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Cina, Wuhan fa festa nel calcio: la squadra bloccata per 104 giorni si salva dalla retrocessione

Il gol decisivo del Wuhan segnato dal capitano Li Hang su rigore (afp)
Lo Zall, la formazione della città nella regione dello Hubei da dove un anno fa si diffuse l'epidemia da coronavirus, ora senza restrizioni, ha consevato il posto nella Super League vincendo i play-out. In ritiro in Spagna a gennaio, aveva impiegato più di tre mesi per rientrare in casa
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Ha sconfitto il Covid, e ora si è salvata anche dalla retrocessione nel campionato di calcio cinese. Wuhan, la città di 11 milioni di abitanti nella regione dello Hubei da dove l'epidemia si è diffusa, è oggi in festa. Non ci sono più restrizioni, la gente circola liberamente, e il Wuhan Zall ha mantenuto il posto nella "Chinese Super League" vincendo per 1-0 il ritorno del play-out (all'andata era finita 2-2) contro lo Zhejiang Greentown, club che si era classificato al secondo posto della serie B. Il gol della vittoria è stato realizzato su rigore dal capitano Li Hang, che  è anche il beniamino dei tifosi visto che è nato proprio a Wuhan ed è considerato l'uomo simbolo di questa squadra. Che in occasione di questa partita è stata accompagnata da duemila tifosi (in Cina non ci sono quasi più anche limitazioni alle trasferte).

Così mentre in campo i giocatori in lacrime festeggiavano in campo la salvezza, lo stesso hanno fatto tanti sostenitori della città divenuta suo malgrando simbolo della pandemia. Quando a Wuhan è stato decretato il lockdown, a gennaio, lo Zall si trovava in ritiro precampionato in Spagna, nei pressi di Malaga, e non è riuscito tornare in patria per via della chiusura dei cieli. Oltretutto non è che in Andalusia fossero così entusiasti della loro presenza, anche se l'allenatore, lo spagnolo José Gonzalez si affannava a dire che "i miei ragazzi non sono degli untori". Poi, con il dilagare della pandemia in Europa, il Wuhan si è spostato prima in Germania e poi, dopo vari tentativi, la squadra è riuscita ad imbarcarsi su uno dei pochi voli operativi, da Francoforte a Shenzhen. Sbarcati in territorio cinese, tutti sono stati messi in quarantena per tre settimane. Terminato l'isolamento, altro "ritiro obbligato" a Foshan, per allenarsi in attesa che Wuhan venisse riaperta. Un'odissea di 104 giorni finita con il rientro a casa, dalle famiglie, e con il ritorno del campionato, fino all'agognata salvezza. "Siamo dei sopravvissuti", ha detto più volte Li Hang fra le lacrime, ed è difficile dargli torto.
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