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Real Madrid, Zidane: "Vincere al Camp Nou? Non c'è di meglio"

Zizou, scelto dalla FIFA tra i tre migliori allenatori dell'anno, ha già vinto il 'Clasico' fuori casa sia da calciatore che da allenatore e ammette che da madridista "è una cosa speciale"

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MADRID - Guardandolo, a soli due metri di distanza, quasi non sembra vero di trovarsi di fronte a chi potrebbe essere proclamato il miglior allenatore del 2016 dalla FIFA. Complice, senza dubbio, l'atteggiamento sempre schivo e sommesso che Zinedine Zidane dimostra di fronte alla stampa quando siede nella sala delle conferenze di Valdebebas. Eppure, basta dare uno sguardo a quel che ha fatto nel suo primo anno solare da allenatore per capire che quelli in procinto di passare potrebbero essere 365 giorni, o poco meno, l'avventura sulla panchina del Real è cominciata il 4 gennaio di quest'anno, indimenticabili per  il tecnico transalpino. A dire il vero, manca ancora qualcosa. Manca il Mondiale per Club (la finale, se il Real dovesse giocarla, è fissata per il prossimo 18 dicembre), manca il record madridista di 34 partite senza sconfitte (attualmente siamo a quota 32) e manca, sicuramente, l'appuntamento che attualmente lo preoccupa maggiormente, il suo secondo 'Clasico' al Camp Nou contro il Barcellona, previsto per sabato alle 16.15.

VITTORIA SPECIALE - Non è cosa da tutti essere stato giocatore e allenatore del Real Madird e poter raccontare di aver vinto al Camp Nou rivestendo entrambi i ruoli. Forse anche per questo Zidane non ha problemi nel riconoscere che: "Non c'è niente di meglio per un madridista vincere in casa del Barcellona, è qualcosa di speciale. Io ho avuto la fortuna di farlo sia da calciatore, in Champions League per di più, sia da allenatore. Ma la partita di domani non ha nulla a che vedere con quella giocata otto mesi fa.

DIFFERENZE TANGIBILI - È normale che a un allenatore imbattuto in uno stadio avversario, sia pure avendo giocato una sola partita, si chieda di fare un raffronto tra quella vittoria e la partita che lo aspetta. Zidane, pur chiedendo perdono più volte per la "volgarità", dimostra di non avere peli sulla lingua. "Lo scorso campionato siamo arrivati al Camp Nou con... posso dirlo? Con le 'Chiappe Strette', - spiega in maniera colorita il tecnico del Real, - Non potevamo permetterci di perdere. Ora non dico che possiamo farlo. Non scendiamo mai in campo facendo calcoli, solo per giocare al nostro meglio e per vincere. Abbiamo preparato bene la sfida di sabato, ma è chiaro che siamo di fronte a un Barcellona che è pieno di campioni, e i campioni sanno come reagire nei momenti delicati".

"LE ROI" UMILE - Come abbiamo scritto Zidane potrebbe coronare una anno di successi che qualsiasi altro allenatore potrebbe solo sognare, eppure agli occhi di tutti rimane umile. Un atteggiamento che stupisce i giornalisti presenti in sala stampa, che gli chiedono cosa, al pari di altri illustri colleghi, dopo quel che ha vinto e dimostrato, gli impedisca di assumere atteggiamenti da (parole del collega spagnolo, ndr) 'Re del Mondo'. "Credo sia la mia maniera di capire il calcio, - ammette Zizou, - So di essere in un grande Club, come lo sanno i miei giocatori. Come so che è anche grazie a loro che ho raggiunto i risultati di quest'anno. Per questo cerco di far capire hai miei che essere parte del Real è una grande fortuna. Ai miei tempi esistevano squadre di 12 giocatori, adesso abbiamo la fortuna di poter scegliere tra almeno 18... tutti di uguale importanza. Poi è chiaro, io non sono uno sciocco, e i migliori giocheranno di più. Però sono convinto che solo con il lavoro e l'impegno si possono raggiungere i risultati prefissi. Io, che ho cominciato da così poco tempo, posso solo continuare a imparare, e sono sicuro che esistono allenatori che meritavano più di me essere nel novero dei tre migliori della FIFA. Ma sono felice di essere stato scelto".

NESSUN FAVORITO - Viste le ultime prestazioni del Barcellona e il netto vantaggio in classifica, volente o nolente, il Real in questo 233esimo 'Clasicò gioca il ruolo di favorito. Cosa che a Zidane non va giù. "No, non mi piace che si dica che siamo i favoriti, - spiega, - In partite del genere non esistono favoriti. Partiamo entrambi al 50%. Poi è chiaro, noi abbiamo preparato la partita al meglio per poter vincere, o quanto meno per non aver nulla da rimproverarci una volta finita. Ma questo Barcellona non ha punti deboli e non è solo Messi. Seguiremo Leo da vicino, ma sono in tanti i giocatori del Barça che hanno le qualità per decidere una partita".

CRISTIANO "ENERGIA PURA" - Alla classe di Messi, in ogni caso, Zidane ha pur sempre da offrire un Cristiano Ronaldo che giocando al Camp Nou ha segnato quasi sempre. "L'importanza di Cristiano per noi non è solo data dai gol che segna, - ammette il tecnico del Real, - È anche la sua forza di spirito che trasmette a tutto il gruppo. Quest'anno ha vinto tutto quel che poteva vincere, eppure continua ad avere fame di vittorie. Questo è lo spirito con cui vogliamo affrontare il Barcellona. Senza fare calcoli. A noi andrebbe bene anche un pareggio? Andremo al Camp Nou per giocare come sappiamo e vincere". Si alza e, con la cortesia di sempre, saluta Zinedine Zidane. Siamo arrivati alla fine delle mille parole e speculazioni che hanno accompagnato per un'intera settimana un 'Clasicò che sabato paralizzerà il mondo del calcio per 90 minuti. Ora, finalmente, che a parlare sia il campo.
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