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Sparta Praga, "vai a cucinare" alla guardalinee: ora si alleneranno con le donne

E' successo in Repubblica Ceca: Koubek e Vacha avevano rivolto insulti sessisti all'assistente di gara Ratajova. Il club ha assegnato ai due una punizione esemplare, al fine di rivedere le proprie posizioni. Si alleneranno con la squadra femminile

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ROMA - Guardalinee non adatte ad arbitrare, capaci solo davanti ai fornelli? Per schiarirsi le idee e magari rivedere le proprie posizioni sessiste, qualche allenamento con la squadra femminile. Lo Sparta Praga, che recentemente ha battuto l'Inter in Europa League punisce così Tomas Koubek, estremo difensore anche della Nazionale, assieme al centrocampista Lukas Vacha che domenica scorsa, dopo il pareggio sul campo del Brno, avevano apostrofato con frasi offensive un'assistente di gara, Lucie Ratajova. La guardalinee è finita nel mirino dei due calciatori perché non avrebbe segnalato la posizione di fuorigioco di un calciatore del Brno, Alois Hycka, che siglava il pareggio a pochi secondi dal termine della partita di campionato. Poco dopo il portiere dello Sparta snocciolava la sua personale visione del mondo, secondo cui le donne dovrebbero stare solo in cucina, davanti ai fornelli, a chilometri di distanza dalla direzione di gara nel calcio maschile. Mentre il centrocampista, che non era sceso in campo per infortunio, rafforzava il concetto del collega pubblicando su Twitter una foto dell'assistente assieme alla parola cucina. Facendo così perdere la pazienza alla dirigenza del club ceco, che ha poi spiegato di aver spedito i due tesserati a qualche seduta di allenamento con le ragazze affinché si rendessero conto "che le donne possono essere bravissime e chiaramente non solo in cucina".

E a poco è servito il j'accuse del giorno dopo del portiere dello Sparta Praga, che ha utilizzato il suo account ufficiale Facebook per scusarsi sulle considerazioni sessiste verso l'assistente, postando anche la fotografia della moglie in posa con la figlioletta. Koubek è atteso dalla commissione disciplinare della federazione ceca, in programma giovedì, anche perché le offese pesano parecchio, tipo "le quattro lesbiche" con cui connotava il calcio femminile il presidente - poi sfiduciato - della Lega nazionale dilettanti italiana, Felice Belloli. Ora per i due dello Sparta Praga non sono escluse dure sanzioni disciplinari, una multa salata oppure un bel pacco di ore di lavoro per la comunità, così come per Vacha, che non ha ritenuto adeguate le scuse, spiegando che il suo commento era riferito a un errore specifico della guardalinee che ha condizionato l'esito della partita, da non estendere a tutte le donne. E se il commissario tecnico della Repubblica Ceca, Karel Jarolim non ha voluto commentare l'infelice uscita dei due è invece intervenuto il presidente della federcalcio, Miroslav Pelta: "A titolo e nome di tutta la federazione, non ho alcun dubbio che le donne sono e saranno sempre parte del nostro sport".
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