L'arrivo di Mourinho divide Manchester. ''Non è adatto allo United''
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Josè Mourinho (afp)
Lo 'Special One', prossimo a diventare nuovo tecnico dei Red Devils al posto di van Gaal, fa come sempre discutere. Per Cantona "non pratica il tipo di calcio che piace ai tifosi'', per gran parte della stampa ''rompe la tradizione di lanciare giocatori inglesi e del vivaio''. Giggs non vuole fare il secondo del portoghese ed è pronto a lasciare
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LONDRA - Al Manchester United arriva Josè Mourinho, anzi ufficialmente non è nemmeno ancora arrivato, e già lo circonda la solita tempeste mediatica di eccitazione, critiche, polemiche. La nomina del portoghese alla guida dei Red Devils viene data per certa per questa settimana, stando alle indiscrezioni, ma i negoziati fra il tecnico, il suo agente e la società proseguono da un paio di giorni a Londra e l'annuncio per il momento non c'è. Eppure tutti danno per scontato che arriverà, anche perché la panchina dello United è vuota da lunedì per il licenziamento di Louis Van Gaal, di allenatori liberi del calibro di Mou in giro non ce ne sono e soltanto una clamorosa sorpresa, tipo la scelta di un tecnico di tipo diverso, più giovane, meno esperto e meno carico di trofei, sembra in grado di scongiurare un accordo. Di cui si conoscono, sempre secondo le voci, perfino i dettagli: contratto triennale (come minimo) da 10 milioni di sterline a stagione (almeno) con 200 milioni di sterline da spendere per la campagna acquisti.
Ma intanto la discussione su Mourinho è già partita. Non tutti sono d'accordo che sia una buona idea. Eric Cantona, l'asso del calcio francese che proprio nei Diavoli Rossi diede il meglio di sé, e a cui in questi giorni la stampa inglese fa gli auguri per i suoi 50 anni, è tra questi: "Josè è un grande allenatore, lo stimo molto, ma non pratica il tipo di football che caratterizza il Manchester United e che piace ai suoi tifosi. Per quel tipo di gioco ci voleva un altro, uno come Guardiola, l'erede del calcio totale di Cruyff. Oppure uno come me". Scherza? Forse, come è sua abitudine, ma Cantona, che pure fa l'attore non l'allenatore, afferma: "Se mi chiamassero, ci andrei di corsa". E' un'opinione condivisa da vari giornali di qui: a Van Gaal è stato rimproverato di avere impostato un gioco difensivo, poco brillante, non d'attacco come nei tempi d'oro di Alx Ferguson, e al suo posto arriverebbe un maestro del catenaccio e del contropiede. Inoltre, aggiungono i commentatori del Guardian e del Times, lo United ha una tradizione di lanciare giocatori inglesi e del proprio vivaio, mentre Mou ha dimostrato una predilezione per giocatori stranieri e non tanto giovani, come conferma il fatto che in cima alla lista dei suoi possibili acquisti sembra esserci il 34enne Ibrahimovic.
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Qualcun altro nota che dopotutto Van Gaal è stato il primo a vincere un trofeo nell'era post-Ferguson, la Coppa d'Inghilterra, ed è stato licenziato il giorno dopo: anzi, la notizia circolava già mentre lui era ancora a Wembley a festeggiare. Non proprio un comportamento esemplare da parte del club che ha avuto lo stesso allenatore per un quarto di secolo e che, come lo stesso Ferguson esortava quando ha lasciato la panchina a David Moyes, predicava l'esigenza di dare tempo a chi sta in panchina, di non pretendere successi subito, di impostare un programma a lungo termine. Altro punto a sfavore di Mourinho, che è l'uomo del breve termine, talvolta brevissimo: vengo, vinco e vado via. C'è infatti chi, all'insegna della continuità, avrebbe preferito affidare la squadra a Ryan Giggs, il vice-allenatore di Van Gaal e prima ancora una colonna dello United in campo, uno che appartiene ai Diavoli Rossi da 29 anni e che Ferguson pareva considerare il proprio allievo. Pare che Giggs rifiuterà di restare a fare il numero due con Mourinho e forse proprio su questo punto si sta prolungando la trattativa.
Tuttavia ci sono anche molte voci a favore di Mou. "E' un grande allenatore, è uno che sa vincere e vincerà trofei anche con lo United", dice Carlo Ancelotti, in questi giorni a Londra per la promozione e il lancio del suo nuovo libro, "Quiet leadership", sull'arte manageriale di comandare con piglio tranquillo, senza urlacci, come è il suo stile, un saggio dedicato non solo al calcio ma anche al mondo del lavoro. Uno stile ben diverso da quello di Mourinho, "con il quale abbiamo avuto qualche problema attraverso i giornali", ammette il nuovo allenatore del Bayern, aggiungendo però che fra loro c'è stima reciproca: "Ogni tanto ci mandiamo messaggi e saluti attraverso amici comuni". E Paul Scholes, una delle leggende del Manchester United, non ha dubbi: "I nostri fans vogliono vittorie e un football divertente, sono certo che Josè darà loro entrambi. E' un grande allenatore, ha dimostrato di poter vincere dovunque è stato e penso che lo farà di nuovo".