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Francia, Hollande attacca i calciatori: "Bambini, dovrebbero allenare il cervello"

Il libro del numero uno dell'Eliseo fa discutere. La replica dell'assocalciatori francese: "Ti piace metterti in posa con noi..."

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PARIGI - François Hollande contro la nazionale francese. A Parigi la nuova fatica editoriale del presidente della Repubblica è già diventata un caso. Anche sportivo. Nel libro "Un presidente non dovrebbe dire che...", da domani in libreria, coimpaiono alcune frasi dure verso i calciatori che compongono la selezione transalpina: "Non c'è alcun attaccamento alla nazionale, sono ragazzi di città senza riferimenti, né valori". E anche: "E' chiaro che a livello di espressione c'è stato un abbassamento di livello. Siamo passati da stelle poco istruite a bambini ricchissimi che non sanno nemmeno distinguere il bene dal male. La Federazione dovrebbe organizzare dei corsi per allenare anche il cervello".

Un vero e proprio attacco diretto ai calciatori. Quasi inevitabile la reazione dell'Unfp, l'Assocalciatori francese. Che attraverso una nota ha paragonato Hollande a Pierre Poujade, populista degli anni '50. "I francesi - si legge nel comunicato - non sono bestie e i calciatori con i quali ti piace metterti in posa a Clairefontaine o all'Eliseo non sono degli imbecilli". Ma anche da ex calciatori sono arrivate reazioni piccate, come quella di Emmanuel Petit, campione del mondo con la Francia nel '98 (segnò il terzo gol della finale contro il Brasile): "Posso capire - ha detto - che ci siano giocatori che danno il cattivo esempio ma generalizzare non è corretto. Sono deluso ma non sorpreso, darei anch'io delle lezioni alla nostra classe politica per rafforzare il cervello e suggerirei loro anche di frequentare qualche corso di etica. Noi giocatori, inoltre, creiamo ricchezza a differenza dei politici che vivono dei soldi della gente. Noi i soldi ce li guadagniamo e paghiamo le tasse, senza tradire nessuno".

 
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