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Ancelotti rialza il Real Madrid: ''Usciremo dalla crisi, io resto qui''

Il tecnico non nasconde che il momento è delicato ma guarda al futuro con ottimismo: ''Tutti siamo colpiti, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare per tornare subito a vincere. Le parole di Perez? Ho un contratto fino al 2016, qui sto benissimo''

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MADRID - Ancelotti torna davanti alla stampa spagnola dopo una settimana di fuoco in cui si è parlato del suo imminente esonero, in caso di sconfitta domenica prossima contro il Barcellona, e la pubblica smentita da parte del presidente Florentino Perez "Succeda quel che succeda Ancelotti rimane con noi" , ha detto il numero uno del Real in una conferenza stampa straordinaria. E seduto nella sala stampa di Valdebebas l'allenatore italiano è parso rilassato, consapevole del brutto periodo che sta passando la sua squadra ma sicuro che presto le cose cambieranno. "Vivo questi mesi con tranquillità - spiega il tecnico di Reggiolo - anche se è normale che tutti siamo colpiti dal momento negativo che stiamo attraversando. La situazione pesa e i giocatori vogliono cambiare rotta rapidamente e risolvere i problemi che abbiamo vissuto. È il momento di rimboccarci le maniche, sacrificarci e lavorare per venirne a capo".

IDENTITÀ PRECISA - Per risolvere la situazione, comunque, Ancelotti non ha intenzione di effettuare nessuna rivoluzione. "Non ho ancora deciso la formazione per la partita contro il Levante - ammette - ma qualsiasi cambio dovesse esserci non lo farò per indicare un colpevole. Può darsi che tornando indietro avrei fatto scelte diverse in questi primi mesi del 2015, ma la squadra ha un'identità ben precisa e quella non la cambieremo certo ora. Siamo ancora in corsa per Champions e Liga, dobbiamo ritrovare noi stessi a partire da domani. Rispettiamo il rivale, ma andremo in campo per vincere concentrati sul nostro gioco".

CRITICHE MONDIALI - A pesare sull'attuale situazione del Real non ci sono solo le critiche della stampa, ma anche il malcontento dei tifosi. "Conosco troppo bene il mondo del calcio per esserne infastidito - racconta ai cronisti Ancelotti - se il pubblico fischia è perché non è contento, ma per me è uno sprone a fare meglio il mio lavoro. In fondo sono l'allenatore del Real Madrid, il club più grande del mondo, quindi è logico che anche le critiche siano proporzionali. Per me è un onore allenare il Real, anche se poi devo affrontare le critiche più grandi del mondo".

L'INCOGNITA BALE - Garteh Bale, in particolare, è entrato nel mirino dei giornali. Un periodo così negativo, nove partite senza segnare, il gallese non lo aveva mai vissuto in carriera. "Non saprei dire se la stampa spinge perché tolga Gareth dall'undici titolare - spiega il tecnico - io le decisioni le prendo con la mia testa, non certo seguendo quello che si dice o si scrive. Adesso abbiamo a disposizione l'intera rosa, il rientro di Modric e di Sergio Ramos ci aiuteranno a uscire dal momento che stiamo passando". E Ancelotti non dà la colpa nemmeno agli infortuni che hanno minato il centrocampo e la difesa del Real negli ultimi tempi. "Tutte le squadre nel corso di una stagione subiscono infortuni, forse noi abbiamo pagato un po' di più rispetto ad altri, ma ho piena fiducia in chi ha sostituito chi non poteva giocare".

L'INTERVENTO DI PEREZ - L'inattesa conferenza stampa di Florentino Perez a difesa dell'allenatore ha stupito molti e si chiede ad Ancelotti se si sente più tranquillo dopo le esternazioni del numero uno dei Blancos. "Il presidente si è presentato alla stampa per smentire una notizia non vera - spiega Carletto - io ho sempre avuto l'appoggio della dirigenza e sono sempre stato tranquillo. Ho un contratto fino a giugno 2016 e qui mi trovo benissimo". Piena fiducia in Ancelotti quindi, ma ora servono i risultati perché c'è chi non dimentica che Perez difendeva a spada tratta ribadendogli la fiducia anche José Mourinho, poco prima di annunciare l'addio consensuale con lo "Special One".
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