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Barcellona, Iniesta dà l'addio in lacrime dopo 22 anni e 31 trofei

La commozione di Andres Iniesta (afp)
L'annuncio del giocatore in conferenza stampa: "Ho riflettuto a lungo insieme alla mia famiglia. Dopo tanto tempo qui non potrei più dare il meglio di me". Lo spagnolo continuerà a giocare all'estero. E 'perdona' France Football per la mancata assegnazione del Pallone d'Oro
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BARCELLONA - "Questa è la mia ultima stagione qui". Si chiude un'epoca. Dopo settimane di indiscrezioni, ecco la conferma che arriva direttamente da Andres Iniesta che, in lacrime e dopo 22 anni, 6 nelle giovanili e 16 in prima squadra, annuncia in conferenza stampa la decisione di lasciare il Barcellona.

Con i catalani il centrocampista ha vinto 31 trofei: 4 Champions League, 3 Supercoppe europee, 3 Mondiali per club, 8 scudetti, 7 Supercoppe di Spagna e 6 Coppe di Spagna.

"DECISIONE DURA" - Quella di Iniesta è una decisione "molto meditata, molto pensata, sia dentro di me che con la mia famiglia. Dopo 22 anni qui so cosa significa essere un giocatore di questa squadra, che per me è la migliore del mondo, e so cosa significa giocare qui anno dopo anno. So cosa significa essere il capitano del Barcellona e tutto quello che ne consegue. E per questo motivo devo essere onesto con me stesso e verso questa società che mi ha accolto quando avevo 12 anni. Il Barcellona merita il meglio di me, come è successo fino a ora - spiega il quasi 34enne centrocampista spagnolo - e mi rendo conto che nel futuro a breve termine non potrò dare il meglio di me né a livello fisico, né mentale". "UN GIORNO DIFFICILE PER ME" - "È un giorno molto difficile per me perché sono qui da una vita e dire addio alla mia casa è molto complicato", dice ancora Iniesta che teme di non essere più all'altezza del Barcellona "e non mi perdonerei una situazione di disagio in un club che mi ha dato tutto, non lo merito io e non lo merita il Barça".

"IN PACE CON ME STESSO" - Guardandosi indietro, il centrocampista spagnolo si dice "orgoglioso e in pace con me stesso dopo 22 anni qui. Il mio unico obiettivo era trionfare con questa maglia e ce l'ho fatta, non c'è niente che possa rendermi più felice". Club e compagni gli hanno chiesto di rimanere, ma da tempo Iniesta ha maturato questa decisione. "È stato un processo lungo, durato mesi. Nell'offrirmi il rinnovo a vita il club mi ha dato fiducia perché sa che so essere un giocatore onesto con me stesso e col Barça. Se non posso dare il meglio di me al club che mi ha dato tutto, non posso essere felice. Non voglio ingannare nessuno, a breve compirò 34 anni e credo sia arrivato il momento di lasciare".

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FUTURO IN CAMPO MA NON IN EUROPA - Il futuro, però, è ancora tutto da decifrare. Iniesta fa capire che non ha alcuna intenzione di smettere e che proseguirà la carriera fuori dall'Europa ma senza fornire altri dettagli. "A fine stagione andrò via, ci sono cose di cui parlare, da chiudere - sottolinea - Ma come ho sempre detto, non giocherò mai contro il Barcellona per cui tutti gli scenari fuori dall'Europa sono possibili. Quando finirà la stagione o quando sarà il momento, vi dirò la destinazione che avrò scelto".

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SENZA PALLONE D'ORO - Da Iniesta anche una battuta sulle scuse di France Football per non avergli assegnato il Pallone d'Oro del 2010, andato a Messi: "la mia percezione del calcio o la mia felicità non cambia dall'avere o meno un Pallone d'Oro. Quello che mi rende più orgoglioso è l'affetto e il rispetto di tutti". E se essere stato compagno di squadra di Messi è stato "un onore, qualcosa di magico", chissà che quello di oggi non sia solo un arrivederci: "magari un giorno tornerò e continuerò a divertirmi qui e a trasmettere quello che ho imparato".
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