Sport

Tra copertine, sirene illustri e quattrini: Messi al Psg è più di una suggestione

France Football già lo ritrae con la maglia dei parigini. Neymar condividerebbe con lui la leadership, e ormai le cifre rivelate sul super contratto sembrano allontanarlo da Barcellona. Tutto spinge il fuoriclasse verso Parigi
3 minuti di lettura

ROMA - I colori della maglia sono sempre il rosso e il blu, ma tutto il resto è diverso. Il nuovo numero di France Football sbatte in prima pagina un Leo Messi già vestito con la maglia del Paris Saint-Germain, con tanto di sfondo del Parco dei Principi. Si tratta di un fotomontaggio, e l'istantanea della Pulce sorridente non deve essere delle più recenti: perché in questa stagione, iniziata con lo psicodramma della richiesta di cessione via burofax respinta dal club blaugrana, ci siamo abituati a vedere in campo un Messi immusonito. Ma la copertina è comunque di notevole impatto, e sta facendo il giro del mondo.

Il fattore Neymar

Il PSG, secondo il magazine transalpino che assegna il Pallone d'Oro, ha una carta segreta per portare il 33enne sotto la Torre Eiffel. Ma forse, sarebbe più appropriato parlare di un poker vincente. Prima di tutto, c'è la stima dei compagni: uno degli argentini della squadra francese, Angel Di Maria, gli ha già promesso di condividere del buon asado. Ma la pressione più forte è quella di Neymar: la stella del PSG non si farebbe problemi a condividere la leadership con Messi. Il brasiliano sta trattando con il club il rinnovo di contratto in scadenza nel 2022 e non ha mai nascosto la sua voglia di tornare a giocare con Leo, dopo le quattro stagioni al Barcellona in cui la MSN (Messi-Suarez-Neymar) aveva dato spettacolo e portato a casa nel 2015 l'ultima Champions dei blaugrana. La scorsa estate sembrava che le strade dei due fuoriclasse sudamericani si dovessero riunire, sì, ma al Camp Nou: O'Ney aveva spinto forte per tornare in Spagna, ma il PSG che nell'estate 2017 lo aveva pagato 222 milioni di euro non aveva alcuna intenzione di restituirlo al Barça a prezzo di saldo.

Follow the money

La questione economica è il secondo motivo per cui il PSG è la squadra più vicina a Messi: è vero che il contratto della Pulce è in scadenza e quindi un eventuale nuovo club non dovrà pagare nulla per il cartellino, ma sono davvero pochissimi a potersi permettere di sostenere un ingaggio come quello del fenomeno nato a Rosario. La settimana scorsa, il quotidiano spagnolo El Mundo ha rivelato le cifre monstre del contratto che lega Messi al Barcellona fino a giugno: 555 milioni in quattro anni, che avrebbero mandato in tilt le casse del club blaugrana. L'argentino si è molto risentito per l'accusa, fatta evidentemente filtrare da qualcuno all'interno della società, di aver rovinato le finanze culé. E a questo punto potrebbe non bastare la vittoria di Joan Laporta alle prossime elezioni presidenziali per convincere Messi a restare. Allo stato attuale, sono solo due i club che possono non curarsi della crisi finanziaria che ha colpito il calcio mondiale dopo la pandemia e avanzare offerte serie per l'argentino: il Manchester City e, appunto, il PSG. La strategia, secondo l'economista Pierre Rondeau, è seguire l'esempio di Beckham: "Quando arrivò a Parigi - spiega lo studioso a France Football - venne pagato attraverso delle fondazioni non ricevendo quasi nulla per giocare. E negli anni seguenti, i qatarioti hanno investito nell'Inter Miami, il club americano acquistato da David. Si potrebbe pensare a una formula simile anche per Messi".

Un Pochettino in più

Se gli inglesi possono giocarsi il jolly Guardiola, il tecnico che più di tutti ha legato con Messi, non va sottovalutata la scelta della dirigenza parigina, capitanata dall'ex Inter e Milan Leonardo, di affidare la panchina a Mauricio Pochettino dopo l'esonero di Tuchel a inizio anno. Perché l'ex tecnico del Tottenham, come Leo, è argentino ed è cresciuto nel Newell's Old Boys. "Tutti i migliori giocatori del mondo sono i benvenuti al PSG", ha dichiarato recentemente. E che Messi faccia parte della categoria è anche superfluo sottolinearlo. Certo, lì davanti ci sarebbe grande affollamento: come far coesistere Messi con Neymar, Mbappe e Icardi, senza dimenticare che in organico ci sono anche Di Maria, Draxler, Sarabia e Kean? Ma chiedete a qualsiasi allenatore se può trovare un posto in squadra per Messi: chi oserebbe opporre il gran rifiuto?

Tra Champions e Mondiali

L'ultima, ma non in ordine di importanza, ragione per cui il PSG punta forte su Messi è la vetrina internazionale: il club di Nasser Al-Khelaifi la scorsa stagione ha sfiorato la sua prima vittoria in Champions League, arrendendosi solo in finale al Bayern Monaco. Nei dieci anni della proprietà qatariota, il PSG ha lasciato le briciole agli altri club d'Oltralpe, vincendo sette volte la Ligue 1, ma la sezione internazionale della bacheca continua a essere tristemente occupata solo da una Coppa delle Coppe (1996) e un Intertoto (2001). Dopo aver investito una vagonata di petroldollari - 750 milioni solo per i cartellini dei dieci acquisti più costosi di questo decennio - Al-Khelaifi vuole che il suo PSG diventi una potenza non solo economica ma anche sportiva in Europa e nel mondo. Chi meglio di Messi - che con quattro Champions in bacheca è secondo solo a Ronaldo tra i giocatori in attività - per spezzare il tabù dalle grandi orecchie? E poi c'è la questione Mondiali: nel 2022 per la prima volta la Coppa del Mondo si giocherà in Qatar, guarda caso il Paese di Al-Khelaifi. Esiste un ambasciatore migliore dell'argentino sei volte Pallone d'Oro per far digerire questo strano Mondiale d'inverno? Il prossimo Mondiale sarà decisivo anche per lo stesso Messi: ultima occasione per mettere a tacere una volta per tutte le feroci critiche provenienti dalla patria che nel 2016 lo avevano spinto addirittura a dare l'addio all'Albiceleste, salvo poi tornare sui suoi passi. Insomma, ci sono tante buonissime ragioni per credere che il matrimonio tra PSG e Messi s'ha da fare. Per il momento, l'unica cosa certa è che Leo sarà a Parigi il 10 marzo per il match di ritorno del più affascinante tra gli ottavi di Champions. Chissà che non sia l'occasione per una foto, stavolta vera, con la maglia del PSG.

I commenti dei lettori