MADRID - La lunga pausa del calcio spagnolo, da anni non ci si fermava per ben due settimane a dicembre, è ormai agli sgoccioli. Martedì 3 gennaio si ricomincia con le prime partite degli ottavi di finale della Coppa del Re (in campo anche il Valencia ormai orfano di Cesare Prandelli). Sono ottavi con sfide interessanti: l'Atletico se la vedrà con la rilevazione Las Palmas; Real Sociedad e Villarreal si contenderanno il testimone di forza nuove del panorama spagnolo; Barcellona e Athletic daranno vita all'ennesimo duello di coppa tra baschi e catalana. Eppure, pur avendo tanta carne al fuoco, gli occhi in questo inizio del 2017 saranno tutti puntati sul Real Madrid di Zinedine Zidane che è in cerca di nuovi record e dovrà combattere contro la "maledizione" di Carlo Ancelotti.
2016 DA SOGNO - Il primo anno da allenatore professionista di Zidane è stato, per su stessa ammissione, un anno da sogno, un anno indimenticabile. Il francese sulla panchina del Real ha vinto quasi tutte le competizioni che ha affrontato, l'unico titolo che è sfuggito è stata la Liga, ma la partenza con un handicap di 6 punti di distacco non ha certo aiutato. Però gli altri obiettivi non sono sfuggiti: Champions League, Supercoppa d'Europa e Mondiale per Club sono tutti entrati a far parte del palmares del Real. Ora, come si dice spesso dopo una lunga serie di vittorie, comincia il difficile: riaffermarsi.
IL FANTASMA DI ANCELOTTI - Se Zidane dovesse pensare al cammino nel Real del suo mentore, Carlo Ancelotti, ci sarebbe motivo per cominciare a preoccuparsi. Anche per Carletto il 2014 è stato un anno pieno di successi alla guida dei Blancos, con un ruolino di marcia simile a quello di Zizou: Champions, Supercoppa d'Europa, Mondiale per Club e in più una Coppa del Re, a sua discolpa va detto che quest'ultimo titolo il francese nel 2016 non ha potuto disputarlo per colpa del "Pasticciaccio Cheryshev". Insomma, si potrebbe dire che l'allievo ha seguito da vicino i passi del maestro. Ora, la cosa più importante per il Real e Zidane è che smetta di farlo. Già perché i problemi per Ancelotti al Madrid sono iniziati proprio al ritorno in campo all'inizio del 2015. Il Real guidato dall'italiano, fresco vincitore del Mondiale per Club a dicembre, collezionava 22 vittorie consecutive, aveva 4 punti di vantaggio in campionato sul Barcellona e sembrava imbattibile. Poi arrivò gennaio. Sconfitta in campionato contro il Valencia, in Coppa del Re contro l'Atletico (con conseguente successiva eliminazione) e un'involuzione che culminò con lo 0-4 nel derby di Madrid, la perdita del titolo spagnolo e per concludere, l'eliminazione in semifinale di Champions contro la Juventus.
JUVE NEL MIRINO - Se Zidane vuole continuare a sognare deve evitare a tutti i costi di seguire le orme del Real di Ancelotti. Anche perché, oltre al primato di Liga e il titolo di Coppa del Re, ci sono due record che, per quanto avranno valore solo per le statistiche , dimostrerebbe ancora una volta il valore come allenatore del francese. Al momento le partite senza sconfitte del Real con Zidane in panchina sono 37, manca poco per arrivare alle 39, record spagnolo conquistato da Luis Enrique con il Barcellona la passata stagione, un po' di più per superare le 43 della Juventus di Antonio Conte (2011/12), ma entrambi i record potrebbero cadere proprio a gennaio, sempre che Zidane sappia gestire quel calo di tensione che fu fatale per Ancelotti. Gli appuntamenti del primo mese di quest'anno prevedono una tripla sfida contro il Siviglia (andata e ritorno di Coppa e Liga), l'appuntamento, semplice sulla carta, contro il Granada in Liga, l'eventuale andata dei quarti di Coppa, e poi il Malaga in campionato. Con questo si arriverebbe alla pari con la Juve di Conte, per la 44esima partita senza sconfitte l'avversario sarebbe la scomoda Real Sociedad del ex-Illaramendi. Tutto questo, naturalmente, se già mercoledì 4 nella partita di andata di Coppa contro il Siviglia il fantasma di Ancelotti non aleggerà, beffardo sopra il Bernabeu.
2016 DA SOGNO - Il primo anno da allenatore professionista di Zidane è stato, per su stessa ammissione, un anno da sogno, un anno indimenticabile. Il francese sulla panchina del Real ha vinto quasi tutte le competizioni che ha affrontato, l'unico titolo che è sfuggito è stata la Liga, ma la partenza con un handicap di 6 punti di distacco non ha certo aiutato. Però gli altri obiettivi non sono sfuggiti: Champions League, Supercoppa d'Europa e Mondiale per Club sono tutti entrati a far parte del palmares del Real. Ora, come si dice spesso dopo una lunga serie di vittorie, comincia il difficile: riaffermarsi.
IL FANTASMA DI ANCELOTTI - Se Zidane dovesse pensare al cammino nel Real del suo mentore, Carlo Ancelotti, ci sarebbe motivo per cominciare a preoccuparsi. Anche per Carletto il 2014 è stato un anno pieno di successi alla guida dei Blancos, con un ruolino di marcia simile a quello di Zizou: Champions, Supercoppa d'Europa, Mondiale per Club e in più una Coppa del Re, a sua discolpa va detto che quest'ultimo titolo il francese nel 2016 non ha potuto disputarlo per colpa del "Pasticciaccio Cheryshev". Insomma, si potrebbe dire che l'allievo ha seguito da vicino i passi del maestro. Ora, la cosa più importante per il Real e Zidane è che smetta di farlo. Già perché i problemi per Ancelotti al Madrid sono iniziati proprio al ritorno in campo all'inizio del 2015. Il Real guidato dall'italiano, fresco vincitore del Mondiale per Club a dicembre, collezionava 22 vittorie consecutive, aveva 4 punti di vantaggio in campionato sul Barcellona e sembrava imbattibile. Poi arrivò gennaio. Sconfitta in campionato contro il Valencia, in Coppa del Re contro l'Atletico (con conseguente successiva eliminazione) e un'involuzione che culminò con lo 0-4 nel derby di Madrid, la perdita del titolo spagnolo e per concludere, l'eliminazione in semifinale di Champions contro la Juventus.
JUVE NEL MIRINO - Se Zidane vuole continuare a sognare deve evitare a tutti i costi di seguire le orme del Real di Ancelotti. Anche perché, oltre al primato di Liga e il titolo di Coppa del Re, ci sono due record che, per quanto avranno valore solo per le statistiche , dimostrerebbe ancora una volta il valore come allenatore del francese. Al momento le partite senza sconfitte del Real con Zidane in panchina sono 37, manca poco per arrivare alle 39, record spagnolo conquistato da Luis Enrique con il Barcellona la passata stagione, un po' di più per superare le 43 della Juventus di Antonio Conte (2011/12), ma entrambi i record potrebbero cadere proprio a gennaio, sempre che Zidane sappia gestire quel calo di tensione che fu fatale per Ancelotti. Gli appuntamenti del primo mese di quest'anno prevedono una tripla sfida contro il Siviglia (andata e ritorno di Coppa e Liga), l'appuntamento, semplice sulla carta, contro il Granada in Liga, l'eventuale andata dei quarti di Coppa, e poi il Malaga in campionato. Con questo si arriverebbe alla pari con la Juve di Conte, per la 44esima partita senza sconfitte l'avversario sarebbe la scomoda Real Sociedad del ex-Illaramendi. Tutto questo, naturalmente, se già mercoledì 4 nella partita di andata di Coppa contro il Siviglia il fantasma di Ancelotti non aleggerà, beffardo sopra il Bernabeu.