Inghilterra, umanità al posto della politica: così Rashford ha convinto Boris Johnson
di ENRICO CURRO'I dettagli della lettera con la quale il calciatore è riuscito a far estendere i buoni pasto nelle scuole, sospesi per la chiusura degli istituti, a quasi un milione e mezzo di studenti in possesso dei requisiti per il sussidio.
LONDRA - Fatti, non parole. Parte dall’Inghilterra il movimento che può dare una sterzata alla lotta contro razzismo e povertà. La capeggiano i calciatori nati alla fine degli anni Novanta: una generazione che non vuole più restare a guardare. E che ha un leader: Marcus Rashford, classe 1997, 23 anni il prossimo 31 ottobre, attaccante del Manchester United e della Nazionale inglese. Dopo essere stato tra i più attivi nella campagna a sostegno dei diritti della popolazione nera e contro i soprusi che le immagini dell’uccisione di George Floyd hanno messo sotto gli occhi del mondo, Rashford ha vinto la battaglia per i bambini e gli adolescenti poveri nel Regno Unito: ha convinto il premier Boris Johnson a estendere i buoni pasto nelle scuole, sospesi per la chiusura degli istituti, a quasi un milione e mezzo di studenti (il 15,4% del totale) in possesso dei requisiti per il sussidio. La lettera del giovane campione è stata il gr…
LONDRA - Fatti, non parole. Parte dall’Inghilterra il movimento che può dare una sterzata alla lotta contro razzismo e povertà. La capeggiano i calciatori nati alla fine degli anni Novanta: una generazione che non vuole più restare a guardare. E che ha un leader: Marcus Rashford, classe 1997, 23 anni il prossimo 31 ottobre, attaccante del Manchester United e della Nazionale inglese. Dopo essere stato tra i più attivi nella campagna a sostegno dei diritti della popolazione nera e contro i soprusi che le immagini dell’uccisione di George Floyd hanno messo sotto gli occhi del mondo, Rashford ha vinto la battaglia per i bambini e gli adolescenti poveri nel Regno Unito: ha convinto il premier Boris Johnson a estendere i buoni pasto nelle scuole, sospesi per la chiusura degli istituti, a quasi un milione e mezzo di studenti (il 15,4% del totale) in possesso dei requisiti per il sussidio. La lettera del giovane campione è stata il grimaldello per vincere le resistenze dei politici: li ha persuasi ricordando la propria difficile infanzia in un sobborgo di Manchester e sottolineando come la solidarietà debba tornare al centro della loro attenzione: “Se oggi sono Marcus Rashford, un calciatore ventiduenne nero abbastanza fortunato, lo devo alla gentilezza e alla generosità della comunità che avevo intorno a me. La mia famiglia lavorava molto, ma non bastava per mangiare a pranzo e a cena: servivano i pasti scolastici gratuiti e l’aiuto dei vicini e degli allenatori. Non si tratta di politica, ma di umanità. Un quarto degli 1,3 milioni di studenti che avevano diritto ai pasti scolastici gratuiti non ha ricevuto niente, da quando le scuole sono state chiuse per la pandemia: è un fallimento del sistema”.