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Europa League al Chelsea, Benfica beffato al 93'

Incredibile epilogo della finale di Amsterdam. O Glorioso gioca meglio nel primo tempo, ma nella ripresa vanno avanti i londinesi con Torres. Cardozo pareggia su rigore, ma quando i supplementari sembrano inevitabili, decide Ivanovic con un colpo di testa
di DIEGO COSTA

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AMSTERDAM - La maledizione continua. Il Benfica perde la sua ennesima occasione europea in finale. Dopo aver pregiudicato la corsa allo scudetto portoghese al 92', ancora al 92' lascia al Chelsea la possibilità di alzare la Coppa di Europa League. Lo fa persino col brivido finale di riagguantare il 2 a 2 all'ultimo istante, minuto 93' abbondantemente superato, quando Cahill in spaccata annulla l'ultimo assalto ravvicinato portato da Cardozo. E così i "Blues" londinesi sono la prima squadra a portare la coppa fuori dalla Penisola Iberica (è la quarta Europa League: due volte l'ha vinta l'Atletico Madrid, una il Porto) e la prima a conquistare i due trofei europei in ordine inverso (prima la Champions).

Il successo arriva con i portoghei alle corde, fisicamente parlando, dopo aver finito i cambi e il carburante.
In avvio... E' un Mar Rosso in tempesta: Jesus ha scelto una formazione fortenmente offensiva e il movimento perpetuo, ordito da Gaitan e Perez, mette in soggezione i campioni d'Europa 2012. Un rischio, forse, ma Matic, davanti alla difesa fa assai bene e offre garanzie all'azzardo. Il Benfica è dappertutto, crea una pressione forte, e tanta densità, sulla trequarti, mettendo in seria soggezione gli inglesi, grazie a un sostegno sui lati continuo e a tanta precisione nel palleggio. Ivanovic però tiene bene su Cardozo, e quando i lusitani creano le condizioni per segnare... nessuno tira in porta. Si dimentica del tiro Gaitan su cross a rovesciare il fronte d'attacco di Almeida... si dimentica di tirare Salvio in area, scambia con Gaitan e lo invita al tiro che viene effettuato con il corpo all'indietro (palla alle stelle); scivola Rodrigo davanti a Cech dando vita a una confusa mischia "tipo flipper" che alla fine premia i londinesi.

Tanto Benfica, lucidissimo fino alla cintola, poi lezioso e autolesionista. Il Chelsea fa poco, concede il centrocampo all'avversario e lo scavalca con oziosi lanci lunghi: gioca nei pochi minuti in cui la pressione portoghese deve per ragioni naturali calare. E lo fa creando la migliore occasione della prima parte, quando Lampard, dimenticato al limite, può prendere la mira e sparare un destro velenoso, il pallone gira e va dalla parte opposta rispetto al tuffo di Artur che con un grande riflesso (viene da dire... alla Marchetti) con una mano alza in angolo. Inoddisfatti i due tecnici insomma. benitez sbraita soprattiutto verso i suoi esterni, pigri e travolti dai diretti avversari. Jesus se la prende con Rodrigo, il solo incerto, e con la troppa evanescenza negli ultimi metri.

Nella ripresa il match cambia. Benitez si è fatto sentire: chiede intensità, chiede il ritmo che i suoi non hanno avuto nella prima parte. Ottiene tutto, anche se non in modo eccellentissimo. Il Benfica non trova più il dominio e il filtro in mezzo che ha caratterizzato il primo tempo. Cresce il livello del contrasto dei Blues, finalmente capaci di alzare la linea del contrasto. E cresce un Fernando Torres tornato dopo diverso tempo ai livelli di eccellenza. Il primo gol è un capolavoro del Nino, un film da mostrare ai giovani. Della serie come si difende il pallone. Cech rimette con le mani, Mata lascia sfilare, il Benfica è incredibilmente scoperto, ma Torres danza attorno a Garay, salta in dribbling Luisao ultimo uomo, fa sedere Artur gettatosi sui suoi piedi e infila. Il Benfica accusa il colpo, ma stavolta il Chelsea gli ruba la scena nel non chiudere il match in talune pericolose ripartenze. E così un'ingenuità di Azpilicueta, mani in area, consente a Cardozo di segnare l'1 a 1 su rigore e riagguantare il sogno. Per sfortuna di Jesus però, si fa male Garay e finiscono i cambi. Gaitan, protagonista assoluto, viene sacrificato: terzino! E Salvio, sul lato opposto, non ce la fa più. Lampard all'89' centra l'incrocio dei pali ad Artur battuto. E nel recupero, la benzina è proprio finita. Calcio d'angolo, nessuno ostacola Ivanovic che, all'ultimo salto, si arrampica in cielo: e ci porta il suo Chelsea.

BENITEZ: "IL NAPOLI? ORA PENSO AL CHELSEA" - Uno dei grandi protagonisti della serata è il tecnico del Chelsea, Rafa Benitez: "Partita difficile: sono contento per tutti. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora, ma abbiamo ancora una partita di campionato da vincere. L'anno prossimo a Napoli? Il Napoli è una squadra forte, mi piace molto l'Italia, ma ora penso solo ad esultare con il Chelsea".

BENFICA-CHELSEA 1-2 (0-0)
BENFICA (4-3-3): Artur; Almeida, Luisao, Garay (76' Jardel), Melgarejo (63' John); Matic, Rodrigo (63' Lima), Perez; Salvio; Gaitan; Cardozo. Allenatore: Jesus
CHELSEA (4-2-3-1): Cech; Azpilicueta, Cahill, Ivanovic, Cole; David Luiz, Lampard; Mata, Ramires, Oscar; Torres. Allenatore: Benitez
ARBITRO: Kuipers (Olanda)
RETI: 59' Torres, 67' Cardozo (rig.) 92' Ivanovic
NOTE: Terreno scivoloso, ammoniti: Oscar, Luisao, Garay. Recupero: 1' e 3'
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