ROMA - Non c'è il clima migliore nel ritiro della nazionale del Camerun, in vista della delicatissima sfida contro Togo per la qualificazioni ai Mondiali 2014. Samuel Eto'o continua a temere per la propria vita. L'ex attaccante di Barcellona e Inter, in ritiro a Mbankomo, vive isolato dal resto della squadra ed ha paura di essere avvelenato dalla sua Federazione. Eto'o si siede a mensa con gli altri giocatori ma non mangia con loro, preferisce farlo nella sua camera, dove - riporta la stampa locale - passa gran parte del tempo e da cui esce solo per allenarsi.
Lo stesso Eto' ribadisce: "La Federazione vuole assassinarmi. Ho ricevuto minacce di morte e vivo sotto scorta. Non mangio con i miei compagni perchè temo di essere avvelenato", spiegando di aver risposto alla convocazione per l'amicizia che lo lega al ct Akono. Eto'o compra da sè acqua, cibo ma anche le maglie e tutto quello che gli serve per allenarsi. Con gli stessi compagni Eto'o è molto reticente e gli unici due con cui scambia qualche parola sono Jean II Makoun e Benoit Angbwa. Eto'o aveva denunciato il presunto complotto per assassinarlo lo scorso febbraio, dopo aver accusato i dirigenti federali di essere "incompetenti e corrotti".
Lo stesso Eto' ribadisce: "La Federazione vuole assassinarmi. Ho ricevuto minacce di morte e vivo sotto scorta. Non mangio con i miei compagni perchè temo di essere avvelenato", spiegando di aver risposto alla convocazione per l'amicizia che lo lega al ct Akono. Eto'o compra da sè acqua, cibo ma anche le maglie e tutto quello che gli serve per allenarsi. Con gli stessi compagni Eto'o è molto reticente e gli unici due con cui scambia qualche parola sono Jean II Makoun e Benoit Angbwa. Eto'o aveva denunciato il presunto complotto per assassinarlo lo scorso febbraio, dopo aver accusato i dirigenti federali di essere "incompetenti e corrotti".