MADRID - Il destino della stagione del Real Madrid si deciderà lontano dal Bernabeu. Delle ultime quattro partite che i Blancos devono giocare in Liga, tre, a partire da quella di sabato contro il Granada, si giocheranno lontano dalle mura amiche, se a queste aggiungiamo la gara di ritorno delle semifinali di Champions prevista al Calderon, risulta lampante che Cristiano Ronaldo e compagni non potranno fare affidamente sul "dodicesimo giocatore" per conquistare il "doblete" atteso in casa Real dal 1958. Zidane può consolarsi guardando il lato positivo della cosa: la sua squadra ha vinto le ultime 8 partite giocate fuori casa.
FATAL GRANADA - Il Granada che il Real affronta sabato è, insieme all'Osasuna, una delle due squadre già retrocesse di questo campionato, ma se qualcuno pensa che la cosa renda più facile l'impegno dei Blancos, Zidane avverte che sarebbe un errore se i suoi la pensassero così. "Giocare contro il Granada ora che è matematicamente retrocesso è più difficile - ammette il tecnico francese - Per noi i tre punti sono importantissimi, mentre loro giocheranno per vincere il match contro il Real senza dover fare calcoli di classifica. Quest'anno hanno avuto la sfortuna di arrivare tra le ultime tre della classifica, ma sono pur sempre una squadra che gioca nella massima serie spagnola, non possiamo permetterci di entrare in campo senza dare il massimo come facciamo sempre". Per la diretta inseguitrice, il Barcellona, prima in classifica ma con una partita giocata in più, l'impegno, sulla carta sembra più complicato, affronta il Villarreal degli italiani Sansone e Soriano che lotta per un posto in Europa. "Sarà match difficile perché sono una squadra molto ben organizzata che può far male a livello complessivo, - spiega Luis Enrique, - Noi non abbiamo molte alternative, dobbiamo cercare di vincere tutte le sfide che ci rimangono e poi vedere cosa fa il Real. Se quella di sabato è la partita più di difficile da qui a fine stagione? È la più difficile perché è la prossima che dobbiamo giocare".
RONALDO PALLONE D'ORO - È più che probabile che l'eroe del derby di Champions, Cristiano Ronaldo, non sarà in campo sabato, probabilmente non viaggerà neppure a Granada, un po' per la logica delle rotazioni di Zidane, un po' perché un eventuale cartellino giallo in partita farebbe scattare l'automatica squalfica per il portoghese. Zidane, in ogni caso, ci tiene a puntualizzare: "Non voglio che si dica che io sono l'allenatore che ha messo in panchina Cristiano Ronaldo - commenta - So che per arrivare a fine stagione in perfetta forma fisica a volte i giocatori devono riposare. Parlo con i miei e loro capiscono il perché a volte ci si deve fermare. Tutti, compreso Cristiano". Un Ronaldo che, dopo le ultime prestazioni in Champions, sembrerebbe a un passo dal suo quinto Pallone d'Oro. "Per quel che sta facendo in campo - ammette Zizou - Anche se già ne ha vinti quattro, credo proprio che sia più vicino a vincerne un altro".
TUTTO O NIENTE - Mancano 9 ore, sei partite, per scoprire se il Real Madrid di Zidane conquisterà lo storico "doblete", un risultato che renderebbe ancor più unica l'esperienza sulla panchina dei Blancos per l'allenatore francese, che avvisa. "Sì, possiamo arrivare al doblete, ma non abbiamo ancora vinto nulla. E possiamo anche restare a mani vuote se non continuiamo a fare quel che stiamo facendo e dare il massimo fino alla fine della stagione. Non lego il mio futuro al fatto che i trofei arrivino o meno, allenare qui per me è fantastico, ma conosco la società, qui se non rendi e se non arrivano i risultati te ne vai a casa". Che il Real stia vivendo un momento d'oro, in Champions come in Liga, è qualcosa che di riflesso, influisce sempre sugli eterni rivali del Barcellona. Luis Enrique, però, cerca di sminuire l'importanza della situazione attuale, pungendo un po' l'orgoglio madridista. "Io sono concentrato solo su quello che fa la mia squadra - spiega il tecnico blaugrana, - A fine stagione vedremo se abbiamo vinto titoli oppure no, ma non confrontandoli con quelli che potrebbe vincere il Real. In Champions negli ultimi anni sta facendo bene e dimostra il valore del Real come squadra, però è una valutazione un po' di parte, perché se guardiamo a cosa ha fatto negli ultimi quattro anni in campionato le cose cambiano".
FATAL GRANADA - Il Granada che il Real affronta sabato è, insieme all'Osasuna, una delle due squadre già retrocesse di questo campionato, ma se qualcuno pensa che la cosa renda più facile l'impegno dei Blancos, Zidane avverte che sarebbe un errore se i suoi la pensassero così. "Giocare contro il Granada ora che è matematicamente retrocesso è più difficile - ammette il tecnico francese - Per noi i tre punti sono importantissimi, mentre loro giocheranno per vincere il match contro il Real senza dover fare calcoli di classifica. Quest'anno hanno avuto la sfortuna di arrivare tra le ultime tre della classifica, ma sono pur sempre una squadra che gioca nella massima serie spagnola, non possiamo permetterci di entrare in campo senza dare il massimo come facciamo sempre". Per la diretta inseguitrice, il Barcellona, prima in classifica ma con una partita giocata in più, l'impegno, sulla carta sembra più complicato, affronta il Villarreal degli italiani Sansone e Soriano che lotta per un posto in Europa. "Sarà match difficile perché sono una squadra molto ben organizzata che può far male a livello complessivo, - spiega Luis Enrique, - Noi non abbiamo molte alternative, dobbiamo cercare di vincere tutte le sfide che ci rimangono e poi vedere cosa fa il Real. Se quella di sabato è la partita più di difficile da qui a fine stagione? È la più difficile perché è la prossima che dobbiamo giocare".
RONALDO PALLONE D'ORO - È più che probabile che l'eroe del derby di Champions, Cristiano Ronaldo, non sarà in campo sabato, probabilmente non viaggerà neppure a Granada, un po' per la logica delle rotazioni di Zidane, un po' perché un eventuale cartellino giallo in partita farebbe scattare l'automatica squalfica per il portoghese. Zidane, in ogni caso, ci tiene a puntualizzare: "Non voglio che si dica che io sono l'allenatore che ha messo in panchina Cristiano Ronaldo - commenta - So che per arrivare a fine stagione in perfetta forma fisica a volte i giocatori devono riposare. Parlo con i miei e loro capiscono il perché a volte ci si deve fermare. Tutti, compreso Cristiano". Un Ronaldo che, dopo le ultime prestazioni in Champions, sembrerebbe a un passo dal suo quinto Pallone d'Oro. "Per quel che sta facendo in campo - ammette Zizou - Anche se già ne ha vinti quattro, credo proprio che sia più vicino a vincerne un altro".
TUTTO O NIENTE - Mancano 9 ore, sei partite, per scoprire se il Real Madrid di Zidane conquisterà lo storico "doblete", un risultato che renderebbe ancor più unica l'esperienza sulla panchina dei Blancos per l'allenatore francese, che avvisa. "Sì, possiamo arrivare al doblete, ma non abbiamo ancora vinto nulla. E possiamo anche restare a mani vuote se non continuiamo a fare quel che stiamo facendo e dare il massimo fino alla fine della stagione. Non lego il mio futuro al fatto che i trofei arrivino o meno, allenare qui per me è fantastico, ma conosco la società, qui se non rendi e se non arrivano i risultati te ne vai a casa". Che il Real stia vivendo un momento d'oro, in Champions come in Liga, è qualcosa che di riflesso, influisce sempre sugli eterni rivali del Barcellona. Luis Enrique, però, cerca di sminuire l'importanza della situazione attuale, pungendo un po' l'orgoglio madridista. "Io sono concentrato solo su quello che fa la mia squadra - spiega il tecnico blaugrana, - A fine stagione vedremo se abbiamo vinto titoli oppure no, ma non confrontandoli con quelli che potrebbe vincere il Real. In Champions negli ultimi anni sta facendo bene e dimostra il valore del Real come squadra, però è una valutazione un po' di parte, perché se guardiamo a cosa ha fatto negli ultimi quattro anni in campionato le cose cambiano".