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Inghilterra, ultimatum a Di Canio. Il Sunderland pensa a Di Matteo

Un solo punto in cinque giornate, la panchina del tecnico italiano traballa pericolosamente. La società gli ho concesso altre due gare per invertire il trend, ma gli avversari (Liverpool e Manchester United) non sono dei più semplici. La prima alternativa è l'ex Chelsea
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - La Premier League rischia di perdere il suo unico allenatore italiano. Ma al suo posto potrebbe arrivare un altro tecnico del nostro paese. La panchina di Paolo Di Canio traballa pericolosamente dopo l'ennesima sconfitta del suo Sunderland, battuto sabato 3-0 dal West Bromwich e desolatamente ultimo in classifica dopo cinque giornate con un solo punticino e -8 di differenza reti. Secondo indiscrezioni pubblicate oggi dal Sunday Mirror, l'ex-giocatore della Lazio avrebbe ricevuto dalla società soltanto una conferma per altre due giornate per dimostrare se è in grado di risollevare il club, ma i prossimi due impegni del Sunderland, per quanto entrambi casalinghi, appaiono proibitivi: dovrà infatti vedersela con il Liverpool e con il Manchester United. Se Di Canio verrà licenziato, tuttavia, varie fonti dicono che verrebbe rimpiazzato da un altro italiano, Roberto Di Matteo, rimasto sorprendentemente disoccupato da quando fu estromesso dal Chelsea nello scorso campionato, pur dopo avere vinto, nella precedente stagione la Champions League e la Coppa d'Inghilterra alla guida dei Blues di Roman Abramovich.

Da allora Di Matteo è stato dato in arrivo in varie squadre, sia in Inghilterra che in Italia, ma nessuna trattativa è andata evidentemente a buon fine. Si diceva che, dopo la conquista della Champions, mirasse a un club di grosso prestigio, ma essendo rimasto finora senza impiego non è da escludere che sia effettivamente pronto ad accettare una sfida d'altro genere, come quella di salvare il Sunderland dalla retrocessione, pur di tornare subito ad allenare e rientrare sul palcoscenico della Premier League inglese.

Quanto a Di Canio, chiamato al Sunderland a sette giornate dalla fine dello scorso torneo era riuscito a resuscitare una squadra che appariva a rischio retrocessione e a farla rimanere in Premier, anche se la salvezza matematica arrivò rocambolescamente soltanto all'ultima giornata. Il suo arrivo al Sunderland, squadra con un tradizionale sostegno da parte di classe operaia e sindacati, aveva suscitato aspre polemiche a causa dei "saluti romani" del tempo in cui giocava nella Lazio e di sue vecchie dichiarazione sul fascismo. David Miliband, ex-ministro degli Esteri laburista e dirigente della società, si era dimesso dal Sunderland per protesta. Ma poi, davanti a qualche risultato positivo,  alla salvezza e a una sia pure non nettissima presa di distanze di Di Canio nei confronti dei suoi gesti più controversi, le polemiche sono state sepolte e il suo posto è stato confermato anche per questa stagione. Paolo ha cambiato molto, nella rosa e nel gioco del Sunderland, con ambizioni di portare il club a un rendimento e a posizioni di classifica migliori, ma così non è stato, almeno fino a questo momento. E se non riuscirà a interrompere la serie negativa affrontando due grandi come Liverpool e United, il suo destino sembra segnato.
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