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Coronavirus, il presidente della Liga: "Per la Serie A la situazione è molto complicata"

Javier Tebas, presidente della Liga spagnola 
Tebas, n.1 dei club spagnoli, fa il punto sui danni: "Il campionato italiano ha il doppio dei debiti di Liga e Bundes e meno ricavi. Prendere Messi? Non sarebbe la soluzione, e Leo non lascerà la Spagna"
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Una fotografia impietosa della Serie A: è quello che emerge dalla conferenza stampa internazionale del presidente della Liga spagnola Javier Tebas, convocata per parlare dei danni da coronavirus sui campionati e il taglio degli stipendi dei calciatori: "La crisi per il coronavirus è globale, ma in ogni Paese è differente. Il livello di indebitamento del calcio italiano è molto elevato, il doppio di quello di Liga e Bundesliga, con un giro d'affari inferiore. La situazione economica della Serie A è molto più complicata e la soluzione non può essere ingaggiare Messi. E comunque non credo andrà via". Il motivo è semplice: "Per capire la situazione di un campionato si guardano le cifre di ricavi e dei debiti. Questo rapporto in Serie A è molto stressante per l'economia del calcio italiano. A me piacerebbe tenere Messi, e non credo che lascerà la Spagna. Ma quando andò via Cristiano Ronaldo, tutti dicevano che sarebbero diminuiti i ricavi e invece sono aumentati quelli dei diritti Tv. Anche in Portogallo. Una stella può aiutare ma non è imprescindibile per far crescere una competizione, ci sono anche altri strumenti".

Sulla situazione spagnola invece Tebas snocciola cifre, che rendono l'idea del danno che comporterebbe non tornare in campo: "L'impatto economico, se non torniamo a giocare, sarà di circa un miliardo di euro, inclusi i ricavi che i club non riceverebbero dalle coppe europee; 300 milioni se giocheremo a porte chiuse; 150 milioni giocando con il pubblico. Personalmente penso che sia i campionati nazionali sia le coppe europee potranno finire". Per questo, "cancellare la stagione non è un'opzione sul tavolo", e per questo non ha voluto discutere su come eventualmente assegnare i titoli, "un dibattito sterile che genererebbe solo conflitti di interesse come sta succedendo in altri Paesi".

Infine, sul tema allenamenti, molto caro al presidente della Lazio Lotito: "Non penso che prima del 26 aprile torneremo a fare allenamenti regolari. Con la Uefa stiamo analizzando differenti scenari. Il più probabile prevede la ripresa il 29 maggio, altrimenti il 6-7 giugno, o il 28 giugno. Ma dobbiamo capire soprattutto cosa succederà ad aprile".
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