Inghilterra, City-Liverpool non decolla: finisce 1-1. Leicester in testa, avanza il Tottenham
di
Enrico Sisti
Gara abbastanza scialba tra le squadre che hanno dominato la Premier nelle ultime tre stagioni. Foxes e Spurs, concrete e senza dare eccessivo spettacolo, sempre più protagoniste
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ROMA - City e Liverpool, in una di quelle giornate di pioggia che da sole fanno "calcio inglese", si sono sfidate con le armi che hanno attualmente a disposizione: sempre tante, ma non quelle degli anni scorsi. Almeno non ancora. E' finita 1-1 (reti di Salah su rigore e di Gabriel Jesus) ed è stata una di quelle classiche partite dominate da un'intensità che non decolla mai, spesso minata da imprecisioni e ancor più spesso condizionata dai momenti. Quindi intensa ma non continua. Tipico di due gruppi che non riescono più a ripetersi al ritmo conosciuto e offerto. Vi sono giocatori, che hanno fatto la storia recente dei club, i quali vanno a mezza velocità, come se qualcuno ne avesse parzialmente disinnescato la miccia creativa e fisica: tipo Alexander-Arnold nel Liverpool e De Bruyne nel City.
Proprio il belga, cardine della poesia calcistica dell'ultimo Guardiola, e sicuramente con Messi e Lewandowski tra gli uomini più decisivi del calcio contemporaneo, sbaglia anche il rigore che avrebbe portato avanti i suoi sul finire del primo tempo (c'è ormai una tradizione che mina la lucidità dei rigoristi del City quando si trovano di fronte i Reds: ricordate il rigore fallito da Mahrez nell'ottobre del 2018?). Il Liverpool si è meglio mostrato all'inizio, quando usciva palla al piede con solidità ed eleganza, dimostrando che i concetti di Klopp sono sempre quelli e che soprattutto sono rimasti impressi in chi li mette in pratica, anche senza la costanza di un tempo. Meno spavaldo il City, che è parso addirittura aspettare le giocate dell'altra per poi ripartire: quasi un'eresia. Meglio la prima parte della seconda. Il Liverpool deve ancora metabolizzare la mancanza di Van Dijk al centro della difesa, ma qualcosa già s'è visto.
Il City invece, anche se nessuno lo dice, sente molto l'assenza di David Silva, che è tornato in Spagna (alla Sociedad) e se Aguero è infortunato, veramente Guardiola non ha ricambi in attacco. Di fatto, anche se hanno forse dato il meglio di sé proprio nel confronto diretto, le dominatrici del calcio inglese degli ultimi tre anni non sanno o forse non possono far più la voce grossa, certe di far paura. E di conseguenza le altre non si spaventano: tanto è che vero che l'Aston Villa ne ha rifilati ben 7 ai Reds. Davanti a loro o accanto a loro, in questo momento in classifica, ci sono Leicester e Tottenham che hanno vinto le ultime tre partite e che anche per questo meritano un paio di considerazioni. Il Leicester di Rodgers (1-0 ai Wolves, successo che gli vale il primato solitario in classifica) e il Tottenham di Mourinho (1-0 in casa del West Bromwich) sono due facce della stessa medaglia: sfruttano quel che hanno a disposizione e spesso si contentano del massimo (risultato) col minimo (sforzo). E nessuna delle due sta a lì a preoccuparsi di fare spettacolo. Se viene bene, altrimenti pace.
Il Leicester sembra essersi definitivamente messo alle spalle il brivido condizionante dell'essere stato campione quattro anni fa con Ranieri. Il Tottenham sta finalmente trovando una sua quadratura, pur non rinunciando a pause clamorose (in coppa). Il Leicester è tornato a ricordare una neo-promossa, per l'entusiasmo che trasmette, per come sa farne tesoro in campo e, infine, per come un veterano come Jamie Vardy (uno dei pochissimi superstiti della stagione del titolo) riesca a trascinare il gruppo. Il Tottenham si sta stabilizzando emotivamente grazie a un dato che si può desumere dalla classifica cannonieri: Son ha segnato lo stesso numero di reti di Vardy (8) e Kane ne ha soltanto una di meno. Tante. Molto ci si aspetta da Reguilon, molto anche da Bale, il figliol prodigo. Sabato 21 c'è Tottenham-City. Sarà un principio di verità svelata. Intanto prosegue il bel cammino dell'Aston Villa: il 3-0 all'Emirates Stadium contro l'Arsenal (autorete di Saka e doppietta Ollie Watkins) non è cosa da poco.