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Europa League, Milan-Celtic 4-2: rossoneri ai sedicesimi

Hauge e Brahim Diaz festeggiano dopo il gol del 4 a 2 (afp)
La squadra di Pioli parte malissimo andando sotto di due gol, poi rimonta in 2' con Calhanoglu e Castillejo e nella ripresa trova con Hauge e Brahim Diaz le reti che valgono i tre punti e il passaggio del turno
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MILANO - Una favola nordica, come Frozen, ma al maschile, per il Milan promosso con un turno di anticipo ai sedicesimi di Europa League. Non c'è la principessa Elsa nel film prenatalizio calcistico, ma un biondo ragazzino, venuto dal profondo nord. Più settentrionale della sua Norvegia perché se si eccettua il derby con il Tromso, il Bodo in cui è cresciuto è lontano centinaia di km da tutte le altre protagoniste della serie A norvegese, l'Eliteserien. Non c'è il Grande Vecchio, Ibrahimovic, ma se tutti aspettano il primo gol rossonero stagionale di Rebic, arriva invece la magica notte di Hauge, "fulmine" (il significato del Bodo) imprendibile per la difesa dell'inguaiato Celtic. Un killer silenzioso per il Celtic: Hauge segna il gol del sorpasso, dopo una sorprendente rimonta e, non appagato, offre un meraviglioso assist a Diaz, per il gol della sicurezza. Finisce 4 a 2, dopo lo 0 a 2 iniziale. Si direbbe dopo una doccia scozzese.

<< La cronaca della partita >>

Partenza falsa

Esauriti i convenevoli, il calcio si dimostra lo sport più strano del mondo. Dicono che le motivazioni sono tutto... Ebbene un incredibile errore di Krunic che non controlla un pallone servitogli al limite da Donnarumma (la solita ostinazione a voler cominciare subito il fraseggio) si traduce nel miglior biglietto di benvenuto possibile, per i rassegnati avversari. Rogic in pressione non crede ai suoi occhi, mette a posto il mirino e infila l'angolino. I radar del match smarriscono Krunic fino al riposo. Piove ancora sotto il cielo del Milan perché pochi istanti dopo, Kjaer chiama il cambio: problema muscolare. Romagnoli viene proiettato in partita, non fa neppure in tempo a sistemarsi che il Celtic allunga il passo, con irrisoria facilità Edouard si infila nella difesa e con uno scavino salta Donnarumma, sconsolato. E lo 0 a 2 arriva dopo una parata d'istinto di Donnarumma su Mc Gregor in mischia e dopo un tiro a giro di Rogic che sfiora a portiere battuto l'incrocio dei pali. Ehi, ragazzi, che succede?

Calhanoglu da leader

Il primo a dirlo, nei gesti, è Calhanoglu. Il turco vede il centrocampo in evidente difficoltà, sui lati fanno meglio Elhamed e Laxalt, Hernandez gira a vuoto (anche perché sistematicamente l'agile Frimpong viene sostenuto da Elhamed) e, stante l'inizio horror di Krunic e le caratteristiche di Kessie, vede bene di abbassarsi e di dare una mano. Al minuto 23 Rebic conquista una punizione al limite e Calhanoglu riaccende il motore di casa. Punizione dalla sua "mattonella", palla nell'angolino, Barkas spettatore non pagante.

"Burro" di Scozia

L'incredibile fragilità della squadra scozzese è confermata solo 2' dopo, ancora Calhanoglu al cross basso, contrasto di Hernandez e rimpallo che permette a Castillejo di firmare il 2 a 2. I ruoli si invertono, il Celtic rischia grosso pur non essendo il miglior Milan offensivo possibile, una traversa di Calhanoglu direttamente su angolo e soprattutto Castillejo che mette a sedere in mezzo all'area con una finta Laxalt ma si attarda e il suo tiro a colpo sicuro, dal dischetto del rigore, viene messo in angolo.

Mesterverk, ovvero capolavoro: in norvegese

C'è Tonali al posto di Krunic (spiace, sarebbe stato accanimento terapeurico...). Il Milan fugge per la vittoria dopo soltanto 7'. Un gol che va raccontato, perché Hauge punta due avversari, li salta in velocità e sull'arrivo di un terzo finge il tiro, lo salta in dribbling e infila, morbidamente, il palo lontano con un diagonale preciso. "Mesterverk!" bisogna esclamare.
Il vantaggio del Celtic si è sciolto come neve al sole, il contestato Lennon scuote la testa da fuori, troppo morbida e poco schermata la linea difensiva dei Bhoys (come vengono chiamati a Glasgow). Uscito dalla Coppa di Lega per mano del modesto Ross County, il prestigioso club non si risolleva in Europa, lontani sono i tempi della semifinale di Champions con l'Inter giocata sotto queste tribune.
Ma l'olandese Frimpong anima il tentativo orgoglioso di rimonta cui si oppone un Donnarumma all'altezza, ben assistito dalla linea di difesa. Il portierone toglie dall'incrocio al 74' una punizione dal limite di Christie, poi vola su un tiro a giro di Ntcham. In mezzo alle due azioni c'è però la nuova gemma del principe nordico del match, Hauge, che entra in area, vince un rimpallo e nel traffico trova lo spazio per imbucare palla a Diaz, scavino del talentuoso trequartista subentrato a Calhanoglu e missione compiuta.

Milan-Celtic Glasgow 4-2 (2-2)
Milan (4-2-3-1): G.Donnarumma, Dalot, Kjaer (11' pt Romagnoli), Gabbia, Hernandez, Kessie (16' st Bennacer), Krunic (1' st Tonali), Castillejo, Calhanoglu (16' st Diaz), Hauge, Rebic (38' st Colombo). (1 Tatarusanu, 90 A.Donnarumma, 2 Calabria, 43 Duarte, 20 Kalulu, 8 Tonali, 56 Saelemaekers, 27 Maldini). All.: Pioli.
Celtic (4-2-3-1): Barkas, Elhamed, Bitton, Ajer, Laxalt, McGregor, Brown (33' st Soro), Frimpong, Rogic (22' st Ntcham), Christie (41' st Klimala), Edouard. (29 Bain, 65 Hazard, 2 Jullien, 3 Taylor, 57 Welsh, 52 Henderson, 10 Ajeti). All.: Lennon.
Arbitro: de Burgos Bengoetxea (Spa).
Reti: nel pt 7' Rogic, 14' Edouard, 24' Calhanoglu, 26' Castillejo; nel st 5' Hauge, 37' Diaz.
Angoli: 6-2 per il Milan. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Christie, Rogic, Brown per gioco falloso.
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