LONDRA - Un gol da favola del suo numero 20 per il ventesimo titolo della sua storia. E che gol ha segnato Robin Van Persie, peraltro autore di una tripletta: un pallonetto da poco dopo la metà campo, una svirgolata volante che beffa il portiere avversario e lascia tutti a bocca aperta, "il gol del secolo" secondo Alex Ferguson, che poi si corregge, "uno dei migliori della storia di questo club, da mettere accanto a quelli indimenticabili di Beckham e Cantona". E che titolo ha conquistato ieri sera il Manchester United, battendo 3-0 l'Aston Villa allOld Trafford: il ventesimo della propria ricchissima bacheca, il tredicesimo nel quarto di secolo trascorso in panchina da Ferguson, ottenuto con quattro giornate di anticipo dalla fine del campionato, con 16 punti di vantaggio sulla seconda classificata, il Manchester City di Roberto Mancini, e con la possibilità teorica nelle gare che restano (sebbene difficile da realizzare, perché due sono contro Arsenal e Chelsea), se le vincesse tutte, di finire il torneo a quota 96 punti, uno di più del record di punti realizzato dal Chelsea di Josè Mourinho.
Insomma, una stagione fenomenale per i Red Devils e per il loro allenatore. Una stagione nata con l'obiettivo di vendicare l'affronto e la beffa di quella passata, quando lo United aveva sette punti di vantaggio sul City a poche giornate dal termine della Premier League ma se li fece recuperare tutti e poi perse il titolo all'ultimo secondo dell'ultima partita, quando un gol di Aguero diede la vittoria ai rivali cittadini, e soltanto a causa di una peggiore differenza reti. Ferguson non gradì quella esperienza, corollario di un anno strano in cui il suo club, incredibilmente, non aveva vinto niente. E ha preparato la rivincita. A partire, naturalmente, dalla mossa cruciale, l'acquisto di Van Persie, comprato dall'Arsenal, l'affare più importante del mercato estivo inglese, risultato decisivo per ridare a Rooney e compagni quel qualcosa in più che li ha (ri)portati alla vittoria.
E ora, felice, soddisfatto, Ferguson fa il bilancio di un'avventura di nuovo straordinaria. "Ci siamo concentrati fin dall'inizio sulla sfida rappresentata dal City e l'abbiamo vinta", racconta l'allenatore ai giornalisti. "Fin dall'inizio ho detto ai miei: non perdete un altro titolo per la differenza reti, e non è successo, abbiamo cominciato subito a segnare di più e a prenderne di meno". Un altro aspetto è la consistenza, la mentalità vincente: "Questa squadra non si arrende mai. Ogni giocatore che viene a giocare nello United ha questo atteggiamento stampato in mente. Quest'anno dovevamo concentrarci sugli errori della passata stagione, per non ripeterli, e non li abbiamo ripetuti. Non avevamo mai perso un titolo per la differenza reti e quest'anno abbiamo corretto l'errore".
E' lo United migliore di sempre? "Potrebbe esserlo. Ha un sacco di giovani che possono ancora migliorare e dunque è una squadra con potenziale, che può crescere. La nostalgia del passato confonde la testa alla gente, per questo qualcuno ricorda come più grandi le squadre di ieri. Ma abbiamo 84 punti con quattro gare ancora da giocare, non avevamo mai realizzato un'impresa simile". Dunque è una squadra più forte del City di Mancio? "I derby non hanno dimostrato una grossa differenza fra i due club, ma contro tutte le altre squadra abbiamo fatto molto meglio noi di loro". E cos'altro c'è nel titolo di quest'anno? "Ryan Giggs, il nostro veterano. Un giocatore fenomenale. Come un altro vecchietto richiamato in servizio, Paul Scholes. Sono fortunato ad averli al mio servizio. Sì, la fortuna non mi è mancata nella mia carriera, ci vuole anche quella per vincere". E nessuno si azzarda a chiedergli se intende continuare a essere fortunato e vittorioso. Di pensionamento di Alex Ferguson, per il momento, non si parla più. Gli aspiranti alla sua poltrona dovranno aspettare.
Insomma, una stagione fenomenale per i Red Devils e per il loro allenatore. Una stagione nata con l'obiettivo di vendicare l'affronto e la beffa di quella passata, quando lo United aveva sette punti di vantaggio sul City a poche giornate dal termine della Premier League ma se li fece recuperare tutti e poi perse il titolo all'ultimo secondo dell'ultima partita, quando un gol di Aguero diede la vittoria ai rivali cittadini, e soltanto a causa di una peggiore differenza reti. Ferguson non gradì quella esperienza, corollario di un anno strano in cui il suo club, incredibilmente, non aveva vinto niente. E ha preparato la rivincita. A partire, naturalmente, dalla mossa cruciale, l'acquisto di Van Persie, comprato dall'Arsenal, l'affare più importante del mercato estivo inglese, risultato decisivo per ridare a Rooney e compagni quel qualcosa in più che li ha (ri)portati alla vittoria.
E ora, felice, soddisfatto, Ferguson fa il bilancio di un'avventura di nuovo straordinaria. "Ci siamo concentrati fin dall'inizio sulla sfida rappresentata dal City e l'abbiamo vinta", racconta l'allenatore ai giornalisti. "Fin dall'inizio ho detto ai miei: non perdete un altro titolo per la differenza reti, e non è successo, abbiamo cominciato subito a segnare di più e a prenderne di meno". Un altro aspetto è la consistenza, la mentalità vincente: "Questa squadra non si arrende mai. Ogni giocatore che viene a giocare nello United ha questo atteggiamento stampato in mente. Quest'anno dovevamo concentrarci sugli errori della passata stagione, per non ripeterli, e non li abbiamo ripetuti. Non avevamo mai perso un titolo per la differenza reti e quest'anno abbiamo corretto l'errore".
E' lo United migliore di sempre? "Potrebbe esserlo. Ha un sacco di giovani che possono ancora migliorare e dunque è una squadra con potenziale, che può crescere. La nostalgia del passato confonde la testa alla gente, per questo qualcuno ricorda come più grandi le squadre di ieri. Ma abbiamo 84 punti con quattro gare ancora da giocare, non avevamo mai realizzato un'impresa simile". Dunque è una squadra più forte del City di Mancio? "I derby non hanno dimostrato una grossa differenza fra i due club, ma contro tutte le altre squadra abbiamo fatto molto meglio noi di loro". E cos'altro c'è nel titolo di quest'anno? "Ryan Giggs, il nostro veterano. Un giocatore fenomenale. Come un altro vecchietto richiamato in servizio, Paul Scholes. Sono fortunato ad averli al mio servizio. Sì, la fortuna non mi è mancata nella mia carriera, ci vuole anche quella per vincere". E nessuno si azzarda a chiedergli se intende continuare a essere fortunato e vittorioso. Di pensionamento di Alex Ferguson, per il momento, non si parla più. Gli aspiranti alla sua poltrona dovranno aspettare.