloce ma al dunque pasticcione. Non abbastanza per piegare una squadra costretta a trasferte che sembrano romanzi di Stevenson, con tanti brasiliani coraggiosi, che hanno accettato il tesseramento nonostante gli attacchi di droni e i black-out, guidati da un allenatore che ha 39 anni, ne dimostra dieci di più e al primo pallone buttato via prende a calci la panchina.

La partita

Non solo l’Inter non ha segnato, ma prima della sosta è stata costretta a difendersi, di fronte a uno Shakhtar arrembante, spinto da un pubblico che non sventolava bandiere del club ma quelle ucraine: ingegneri che lavorano in Svizzera, badanti arrivate da Bergamo con il compagno italiano, ragazzi tornati dal fronte, accolti a birre e strette di mano dagli interisti prima della partita. Il primo tempo si è concluso con un bel colpo di testa di Bondar parato da Martinez, di nuovo schierato titolare, con buona pace di Provedel, la cui speranza di esordire viene rinviata di partita in partita da inizio stagione. La volta buona potrebbe essere domenica a pranzo contro la Fiorentina, o forse no.

Carlos Augusto festeggia il gol con Bisseck e Luis Enrique 

Nella ripresa, l’Inter si è presentata forse meno spaventata ma ugualmente inconcludente. Prima dell’ora, Chivu ha fatto tre cambi, inserendo Diouf, Zielinski e Bisseck, che hanno portato un po’ di corsa. Quando le cose sembravano essersi messe bene, Bastoni, già ammonito, ha combinato il patatrac spintonando Ocheretko. L’allenatore è stato pronto nel girare la squadra, inserendo Luis Henrique e soprattutto Mkhitaryan, che nel momento più complicato, con un’idea geniale, ha mandato in porta il solito Carlos Augusto, il trascinatore che non ti aspetti, già in gol sabato scorso. È lui il vero supplente di Lautaro Martinez, che salterà tutte le partite prima della sosta, compresi il derby, la trasferta col Feyenoord e il big match col Como. Lui più di Barella, che pure, con la fascia al braccio, non si è risparmiato. E molto più di Bastoni, che in conferenza stampa aveva parlato da condottiero, ma che al dunque si è perso.

Inter-Shakhtar 1-0 (0-0

Inter (3-5-2) J. Martinez 6.5 – Akanji 6, Bastoni 4.5, Augusto 7 – Spence 5 (14’ st Diouf 6.5), Barella 6.5, Calhanoglu 5.5 (14’ st Zielinski 6), Sucic 6 (28’ st Henrique 6), Dimarco 5.5 (14’ st Bisseck 6) – Thuram 6, Bonny 6 (30’ Mkhitaryan 7). All. Chivu 7

Shakhtar Donetsk (4-1-4-1) Riznyk 7 – Tobias 6, Bondar 6, Matviyenko 5.5, Pedro Henrique 6 - Ocheretko 5.5 (27’ st Severino Silva 6) – Alisson 5.5 (38’ st Bruninho sv), Pedrinho 6.5 (32’ Nazaryna 6), Marlon 6, Mendoza 5.5 (27’ Martins 6) - Kaua Elias 6 (28’ Traoré 6). All. Turan 6

Arbitro Osmers (Ger) 5

Rete: Augusto 32’ st

Note Ammoniti Ocheretko, Thuram, Marlon, Sucic. Espulso Bastoni. Spettatori 73.352

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