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Spagna, Vilanova: "Se la salute mi assiste non lascio il Barcellona"

Il tecnico blaugrana torna a parlare in conferenza stampa dopo 100 giorni, per la prima volta dopo l'operazione e il ritorno da New York. "Ho tutta la voglia di andare avanti. Rimonta con il Bayern poco credibile, è normale che in un ciclo ci siano alti e bassi, ma non getto la spugna in anticipo"

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BARCELLONA - Il futuro di Tito Vilanova è ancora al Barcellona: "Mi sento in forma - ha detto il tecnico blaugrana, tornato a parlare in conferenza stampa dopo 100 giorni - Se la salute continua ad assistermi, ho tutta la voglia di andare avanti". Vilanova, che a dicembre è stato operato per un tumore alla ghiandola parotide, ha lasciato la squadra per oltre 3 mesi ma all'inizio di aprile è tornato al proprio posto. "Ma in nessun momento ho pensato di lasciare", assicura.

Il Barça ha il titolo della Liga virtualmente in tasca (13 punti di vantaggio sul Real a sei turni dal termine) e ora la priorità è la Champions, dove però i catalani sono chiamati a un'impresa che sarebbe veramente clamorosa: ribaltare al Camp Nou lo 0-4 rimediato a Monaco dal Bayern nell'andata della semifinale. "Nello sport di alto livello - dice il tecnico, rispondendo a chi parla di 'ciclo finito' - è difficile rimanere al vertice e continuare a vincere. Il Barcellona è stato al top per 3 anni, lo scorso anno abbiamo fatto un po' di fatica. Se vinciamo la Liga, torneremo a conquistare un titolo: sarebbero quattro campionati in cinque anni. E' ovvio che, all'interno di un ciclo, ci possano essere alti e bassi. I primi 3 anni - prosegue - saranno irripetibili non solo per il Barcellona ma per qualsiasi squadra. Siamo arrivati nelle semifinali di Champions per sei stagioni di fila, sarà molto difficile riuscirci anche il prossimo anno: sarebbe incredibile". La rimonta con il Bayern anche all'allenatore sembra poco realistica: "Non sarei molto credibile, però abbiamo un obbligo nei confronti dei nostri tifosi. Non possiamo dire che non siamo in grado di farlo. E' difficilissimo, ma non getto la spugna in anticipo".

Vilanova cerca di essere ottimista: "Non siamo arrivati a questa semifinale nel nostro miglior momento. Il Bayern ha meritato di vincere, ma il divario non è così ampio come lascerebbe pensare il punteggio. Non siamo così male. Avevamo giocatori con problemi fisici e c'erano assenze in difesa. In una sfida del genere, il risultato favorevole aiuta a correre ancora di più", spiega ancora. La 'lezione europea' non spingerà il Barcellona a modificare il progetto per la prossima stagione. "Sarebbe molto facile dire, ora, che verranno cambiati sei  giocatori, ma non credo che ci saranno tante novità", dice.

Il cardine del progetto, ovviamente, rimane Leo Messi, apparso però in Baviera in precarie condizioni: l'infortunio muscolare riportato tre settimane fa non è ancora stato smaltito. "Dipendiamo da Messi? E' sempre stato così, come si fa a non dipendere dal miglior giocatore del mondo? Rende più forti anche i compagni che giocano con lui. Mi fa piacere che la squadra dipenda da Messi, spero che le cose vadano così per tanti anni ancora".

Anche con super-Messi, sarà difficile conquistare 14 titoli in 4 stagioni, come è stato capace di fare Pep Guardiola. L'ex allenatore del Barcellona a fine giugno comincerà l'avventura alla guida del Bayern Monaco. "Siamo amici da tantissimo tempo, il nostro cammino nel Barcellona è stato spettacolare. E' ovvio, la lontananza tende a raffreddare un po' i rapporti".
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