MADRID - Sono bastate otto settimane a Luis Enrique per passare dalla crisi al possibile primo successo della stagione. Il 4 gennaio scorso, la sconfitta contro la Real Sociedad e la supposte incomprensioni con Leo Messi, scatenavano le polemiche. Per l'ex tecnico di Roma e Celta la permanenza sulla panchina del Barcellona sembrava avere i giorni contati. Da quel giorno iniziò la riscossa: 11 vittorie consecutive, interrotte dalla sconfitta interna contro il Malaga, vittoria in Champions contro il Manchester City e, oltre alla recente vittoria in Liga contro il Granada, il risultato perentorio di ieri sera (3-1 al Villarreal) che regala la prima finale da tecnico a Luis Enrique.
TRIPLETE - Se prima la critica e i tifosi non si fidavano più dei metodi del nuovo allenatore, ora a Barcellona si comincia a parlare di "Triplete", conquistato con il Barça solo da Pep Guardiola nel 2009. Il confronto con l'attuale allenatore del Bayern Monaco è una spada di Damocle che tocca a tutti gli allenatori arrivati dopo di lui, ma Luis Enrique, al momento, ha ottimi argomenti per farlo dimenticare. La finale di Coppa del Re contro l'Athletic Bilbao è decisamente alla portate dei Blaugrana; la sfida nel "Clasico" del 22 marzo contro il Real potrebbe portare, in caso di vittoria, a un sorpasso decisivo, nei punti e nel morale, nei confronti della squadra di Carlo Ancelotti; e in Champions i quarti sono a un passo. Non male per chi, solo un mese fa, si diceva, avrebbe dovuto essere esonerato.
POLEMICA BERNABEU - Quella del 30 di maggio sarà l'ottava finale di Coppa del Re in cui Barcellona e Athletic si affrontano, bilancio attuale 5 a 2 per i Blaugrana, e anche se stavolta gli acerrimi rivale del Real potranno fare solo da spettatori la polemica con Madrid, quando si parla del Barça, non ha mai fine. Questa volta riguarda lo stadio in cui la finale verrà giocata. Il Bernabeu sembra essere la sede più appropriata: tolti Camp Nou e San Mames, al Calderon (casa dell'Atletico) in quel fine settimana suonano gli AC/DC, l'alternativa rimane la "tana" del Real Madrid. Una decisione tanto scontata che il periodico 'As' oggi titola "Tutte le strade portano al Bernabeu".
IL REAL NON VUOLE CEDERE LA SUA 'CASA' - Il presidente del club basco, Josu Urrutia, e quello della società catalana, Josep Maria Bartomeu, sono d'accordo per far disputare la partita al Bernabeu: lo stadio madrileno non avrebbe difficoltà a ospitare 80 mila tifosi ed è questa la richiesta che le due società presenteranno alla Federcalcio spagnola. A fare resistenza, secondo 'AS', è proprio il Real, che non intende assistere alla festa di una delle due squadre considerate tutt'altro che amiche, né cedere lo stadio a un evento organizzato dalla Federazione con cui i rapporti non sono particolarmente buoni. Inoltre c'è il rischio che venga fischiato l'inno spagnolo e il club blanco non vuole che accada al Bernabeu. Già nel 2012 il Real non concesse lo stadio, a causa di alcuni lavori da fare, per la finale di Coppa del Re che, anche in quella occasione, fu tra Athletic e Barça. Le due squadre giocarono al Vicente Calderon, lo stadio dell'Atletico Madrid. Questa volta la partita potrebbe giocarsi al Mestalla, visto che il Valencia ha già dato l'ok.
"ORA DOBBIAMO VINCERLA" - La sede della Finale è comunque solo un elemento secondario per Luis Enrique che rimane concentrato unicamente sul risultato, "Non m'interessa lo stadio o l'avversario - ha ammesso il tecnico del Barcellona - l'importante è che in finale ci siamo noi. Esserci arrivati è un'ottima cosa, ma poi bisogna vincere". Per l'Athletic la Coppa del Re potrebbe essere l'ultima speranza per raggiungere l'Europa quest'anno. La squadra di Valverde, eliminata dal Torino pochi giorni fa, e lontanissima dal 6° posto in Liga, vincendo in Coppa acquisirebbe il diritto di giocare in Europa League. E l'allenatore dei Leoni di Bilbao ci crede: "Il Barcellona è nettamente favorito - ha spiegato Valverde - ma in una finale tutto è possibile".
TRIPLETE - Se prima la critica e i tifosi non si fidavano più dei metodi del nuovo allenatore, ora a Barcellona si comincia a parlare di "Triplete", conquistato con il Barça solo da Pep Guardiola nel 2009. Il confronto con l'attuale allenatore del Bayern Monaco è una spada di Damocle che tocca a tutti gli allenatori arrivati dopo di lui, ma Luis Enrique, al momento, ha ottimi argomenti per farlo dimenticare. La finale di Coppa del Re contro l'Athletic Bilbao è decisamente alla portate dei Blaugrana; la sfida nel "Clasico" del 22 marzo contro il Real potrebbe portare, in caso di vittoria, a un sorpasso decisivo, nei punti e nel morale, nei confronti della squadra di Carlo Ancelotti; e in Champions i quarti sono a un passo. Non male per chi, solo un mese fa, si diceva, avrebbe dovuto essere esonerato.
POLEMICA BERNABEU - Quella del 30 di maggio sarà l'ottava finale di Coppa del Re in cui Barcellona e Athletic si affrontano, bilancio attuale 5 a 2 per i Blaugrana, e anche se stavolta gli acerrimi rivale del Real potranno fare solo da spettatori la polemica con Madrid, quando si parla del Barça, non ha mai fine. Questa volta riguarda lo stadio in cui la finale verrà giocata. Il Bernabeu sembra essere la sede più appropriata: tolti Camp Nou e San Mames, al Calderon (casa dell'Atletico) in quel fine settimana suonano gli AC/DC, l'alternativa rimane la "tana" del Real Madrid. Una decisione tanto scontata che il periodico 'As' oggi titola "Tutte le strade portano al Bernabeu".
IL REAL NON VUOLE CEDERE LA SUA 'CASA' - Il presidente del club basco, Josu Urrutia, e quello della società catalana, Josep Maria Bartomeu, sono d'accordo per far disputare la partita al Bernabeu: lo stadio madrileno non avrebbe difficoltà a ospitare 80 mila tifosi ed è questa la richiesta che le due società presenteranno alla Federcalcio spagnola. A fare resistenza, secondo 'AS', è proprio il Real, che non intende assistere alla festa di una delle due squadre considerate tutt'altro che amiche, né cedere lo stadio a un evento organizzato dalla Federazione con cui i rapporti non sono particolarmente buoni. Inoltre c'è il rischio che venga fischiato l'inno spagnolo e il club blanco non vuole che accada al Bernabeu. Già nel 2012 il Real non concesse lo stadio, a causa di alcuni lavori da fare, per la finale di Coppa del Re che, anche in quella occasione, fu tra Athletic e Barça. Le due squadre giocarono al Vicente Calderon, lo stadio dell'Atletico Madrid. Questa volta la partita potrebbe giocarsi al Mestalla, visto che il Valencia ha già dato l'ok.
"ORA DOBBIAMO VINCERLA" - La sede della Finale è comunque solo un elemento secondario per Luis Enrique che rimane concentrato unicamente sul risultato, "Non m'interessa lo stadio o l'avversario - ha ammesso il tecnico del Barcellona - l'importante è che in finale ci siamo noi. Esserci arrivati è un'ottima cosa, ma poi bisogna vincere". Per l'Athletic la Coppa del Re potrebbe essere l'ultima speranza per raggiungere l'Europa quest'anno. La squadra di Valverde, eliminata dal Torino pochi giorni fa, e lontanissima dal 6° posto in Liga, vincendo in Coppa acquisirebbe il diritto di giocare in Europa League. E l'allenatore dei Leoni di Bilbao ci crede: "Il Barcellona è nettamente favorito - ha spiegato Valverde - ma in una finale tutto è possibile".