✕

Juventus-Sporting Lisbona 1-0: Gatti decide il primo round, paura per Szczesny

Gatti festeggiato da Chiesa e Danilo dopo il gol (ansa)
I bianconeri vincono l'andata dei quarti di Europa League grazie ad una zampata del difensore nella ripresa. Il portiere esce per dolori al petto, gli esami scongiurano il peggio. Perin protagonista nel finale con una serie di parate
2 minuti di lettura

TORINO - Più che una partita di calcio (bruttina), è stato un gioco di pazienza, una specie di Jenga, una nuova versione dello Shanghai. La Juventus ha saputo aspettare, e aspettarsi, specialmente quando sembrava non arrivare mai. E ha vinto al termine di non poche sofferenze, rischiando, patendo, arrancando, arretrando, difendendo, ma poi aprendosi a quell'attimo di destino capovolto che a volte nella vita si manifesta. Lì bisogna essere bravi a prendere l'autobus al volo, come Fantozzi, e la Juve lo ha fatto.

<< La cronaca della partita >>

Paura per Szczesny

Batti e ribatti, segna Gatti. È durato un istante, però ha contenuto tutto il tempo necessario. Perché lo Sporting, fino a quel momento era stato migliore in tutto: nell'occupare il campo e nell'occuparsi del pallone. La Juventus è andata in crisi quasi subito, si è fatta prendere a pallate, ha chiesto al suo portiere un paio di respinte giust…

TORINO - Più che una partita di calcio (bruttina), è stato un gioco di pazienza, una specie di Jenga, una nuova versione dello Shanghai. La Juventus ha saputo aspettare, e aspettarsi, specialmente quando sembrava non arrivare mai. E ha vinto al termine di non poche sofferenze, rischiando, patendo, arrancando, arretrando, difendendo, ma poi aprendosi a quell'attimo di destino capovolto che a volte nella vita si manifesta. Lì bisogna essere bravi a prendere l'autobus al volo, come Fantozzi, e la Juve lo ha fatto.

<< La cronaca della partita >>

Paura per Szczesny

Batti e ribatti, segna Gatti. È durato un istante, però ha contenuto tutto il tempo necessario. Perché lo Sporting, fino a quel momento era stato migliore in tutto: nell'occupare il campo e nell'occuparsi del pallone. La Juventus è andata in crisi quasi subito, si è fatta prendere a pallate, ha chiesto al suo portiere un paio di respinte giuste, prima che Szczesny vivesse istanti di puro terrore: quando il suo cuore, dal nulla, si è messo a palpitare. Una tachicardia improvvisa che ha molto spaventato il ragazzone polacco, uscito in lacrime dopo essersi toccato più volte il petto. Lo hanno subito portato al centro medico per un elettrocardiogramma che ha scongiurato guai peggiori, ma oggi saranno necessari accertamenti relativi alla conduzione elettrica cardiaca.

Serata veramente strana, per una partita a lungo inchiavardata dalla tecnica sorniona dei portoghesi, che hanno commesso un errore soltanto: credere a una Juve già inerme e sottomessa. Inferiore, forse sì, ma pronta a cogliere l'attimo aspettando l'unico, forse l'ultimo che sarebbe in qualche modo arrivato.

Le scelte di Allegri: Milik titolare, Vlahovic in panchina

Allegri ha scelto di partire senza Vlahovic, ma con Chiesa accanto a Di Maria, e Milik centravanti. Il pressing dello Sporting, rima non casuale, ha opacizzato a lungo i bianconeri, colpevoli nel cedere terreno e minuti all'avversario, sulla falsariga di quanto forse accadrà a Lisbona tra pochi giorni. Se il primo tempo è stato tattico, il secondo è diventato tellurico dopo il vantaggio di Gatti, il meno luccicante del gruppo, forse, ma non il meno prezioso.

Un intervento di Perin (afp)

Perin stoppa lo Sporting

Sull'uno a zero, la Juve ha arretrato prendendosi non pochi rischi difensivi, salvata dalle parate "a percussione", in serie mirabile, del prodigioso Perin, uno che sarebbe stato titolare oviunque, non a caso considerato tra gli eredi di Buffon prima che la sventura e gli infortuni gli limitassero la carriera. Ma anche così, Perin è un portiere che all'occorrenza sa fare la differenza. E allora, dopo le palpitazioni del titolare Szczesny, è stato la sua riserva ad evitarne di peggiori allo stadio intero.

Per come si era messa, e per come poteva andare a finire, questo 1-0 è un grosso risultato, non ampio ma prezioso, un margine nel quale la Juventus proverà, giovedì prossimo, a cercare una versione migliore di sé nello stadio dove mosse i primi passi, ma erano già corse fulminanti verso la porta e la gloria, un ragazzino di nome Cristiano Ronaldo. Però, anche a Lisbona sarà un gioco di pazienza: la Juve dovrà spostare i pezzi dello Shanghai senza farli cadere, e senza finire in pezzi lei.

Juventus-Sporting Lisbona 1-0 (0-0)
Juventus
(3-4-3): Szczesny (44' pt Perin); Gatti, Bremer, Danilo; Cuadrado, Locatelli (40' st Paredes), Rabiot, Kostic (17' st Fagioli); Di Maria (40' st Pogba), Milik (17' st Vlahovic), Chiesa (23 Pinsoglio, 18 Kean, 19 Bonucci, 20 Miretti, 24 Rugani). All.: Allegri.
Sporting Lisbona (3-4-3): Adan; St. Juste (49' pt Diomande), Inacio, Coates; Esgaio (32' st Bellerin), Morita, Gonçalves, Santos (17' st Reis); Edwards (32' st Essugo), Chermiti (17' st Gomes), Trincao (12 Israel, 22 André Paulo, 6 Alexandropoulos, 13 Luis Neto, 16 Rochinha, 18 Issahaku, 32 Tanlongo). All.: Amorim.
Arbitro: Meler (Turchia).
Reti: nel st 28' Gatti.
Angoli: 8-3 per lo Sporting Lisbona.
Recupero: 4' e 3'.
Ammoniti: Inacio, Rabiot, Vlahovic per gioco scorretto.
Spettatori: 38.490 per un incasso di 2.699.839,00 euro.