MADRID - Due partite importantissime aspettano Luis Enrique giovedì e domenica. Due partite che potrebbero decidere il suo futuro sulla panchina del Barcellona. La società di Messi e compagni, il passato lunedì è stata scossa da un terremoto che pochi prevedevano: il licenziamento del direttore sportivo Andoni Zubizarreta; a cui è seguito l'addio di Carles Puyol, che da quando aveva lasciato il calcio giocato, l'estate scorsa, lavorava gomito a gomito con l'ex portiere. Ora, in posizione precaria si trova l'ex tecnico di Celta e Roma, che ancora non ha convinto del tutto tifosi e dirigenti.
OCCASIONI PERSE - Sarebbero la partita di Coppa del Re di giovedì contro l'Elche (ultimo in classifica in Liga) e quella di domenica contro l'Atletico Madrid di Diego Simeone, le prove di appello per il tecnico asturiano. Entrambe le sfide si giocheranno tra le mura del Camp Nou, ma qualsiasi risultato che non sia la vittoria potrebbe essere la goccia che fa travasare il proverbiale vaso della pazienza del presidente Bartomeu. Le accuse nei confronti dell'allenatore sono principalmente legate alle scelte tattiche, la panchina con Neymar, Messi, Dani Alves e Piqué di domenica scorsa nella sconfitta contro la Real Sociedad, non è andata giù a nessuno, nemmeno alla stella argentina, le cui divergenze con l'allenatore sembrano essere arrivate a un punto di non ritorno. E nonostante i 38 punti in campionato, nonostante il secondo posto dietro il Real Madrid, molti al Barça si chiedono come la squadra di Luis Enrique abbia potuto perdere 8 punti nei confronti dei Blancos (da 4 di vantaggio a 4 di svantaggio) in solo 8 giornate. Ma soprattutto come è possibile sbagliare formazione proprio nel giorno in cui il Real perde dopo 22 successi consecutivi.
MESSI AGO DELLA BILANCIA - Anche Leo Messi gioca un ruolo importante per il futuro del tecnico dei Blaugrana. Lo scorso anno si era ipotizzato più volte che se Tata Martino riuscì a mantenere il suo posto fino a fine stagione il merito era anche della "Pulce". Nel caso di Luis Enrique potrebbe accadere l'esatto opposto. La stampa spagnola assicura che la rottura tra i due è totale. Lunedì, nella giornata di allenamento a porte aperte ai tifosi, Leo Messi non si è presentato per una presunta gastroenterite. La cosa non è piaciuta all'allenatore, ma probabilmente Messi se lo aspettava, o forse lo cercava. Non è la prima volta che tra i due si sono viste scintille. I ben informati assicurano che a Leo non piace il modo di lavorare di Luis Enrique; in conferenza stampa l'allenatore sminuisce ogni problema, ma è chiaro che la società, il problema, deve affrontarlo di petto, e se il presidente Bartomeu deve scegliere tra i due...
LUIS ENRIQUE AL BIVIO - Mercoledì il Barcellona terrà una conferenza stampa per fare chiarezza su ciò che è capitato in questi ultimi giorni, sanzione Fifa compresa, ma tutti si aspettano chiarezza sulla posizione della società nei confronti dell'allenatore. Siamo certi che, a parole, verrà confermato e che godrà di tutto l'appoggio del Presidente. Ma poi resteranno quelle due partite e le scelte di Luis Enrique. Domenica scorsa ha deciso di lasciare Messi in panchina, a Leo la cosa non è piaciuta e per di più la sconfitta non ha aiutato. Ora l'allenatore si trova a un bivio: accettare le pressioni dell'argentino o andare avanti per la sua strada? E uno di quegli strani casi in cui, forse, nemmeno fare risultato aiuterà il tecnico.
OCCASIONI PERSE - Sarebbero la partita di Coppa del Re di giovedì contro l'Elche (ultimo in classifica in Liga) e quella di domenica contro l'Atletico Madrid di Diego Simeone, le prove di appello per il tecnico asturiano. Entrambe le sfide si giocheranno tra le mura del Camp Nou, ma qualsiasi risultato che non sia la vittoria potrebbe essere la goccia che fa travasare il proverbiale vaso della pazienza del presidente Bartomeu. Le accuse nei confronti dell'allenatore sono principalmente legate alle scelte tattiche, la panchina con Neymar, Messi, Dani Alves e Piqué di domenica scorsa nella sconfitta contro la Real Sociedad, non è andata giù a nessuno, nemmeno alla stella argentina, le cui divergenze con l'allenatore sembrano essere arrivate a un punto di non ritorno. E nonostante i 38 punti in campionato, nonostante il secondo posto dietro il Real Madrid, molti al Barça si chiedono come la squadra di Luis Enrique abbia potuto perdere 8 punti nei confronti dei Blancos (da 4 di vantaggio a 4 di svantaggio) in solo 8 giornate. Ma soprattutto come è possibile sbagliare formazione proprio nel giorno in cui il Real perde dopo 22 successi consecutivi.
MESSI AGO DELLA BILANCIA - Anche Leo Messi gioca un ruolo importante per il futuro del tecnico dei Blaugrana. Lo scorso anno si era ipotizzato più volte che se Tata Martino riuscì a mantenere il suo posto fino a fine stagione il merito era anche della "Pulce". Nel caso di Luis Enrique potrebbe accadere l'esatto opposto. La stampa spagnola assicura che la rottura tra i due è totale. Lunedì, nella giornata di allenamento a porte aperte ai tifosi, Leo Messi non si è presentato per una presunta gastroenterite. La cosa non è piaciuta all'allenatore, ma probabilmente Messi se lo aspettava, o forse lo cercava. Non è la prima volta che tra i due si sono viste scintille. I ben informati assicurano che a Leo non piace il modo di lavorare di Luis Enrique; in conferenza stampa l'allenatore sminuisce ogni problema, ma è chiaro che la società, il problema, deve affrontarlo di petto, e se il presidente Bartomeu deve scegliere tra i due...
LUIS ENRIQUE AL BIVIO - Mercoledì il Barcellona terrà una conferenza stampa per fare chiarezza su ciò che è capitato in questi ultimi giorni, sanzione Fifa compresa, ma tutti si aspettano chiarezza sulla posizione della società nei confronti dell'allenatore. Siamo certi che, a parole, verrà confermato e che godrà di tutto l'appoggio del Presidente. Ma poi resteranno quelle due partite e le scelte di Luis Enrique. Domenica scorsa ha deciso di lasciare Messi in panchina, a Leo la cosa non è piaciuta e per di più la sconfitta non ha aiutato. Ora l'allenatore si trova a un bivio: accettare le pressioni dell'argentino o andare avanti per la sua strada? E uno di quegli strani casi in cui, forse, nemmeno fare risultato aiuterà il tecnico.