LONDRA – Si può pensare che l’allenatore strapagato di una squadra di stelle milionarie faccia bene i suoi conti prima di una partita decisiva. E se per caso lui ha qualche problema con la matematica, sicuramente nel suo folto staff di assistenti, collaboratori e segreterie c’è chi potrebbe fare i conti al posto suo. Eppure Manuel Pellegrini non sapeva che se il Manchester City avesse segnato un gol in più, nella vittoria per 3-2 di ieri sera a Monaco contro il Bayern, il suo club avrebbe finito la fase di qualificazione in testa al girone D, con la prospettiva di affrontare un avversario non troppo forte negli ottavi. Invece il coach cileno, convinto che ci sarebbe voluta una vittoria per 5-2 per finire il girone al primo posto, ha sostituito negli ultimi venti minuti di gioco due attaccanti con due centrocampisti, in particolare rinunciando a mandare in campo il suo goleador numero uno, Sergio Aguero, risolutore di tanti big match all’ultima azione. E così, pur avendo battuto in trasferta il Bayern campione in carica di Champions e avendo vendicato la sconfitta subita all’andata a Manchester, Pellegrini ha commesso un errore che potrebbe costargli caro, e che viene sottolineato oggi con titoli a carattere di scatola su tutti i quotidiani inglesi.
Finendo il girone al primo posto, infatti, il City avrebbe potuto pescare negli ottavi un avversario come il Basilea o lo Schalke, lo Zenit o il Porto, il Bayer Leverkusen o l’Olimpiakos. Invece lo ha finito al secondo posto e potrebbe trovarsi di fronte nel prossimo turno il Barcellona o il Real Madrid, il Psg o l’Atletico Madrid, una concorrenza ben più temibile. Bayern e City hanno concluso il girone con gli stessi punti, 15, frutto di 5 vittorie e 1 sconfitta per ciascuna. Per stabilire quale delle due meritasse il primo posto valevano gli scontri diretti, e anche qui c’è parità: il Bayern ha vinto 3-1 a Manchester, il City ha vinto 3-2 a Monaco. A questo punto conterebbe chi ha segnato più gol in casa dell’avversario. Il Bayern ne ha fatti 3 e 3 ne ha fatti il City: se ne avesse fatti 4, segnandone dunque un altro negli ultimi venti minuti della partita di ieri sera, quando il punteggio era già sul 3-2 a suo favore, il City avrebbe vinto non solo la gara ma anche il girone. Invece è finita così e il primo posto è andato al Bayern in ragione di un ultimo criterio, la migliore differenza reti.
Non ci sono dubbi che Pellegrini avesse travisato le regole. Quando dopo il match i giornalisti gli hanno chiesto perché avesse sostituito David Silva con Alvaro Negredo a venti minuti dal termine, e poi di nuovo Edin Dzeko con Jack Rodwell a due minuti dalla fine, anziché casomai mandare in campo il suo cannoniere Sergio Aguero, l’allenatore ha risposto: "Era difficile segnare altri due gol. Sarei stato tentato di mandare dentro Aguero se avessimo segnato un quarto gol, per questo gli ho anche detto di andare a riscaldarsi". Insomma, non aveva capito che non ci sarebbe stato bisogno di un 5-2 per vincere il girone, sarebbe bastato un 4-2. Ed evidentemente lo stesso ragionamento lo aveva fatto prima della gara davanti ai suoi giocatori, perché James Milner, autore del gol della vittoria del City, dopo la gara ha ammesso candidamente: "Non sapevamo se il 4-2 sarebbe stato sufficiente. Onestamente, pensavamo che fosse necessario un 5-2".
I tifosi del City, e gli sceicchi di Abu Dhabi che hanno speso quasi 1 miliardo di euro per farne una grande squadra, possono consolarsi con il fatto che battere il Bayern a Monaco è certamente un buon segno: chiunque il sorteggio mandi loro contro negli ottavi, il City non deve avere timori reverenziali per nessuno. Ma se dall’urna usciranno il Barcellona o il Real, e l’avventura in Champions per il City finirà lì, la gaffe matematica di Pellegrini sarà ricordata a lungo. E peserà forse sulla sua permanenza sulla panchina su cui l’anno scorso sedeva Roberto Mancini.
Finendo il girone al primo posto, infatti, il City avrebbe potuto pescare negli ottavi un avversario come il Basilea o lo Schalke, lo Zenit o il Porto, il Bayer Leverkusen o l’Olimpiakos. Invece lo ha finito al secondo posto e potrebbe trovarsi di fronte nel prossimo turno il Barcellona o il Real Madrid, il Psg o l’Atletico Madrid, una concorrenza ben più temibile. Bayern e City hanno concluso il girone con gli stessi punti, 15, frutto di 5 vittorie e 1 sconfitta per ciascuna. Per stabilire quale delle due meritasse il primo posto valevano gli scontri diretti, e anche qui c’è parità: il Bayern ha vinto 3-1 a Manchester, il City ha vinto 3-2 a Monaco. A questo punto conterebbe chi ha segnato più gol in casa dell’avversario. Il Bayern ne ha fatti 3 e 3 ne ha fatti il City: se ne avesse fatti 4, segnandone dunque un altro negli ultimi venti minuti della partita di ieri sera, quando il punteggio era già sul 3-2 a suo favore, il City avrebbe vinto non solo la gara ma anche il girone. Invece è finita così e il primo posto è andato al Bayern in ragione di un ultimo criterio, la migliore differenza reti.
Non ci sono dubbi che Pellegrini avesse travisato le regole. Quando dopo il match i giornalisti gli hanno chiesto perché avesse sostituito David Silva con Alvaro Negredo a venti minuti dal termine, e poi di nuovo Edin Dzeko con Jack Rodwell a due minuti dalla fine, anziché casomai mandare in campo il suo cannoniere Sergio Aguero, l’allenatore ha risposto: "Era difficile segnare altri due gol. Sarei stato tentato di mandare dentro Aguero se avessimo segnato un quarto gol, per questo gli ho anche detto di andare a riscaldarsi". Insomma, non aveva capito che non ci sarebbe stato bisogno di un 5-2 per vincere il girone, sarebbe bastato un 4-2. Ed evidentemente lo stesso ragionamento lo aveva fatto prima della gara davanti ai suoi giocatori, perché James Milner, autore del gol della vittoria del City, dopo la gara ha ammesso candidamente: "Non sapevamo se il 4-2 sarebbe stato sufficiente. Onestamente, pensavamo che fosse necessario un 5-2".
I tifosi del City, e gli sceicchi di Abu Dhabi che hanno speso quasi 1 miliardo di euro per farne una grande squadra, possono consolarsi con il fatto che battere il Bayern a Monaco è certamente un buon segno: chiunque il sorteggio mandi loro contro negli ottavi, il City non deve avere timori reverenziali per nessuno. Ma se dall’urna usciranno il Barcellona o il Real, e l’avventura in Champions per il City finirà lì, la gaffe matematica di Pellegrini sarà ricordata a lungo. E peserà forse sulla sua permanenza sulla panchina su cui l’anno scorso sedeva Roberto Mancini.