"Saremmo dei pazzi a prendere sotto gamba lo Sporting. Hanno tecnica, sono ben organizzati, hanno eliminato l'Arsenal che è la capolista della Premier. Una partita molto, molto difficile". Sono bastate poche parole ad Allegri per raccontare il pericoloso incrocio ai quarti di finale di Europa League con lo Sporting, la seconda sfida europea dei bianconeri contro un'avversaria portoghese dopo il doppio ko in Champions League contro il Benfica. Per l'occasione il tecnico ritroverà Pogba, inserito nella lista dei convocati, oltre ad Alex Sandro e Vlahovic, tutti e tre a disposizione e pronti a prendersi il proprio spazio nel corso del match. L'unico che partirà titolare, però, è il difensore centrale, visto che Vlahovic "ha un problema alla caviglia" e Pogba potrebbe entrare a partita in corso.
Il tridente o i quattro attaccanti
Al centro dell'attacco ci sarà Milik, ma il vero dilemma del tecnico riguarda tutto il fronte d'attacco. Di Maria è pronto, così come Kean, Chiesa e i due esterni d'assalto, cioè Kostic e Cuadrado: l'unico a non essere al top della condizione, sia fisicamente che mentalmente, è proprio il centravanti titolare, cioè Vlahovic. Il tecnico sta pensando al tridente, composto da Milik al centro, Chiesa e Di Maria ai lati, ma anche la versione "con quattro attaccanti", inserendo Di maria alle spalle di Milik con Chiesa e Kostic ai lati, potrebbe essere quella giusta: "Vediamo domani mattina, la partita è su 180 minuti, bisogna cercare di vincere. Come dico da quando è stato tolto il gol in trasferta, ne devi vincere una e pareggiarne un'altra, o vincerne una con molti gol. Chiesa? Sta molto meglio, ma il tridente non dipende dal modulo dello Sporting". Portoghesi che stanno vivendo un momento molto positivo, come dimostrano i numeri e il ruolino di marcia: "Nelle ultime undici partite ne ha vinte 7 e pareggiate 4. Sono tecnici, ben organizzati, hanno un allenatore giovane che ha riportato il titolo nel 2021 dopo 19 anni".
Il momento chiave della stagione, in campo e fuori
L'Europa League è uno degli obiettivi della stagione dei bianconeri, condizione che aumenta il rammarico per l'assenza della Juventus in Champions League: "Sono contento per quanto fatto dall'Inter ieri sera, stasera Milan-Napoli è un bene per il calcio italiano. Noi abbiamo meritato di finire in Europa League, se siamo qui. Faremo il possibile per tornare a giocare in Champions, ma non sono sorpreso del risultato delle italiane". Nonostante l'assenza della Champions, in questo momento la pressione sulla Juventus è tanta, dentro e fuori dal campo. Nel rettangolo verde i bianconeri sono impegnati in Coppa Italia e in Europa League, con l'obiettivo parallelo di conquistare più punti possibile in campionato, mentre fuori dal campo è la giustizia sportiva ad incidere sul bilancio stagionale: "La pressione c'è sempre alla Juventus, bisogna continuare a lavorare sul campo. Abbiamo questo mese importante, anzi due mesi: bisogna far sì che a maggio il calendario si riempia. Per le notizie che provengono da fuori, la squadra ormai è solida per questo tipo di notizie che arrivano e non arrivano. Da quest'esperienza, unica, si esce tutti fortificati. La squadra ha fatto 59 punti, vediamo quanti ne faremo nelle ultime 9 partite. Piaccia o non piaccia, quanto succede fuori non interessa a me, né deve interessare i ragazzi. Sul campo i ragazzi sono per ora la seconda forza del campionato. Chiaro a tutti, anche a chi non piace".
Il problema Vlahovic
Inutile girarci intorno, in questo momento Vlahovic è osservato speciale per quei gol che non arrivano, per i problemi fisici che lo stanno condizionando, per l'incapacità di segnare con continuità da quando è arrivato in bianconero. Dubbi che non intaccano la fiducia di Allegri nei confronti del centravanti serbo: "Ci sono state critiche per Cristiano quando è arrivato in Italia, ha fatto le prime 5 senza segnare. L'attaccante è valutato per quello, ma Vlahovic è tornato ed è migliorato tanto a livello tecnico. Il gol lo ritroverà, deve stare sereno, restare in equilibrio che è importante e difficile. Un percorso che deve fare. Come tutti. Non scordiamoci che Rabiot, l'anno scorso, qualcuno non voleva vederlo in campo. Qui le opinioni cambiano come il vento a Livorno, da libeccio a maestrale, a scirocco a tramontana, in un attimo. Dusan ha delle caratteristiche precise, molto bravo, è giovane ma non è che ora sia meno forte di quando è arrivato".
La "chiacchierata" con Paredes
Allegri è tornato anche sulla questione Paredes, sul litigio con il centrocampista argentino, irritato dallo scarsissimo impiego così come il tecnico, nonostante le parole in conferenza, non sia contento del suo atteggiamento e del rendimento in campo: "C'è stata una chiacchierata con Leandro, l'abbiamo voluto a tutti i costi, ha giocato molto all'inizio e poi ha avuto difficoltà. Io capisco la frustrazione di chi gioca meno e può avere momenti di nervosismo. Fa parte del gioco. L'importante è che tutti siano concentrati sugli ultimi 60 giorni della stagione". Periodo in cui ci potrebbero essere due finali, la prima di Coppa Italia e la seconda di Europa League, che potrebbero rivalutare la stagione bianconera nonostante un rapporto non idilliaco con le finali, almeno in Europa: "Paura non ne abbiamo. Avere paura è un bel segnale, vuol dire avere rispetto. Sennò uno tende a cadere".