LONDRA - Sarà Paolo Di Canio l'ennesimo allenatore italiano a conquistare una panchina della Premier League? Forse sì, secondo le indiscrezioni della stampa inglese, che dà l'ex-giocatore della Lazio come favorito per rimpiazzare Nigel Gibbs alla guida del Reading, formazione attualmente penultima in classifica nel campionato di massima serie d'Inghilterra.
Gibbs è stato licenziato qualche giorno fa dal club, dopo una serie di prestazioni deludenti che hanno portato il Reading in zona retrocessione, alla pari con l'ultima in classifica, il Queen Park Rangers ma con migliore differenza reti. E Di Canio si è dimesso recentemente dallo Swindon Town, squadra di terza divisione con cui l'anno scorso aveva vinto il torneo di quarta divisione: una decisione motivata non da ragioni tecniche, perché la sua formazione stava andando benissimo, bensì dalla decisione della proprietà di vendere uno dei giocatori più forti, senza interpellare il coach che era ovviamente contrario.
Così, quando Di Canio è stato visto allo stadio del Reading per una partita, i tabloid si sono messi a indagare e hanno scoperto che starebbe trattando un ingaggio. Non sarebbe l'unico in pista, tuttavia, perché il Reading, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbe esplorato anche la possibilità di assumere un altro italiano, Roberto Di Matteo, disoccupato dall'inizio del 2013 quando è stato cacciato dal Chelsea, che pure aveva portato la primavera scorsa a conquistare Champions League e Coppa d'Inghilterra nei pochi mesi in cui era subentrato al deludente Villas-Boas. Mancano però soltanto nove turni al termine del campionato in corso, e salvare il Reading può sembrare un'impresa disperata per qualsiasi allenatore. La differenza è che Di Matteo, dopo i trofei conquistati con il Chelsea, può sperare di ricevere durante l'estate un'offerta molto migliore di quella del Reading, in Inghilterra o altrove, e non avrebbe comunque interesse a ritrovarsi alla testa di una squadra che forse giocherà nell'equivalente della nostra serie B o, anche se dovesse salvarsi, non dispone certo dei mezzi finanziari e delle ambizioni di gloria del Chelsea.
Per Di Canio, invece, anche una breve passerella in Premier League e un'eventuale retrocessione in serie B potrebbero rappresentare un palcoscenico importante, più di quello calcato con lo Swindon Town, dove peraltro ha dimostrato doti molto apprezzate, nonostante le scenate che qualche volta ha fatto, a conferma del suo carattere. Come che sia, un altro italiano potrebbe fare presto compagnia a Roberto Mancini sulle panchine della Premier inglese, seguendo le orme dei tanti altri nostri connazionali che ormai hanno fatto questa esperienza, da Vialli a Zola, da Ancelotti a Ranieri, senza dimenticare Fabio Capello alla guida dell'Inghilterra.
Gibbs è stato licenziato qualche giorno fa dal club, dopo una serie di prestazioni deludenti che hanno portato il Reading in zona retrocessione, alla pari con l'ultima in classifica, il Queen Park Rangers ma con migliore differenza reti. E Di Canio si è dimesso recentemente dallo Swindon Town, squadra di terza divisione con cui l'anno scorso aveva vinto il torneo di quarta divisione: una decisione motivata non da ragioni tecniche, perché la sua formazione stava andando benissimo, bensì dalla decisione della proprietà di vendere uno dei giocatori più forti, senza interpellare il coach che era ovviamente contrario.
Così, quando Di Canio è stato visto allo stadio del Reading per una partita, i tabloid si sono messi a indagare e hanno scoperto che starebbe trattando un ingaggio. Non sarebbe l'unico in pista, tuttavia, perché il Reading, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbe esplorato anche la possibilità di assumere un altro italiano, Roberto Di Matteo, disoccupato dall'inizio del 2013 quando è stato cacciato dal Chelsea, che pure aveva portato la primavera scorsa a conquistare Champions League e Coppa d'Inghilterra nei pochi mesi in cui era subentrato al deludente Villas-Boas. Mancano però soltanto nove turni al termine del campionato in corso, e salvare il Reading può sembrare un'impresa disperata per qualsiasi allenatore. La differenza è che Di Matteo, dopo i trofei conquistati con il Chelsea, può sperare di ricevere durante l'estate un'offerta molto migliore di quella del Reading, in Inghilterra o altrove, e non avrebbe comunque interesse a ritrovarsi alla testa di una squadra che forse giocherà nell'equivalente della nostra serie B o, anche se dovesse salvarsi, non dispone certo dei mezzi finanziari e delle ambizioni di gloria del Chelsea.
Per Di Canio, invece, anche una breve passerella in Premier League e un'eventuale retrocessione in serie B potrebbero rappresentare un palcoscenico importante, più di quello calcato con lo Swindon Town, dove peraltro ha dimostrato doti molto apprezzate, nonostante le scenate che qualche volta ha fatto, a conferma del suo carattere. Come che sia, un altro italiano potrebbe fare presto compagnia a Roberto Mancini sulle panchine della Premier inglese, seguendo le orme dei tanti altri nostri connazionali che ormai hanno fatto questa esperienza, da Vialli a Zola, da Ancelotti a Ranieri, senza dimenticare Fabio Capello alla guida dell'Inghilterra.