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Champions, i grandi club spingono per anticipare la finale. Lisbona candidata

Secondo il Mundo Deportivo si punta a giocare l'atto conclusivo il 22 agosto, e non il 29, in modo da guadagnare una settimana e anticipare di 7 giorni anche l'inizio dei campionati. La capitale del Portogallo la città più accreditata a ospitare l'eventuale e inedito epilogo
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Il Mundo Deportivo rivela che alcuni grandi club europei starebbero spingendo, attraverso l'Eca, per anticipare le date della conclusione dell'attuale edizione della Champions League, interrotta lo scorso marzo a metà degli ottavi di finale. Il quotidiano sportivo catalano parla di un'ipotesi - sottoposta al vaglio di Nyon, che il prossimo 17 giugno ha in programma il Comitato esecutivo, in cui stabilirà il calendario delle partite - per chiudere il torneo il 22 agosto, invece del 29, guadagnando così una settimana e permettendo che anche i prossimi campionati nazionali della stagione 2020-21 vengano anticipati di 7 giorni, senza rischiare una partenza troppo ritardata, nell'annata che porta all'Europeo. I calciatori coinvolti nella fase finale della Champions in corso (e dell'Europa League, anticipata a sua volta) avrebbero inoltre un periodo di pausa opportuno, in un calendario che si profila altrimenti senza sosta per loro, dalla ripresa dopo lo stop per la pandemia fino all'Europeo rinviato al giugno 2021. La formula ipotizzata, dopo la disputa delle partite di ritorno residue degli ottavi (impegnate Juventus e Napoli, mentre l'Atalanta è già qualificata per i quarti), sarebbe quella della Final Eight o della Final Four, se i quarti dovessero essere giocati in campo neutro.

Lisbona candidata

Con Istanbul indiziata di rinuncia alla finale per ragioni economiche, la città più accreditata a ospitare l'eventuale e inedito epilogo sarebbe Lisbona all'Estadio Da Luz, col Josè Alvalade come supporto per le altre partite. Monaco di Baviera e il Wanda Metropolitano di Madrid, che ha ospitato la finale nel 2019, sarebbero le alternative. Il nuovo scenario sarebbe legato alla necessità di scegliere una sola sede per quarti e semifinali in gara secca, senza andata e ritorno, e a porte chiuse: l'impossibilità di prevedere le restrizioni di volo tra i Paesi europei e l'esigenza di sedi con adeguati campi di gioco e di allenamento e logistica alberghiera farebbero propendere per questa soluzione, spiegano in Spagna, aggiungendo però che tutto è ancora in sospeso. Tra le incognite c'è il fatto che anche l'Europa League (in corsa Inter e Roma), la cui finale sarebbe prevista a Danzica il 26 agosto, dovrebbe essere anticipata di una settimana. I broadcaster titolari dei diritti di trasmissione delle partite, infine, avrebbero un minor numero di appuntamenti rispetto a quelli pattuiti. Resta in sospeso anche la Champions femminile, dopo che era spuntata l'idea di Vienna come sede unica per i quarti di finale e dell'ultima settimana di agosto o dellla prima di settembre come date. L'ultima parola spetta all'Uefa, il 17 giugno. 
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