ROMA - In Europa, nessuno come loro. RB Lipsia e Hoffenheim, di fronte domani alle 15.30, le due storie più interessanti offerte in questa stagione dalla Bundesliga. Non vinceranno il titolo, il Meisterschale. Forse l'undici delle alternative nella rosa del Bayern Monaco di Carlo Ancelotti è superiore a entrambe per qualità, forza fisica, attitudine al successo. Intanto il Lipsia è avanti a tutte tra le neopromosse nei primi cinque campionati d'Europa, ad appena tre lunghezze dall'armata bavarese. E a novembre è finito anche in testa alla classifica. A lungo si è scritto del club di proprietà Red Bull, anche della poca simpatia riscossa in tifosi e squadre avversarie per il logo della bevanda sulla casacca. L'Hoffenheim è invece terzo, a 11 punti dalla vetta, in pole position - anche se in quarta corsia rinviene forte il Borussia Dortmund dei giovani di Tuchel - per qualificarsi alla prossima edizione della Champions League. E soprattutto è imbattuto (sette successi e dieci pareggi), unicum in Europa.
Primato condiviso sino a qualche giorno fa con il Real Madrid, prima dell'improvviso salto nel buio dei blancos di Zinedine Zidane. Può bastare per presentare la sfida? Sicuramente a Joachim Loew, il commissario tecnico della Nazionale tedesca che presto potrebbe convocare - in attesa della fine dell'eclissi di Thomas Muller - Timo Werner, non ancora 21enne, dieci reti e quattro assist nel Lipsia. Creativo e veloce, è il tipo di attaccante che manca alla riserva di Loew. Mentre per la crescita esponenziale a quasi 30 anni di Sandro Wagner, anche lui dieci gol siglati in campionato, dopo i 14 nel Darmstadt nel precedente torneo - ma respinto con perdite in passato dal Bayern Monaco - Loew potrebbe spedire una cassa di birra pregiata a Julian Nagelsmann, la guest star del miracolo Hoffenheim. Che da settimane è finito sotto lo scan dei media ma anche di tanti club europei, anche in Premier League. Ora è un personaggio, il 29enne stratega carismatico della panca che vince e convince dalle giovanili, il pupillo di Thomas Tuchel ribattezzato baby Mou dall'ex portiere del Werder Brema Tim Wiese, ora wrestler professionista.
E come lo Special One, soprattutto dopo essersi guadagnato l'attenzione mediatica negli ultimi mesi, Nagelsmann non ha particolari difficoltà a far arrivare a tutti la sua visione del mondo. Dalla tattica - difesa a tre, poco palleggio e palle in verticale per gli attaccanti ma spazio alla sperimentazione in ogni partita - che nel calcio non peserebbe più del 30% nel lavoro di un allenatore, che invece deve investire nelle competenze socio-relazionali, scovando la chiave d'accesso individuale per prendersi la mente dei suoi calciatori. Poi la recente critica ai colleghi di Bundesliga che praticherebbero un calcio difensivo, con l'eccezione di tre squadre. Sino all'idea lanciata sulle colonne della Bild: l'espulsione a tempo nel calcio, calciatore fuori per cinque minuti, come avviene nel rugby, nell'hockey, nella pallanuoto. Il direttore sportivo del Lipsia, Ralf Rangnick lo vede sulla panchina del Bayern Monaco, erede di Ancelotti all'Allianz Arena. Ma per ora baby Mou si accontenterebbe di vincere lo scontro diretto con i ragazzi della Red Bull per accorciare le distanze dalla seconda piazza.
Primato condiviso sino a qualche giorno fa con il Real Madrid, prima dell'improvviso salto nel buio dei blancos di Zinedine Zidane. Può bastare per presentare la sfida? Sicuramente a Joachim Loew, il commissario tecnico della Nazionale tedesca che presto potrebbe convocare - in attesa della fine dell'eclissi di Thomas Muller - Timo Werner, non ancora 21enne, dieci reti e quattro assist nel Lipsia. Creativo e veloce, è il tipo di attaccante che manca alla riserva di Loew. Mentre per la crescita esponenziale a quasi 30 anni di Sandro Wagner, anche lui dieci gol siglati in campionato, dopo i 14 nel Darmstadt nel precedente torneo - ma respinto con perdite in passato dal Bayern Monaco - Loew potrebbe spedire una cassa di birra pregiata a Julian Nagelsmann, la guest star del miracolo Hoffenheim. Che da settimane è finito sotto lo scan dei media ma anche di tanti club europei, anche in Premier League. Ora è un personaggio, il 29enne stratega carismatico della panca che vince e convince dalle giovanili, il pupillo di Thomas Tuchel ribattezzato baby Mou dall'ex portiere del Werder Brema Tim Wiese, ora wrestler professionista.
E come lo Special One, soprattutto dopo essersi guadagnato l'attenzione mediatica negli ultimi mesi, Nagelsmann non ha particolari difficoltà a far arrivare a tutti la sua visione del mondo. Dalla tattica - difesa a tre, poco palleggio e palle in verticale per gli attaccanti ma spazio alla sperimentazione in ogni partita - che nel calcio non peserebbe più del 30% nel lavoro di un allenatore, che invece deve investire nelle competenze socio-relazionali, scovando la chiave d'accesso individuale per prendersi la mente dei suoi calciatori. Poi la recente critica ai colleghi di Bundesliga che praticherebbero un calcio difensivo, con l'eccezione di tre squadre. Sino all'idea lanciata sulle colonne della Bild: l'espulsione a tempo nel calcio, calciatore fuori per cinque minuti, come avviene nel rugby, nell'hockey, nella pallanuoto. Il direttore sportivo del Lipsia, Ralf Rangnick lo vede sulla panchina del Bayern Monaco, erede di Ancelotti all'Allianz Arena. Ma per ora baby Mou si accontenterebbe di vincere lo scontro diretto con i ragazzi della Red Bull per accorciare le distanze dalla seconda piazza.