MADRID - A conferma che i guai coi propri tifosi ce li hanno tutti, anche la squadra più forte del mondo, nel dopopartita di Atletico-Real a Sergio Ramos è scappata: "Siamo fiduciosi per il ritorno. Anche se avremo l'handicap di giocarlo davanti ai nostri tifosi". E' un'annata un po' così, al Real Madrid. Campione del mondo e d'Europa in carica, pienamente nei quarti di Champions League e protagonista di una striscia di 22 vittorie consecutive lo scorso autunno, il grande Real non soddisfa la propria 'aficiòn'. Al Bernabeu becca fischi e contestazioni appena abbassa il livello del gioco, oppure fatica a segnare, oppure ha difficoltà come ogni squadra umana che ci sia. E proprio in casa, tra mura che spesso sono più nemiche che amiche, dovrà giocarsi il passaggio alle semifinali, mercoledì prossimo, dopo lo 0-0 del Calderòn.
Un risultato che Ancelotti ha commentato con la sua solita capacità di sintesi: "Lo 0-0 è il migliore dei risultati peggiori". Al ritorno, come in tutte le partite fin qui giocate contro l'Atletico, Ancelotti avrà un enorme problema, spesso insormontabile. Quello di riuscire a perforare un blocco difensivo che ha pochi eguali al mondo. Anzi, secondo Carlo è addirittura il migliore di tutti: "Perché fatichiamo a segnare contro di loro? Perché hanno la difesa più forte del mondo". Basti ricordare che il Real Madrid quest'anno ha segnato 133 gol in partite ufficiali, 88 dei quali realizzati da Cristiano Ronaldo, Bale e Benzema, rimanendo a secco solo in cinque partite: in quattro di queste cinque l'avversario era l'Atletico. Però stavolta il Real ha dato una dimostrazione di superiorità assoluta sul piano del gioco, ha spaventato a lungo l'avversario e sul suo campo, l'ha costretto alle corde, l'ha obbligato a ricorrere all'ultima risorsa possibile, le grandi parate del portiere Oblak. Dal punto di vista psicologico, se non altro, la cosa può contare nella partita di ritorno. Tanto per avere un'idea di come siano andate le cose in campo al Calderòn, e quali sentimenti siano circolati, basti guardare le espressioni dei due allenatori nel dopopartita: Ancelottti era piuttosto triste, anche se orgoglioso della prova del Real, mentre Diego Simeone era allegrissimo e sollevato per lo scampato pericolo, per niente arrabbiato per non aver vinto il primo round in casa, anzi assai felice per avere prolungato l'imbattibilità casalinga dell'Atletico nelle gare di Champions: ora sono 723 minuti, l'ultimo a segnare qui fu Kakà col Milan.
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Tutto si deciderà al ritorno, dunque. Al Real serve una vittoria che quest'anno non ha mai trovato contro l'Atletico, in sette confronti. Mancheranno gli squalificati Marcelo e Mario Suarez, mentre l'Uefa potrebbe mettere sotto inchiesta un presunto morso di Carvajal e Mandzukic, sfuggito all'arbitro ma pescato dalle telecamere, anche se le immagini non sono chiarissime.
Un risultato che Ancelotti ha commentato con la sua solita capacità di sintesi: "Lo 0-0 è il migliore dei risultati peggiori". Al ritorno, come in tutte le partite fin qui giocate contro l'Atletico, Ancelotti avrà un enorme problema, spesso insormontabile. Quello di riuscire a perforare un blocco difensivo che ha pochi eguali al mondo. Anzi, secondo Carlo è addirittura il migliore di tutti: "Perché fatichiamo a segnare contro di loro? Perché hanno la difesa più forte del mondo". Basti ricordare che il Real Madrid quest'anno ha segnato 133 gol in partite ufficiali, 88 dei quali realizzati da Cristiano Ronaldo, Bale e Benzema, rimanendo a secco solo in cinque partite: in quattro di queste cinque l'avversario era l'Atletico. Però stavolta il Real ha dato una dimostrazione di superiorità assoluta sul piano del gioco, ha spaventato a lungo l'avversario e sul suo campo, l'ha costretto alle corde, l'ha obbligato a ricorrere all'ultima risorsa possibile, le grandi parate del portiere Oblak. Dal punto di vista psicologico, se non altro, la cosa può contare nella partita di ritorno. Tanto per avere un'idea di come siano andate le cose in campo al Calderòn, e quali sentimenti siano circolati, basti guardare le espressioni dei due allenatori nel dopopartita: Ancelottti era piuttosto triste, anche se orgoglioso della prova del Real, mentre Diego Simeone era allegrissimo e sollevato per lo scampato pericolo, per niente arrabbiato per non aver vinto il primo round in casa, anzi assai felice per avere prolungato l'imbattibilità casalinga dell'Atletico nelle gare di Champions: ora sono 723 minuti, l'ultimo a segnare qui fu Kakà col Milan.
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Tutto si deciderà al ritorno, dunque. Al Real serve una vittoria che quest'anno non ha mai trovato contro l'Atletico, in sette confronti. Mancheranno gli squalificati Marcelo e Mario Suarez, mentre l'Uefa potrebbe mettere sotto inchiesta un presunto morso di Carvajal e Mandzukic, sfuggito all'arbitro ma pescato dalle telecamere, anche se le immagini non sono chiarissime.