ROMA - Porto e Stella Rossa. Non c'è dubbio, a Roma e Sassuolo il sorteggio per il turno preliminare in Europa poteva andare decisamente meglio. Il ranking collocava il Porto subito a ridosso del Manchester City: stando ai numeri, quindi, la squadra portoghese è la seconda peggior avversaria possibile per la Roma. Ma i numeri a volte ingannano. il Porto di oggi non è lo stesso di qualche anno fa. Certo sulle proprie spalle i dragoni portoghesi hanno una storia fatta di successi nazionali - 27 titoli - e internazionali, con le due Coppe Campioni-Champions League vinte nel 2004 e nel 1987.
TRE ANNI SENZA VITTORIE - Ma la storia attuale dice altro. Tre anni senza trofei, la stagione scorsa l'ha chiusa malamente al terzo posto, staccato di 15 punti dal Benfica campione e di 13 dallo Sporting. Ha cambiato allenatore, sostituendo José Peseiro, chiamato al capezzale della squadra dopo l'esonero di Lopetegui a gennaio, con Nuno Espirito Santo, ex tecnico del Valencia che lo sostituì a novembre con Neville. La squadra però ha ancora talenti su cui contare: Brahimi e Aboubakar in attacco, Quintero, Herrera e il baby talento Ruben Neves a centrocampo, Casillas in porta (anche se criticatissimo in Portogallo dopo la sua prima stagione al do Dragao e a rischio panchina).
CAMPIONI DI SERBIA - La squadra di Di Francesco se la vedrà con la Stella Rossa di Belgrado. I campioni di Serbia sono stati eliminati nei Preliminari di Champions League dal Ludogorets: i bulgari sono un cliente duro, ma le sei reti subite dalla Stella nelle due gare - per un 6-4 complessivo - danno la misura di come la difesa non sia impeccabile al livello europeo.
Il tecnico è il montenegrino Miograd Bozovic, un passato non indimenticabile da calciatore con sette maglie cambiate in tredici anni, tra Balcani e l'Olanda. Ha iniziato ad allenare giovanissimo, ad appena 32 anni, ottenendo un incarico nel Fk Belgrado, squadra minore della capitale. Oggi, a 46 primavere, è un tecnico che può vantare un'enorme esperienza, maturata da una gavetta - Montenegro e Russia le principali esperienze - che lo ha portato solo nel 2015 ad allenare la Stella Rossa. Lo scudetto al primo anno, surclassando gli storici rivali del Partizan (secondi a -28 punti) è stato memorabile, ma non privo di difficoltà.
Dopo un inizio di stagione balbettante, con l'eliminazione ai preliminari di Europa League e risultati negativi in campionato, Bozovic aveva rassegnato le dimissioni. Salvato dal sostegno dei tifosi, il montenegrino ha guidato la squadra a 24 vittorie consecutive, record del club.Dopo un faticoso rinnovo biennale, Bozovic ha però fallito l'accesso al terzo turno preliminare di Champions, mostrando ancora una volta le difficoltà dei serbi nelle Coppe.
Il giocatore più rappresentativo del club è il centrocampista offensivo, classe 1991, Aleksandr Katai. Il serbo si è rilanciato con il nuovo tecnico dopo aver fallito l'esperienza all'Olympiacos. Per lui 21 reti in 33 partite nello scorso campionato, in risposta ai tecnici che lo definivano mentalmente debole. Katai ha iniziato anche quest'anno con il giusto piglio, segnato 3 reti nelle 4 partite disputate in Champions.
Da tenere d'occhio anche il difensore Lukovic, con un passato nell'Udinese, e l'attaccante Ilic, campione del mondo Under-20 nel 2015: si parla di lui come di un predestinato.
TRE ANNI SENZA VITTORIE - Ma la storia attuale dice altro. Tre anni senza trofei, la stagione scorsa l'ha chiusa malamente al terzo posto, staccato di 15 punti dal Benfica campione e di 13 dallo Sporting. Ha cambiato allenatore, sostituendo José Peseiro, chiamato al capezzale della squadra dopo l'esonero di Lopetegui a gennaio, con Nuno Espirito Santo, ex tecnico del Valencia che lo sostituì a novembre con Neville. La squadra però ha ancora talenti su cui contare: Brahimi e Aboubakar in attacco, Quintero, Herrera e il baby talento Ruben Neves a centrocampo, Casillas in porta (anche se criticatissimo in Portogallo dopo la sua prima stagione al do Dragao e a rischio panchina).
CAMPIONI DI SERBIA - La squadra di Di Francesco se la vedrà con la Stella Rossa di Belgrado. I campioni di Serbia sono stati eliminati nei Preliminari di Champions League dal Ludogorets: i bulgari sono un cliente duro, ma le sei reti subite dalla Stella nelle due gare - per un 6-4 complessivo - danno la misura di come la difesa non sia impeccabile al livello europeo.
Il tecnico è il montenegrino Miograd Bozovic, un passato non indimenticabile da calciatore con sette maglie cambiate in tredici anni, tra Balcani e l'Olanda. Ha iniziato ad allenare giovanissimo, ad appena 32 anni, ottenendo un incarico nel Fk Belgrado, squadra minore della capitale. Oggi, a 46 primavere, è un tecnico che può vantare un'enorme esperienza, maturata da una gavetta - Montenegro e Russia le principali esperienze - che lo ha portato solo nel 2015 ad allenare la Stella Rossa. Lo scudetto al primo anno, surclassando gli storici rivali del Partizan (secondi a -28 punti) è stato memorabile, ma non privo di difficoltà.
Dopo un inizio di stagione balbettante, con l'eliminazione ai preliminari di Europa League e risultati negativi in campionato, Bozovic aveva rassegnato le dimissioni. Salvato dal sostegno dei tifosi, il montenegrino ha guidato la squadra a 24 vittorie consecutive, record del club.Dopo un faticoso rinnovo biennale, Bozovic ha però fallito l'accesso al terzo turno preliminare di Champions, mostrando ancora una volta le difficoltà dei serbi nelle Coppe.
Il giocatore più rappresentativo del club è il centrocampista offensivo, classe 1991, Aleksandr Katai. Il serbo si è rilanciato con il nuovo tecnico dopo aver fallito l'esperienza all'Olympiacos. Per lui 21 reti in 33 partite nello scorso campionato, in risposta ai tecnici che lo definivano mentalmente debole. Katai ha iniziato anche quest'anno con il giusto piglio, segnato 3 reti nelle 4 partite disputate in Champions.
Da tenere d'occhio anche il difensore Lukovic, con un passato nell'Udinese, e l'attaccante Ilic, campione del mondo Under-20 nel 2015: si parla di lui come di un predestinato.