Lo strano pomeriggio del Chelsea di Abramovich al tempo delle sanzioni, E c'è chi attacca i sauditi del Newcastle
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Un gruppo di tifosi in metropolitana verso lo Stamford Bridge, con a capo un ormone di nome Alan, è una furia: “Questo governo del ca**o e Johnson hanno accettato milioni di donazioni dai russi, e ora puniscono noi. Ci hanno messo in lockdown mentre facevano festa a Downing Street. E ora quell’idiota di Boris vuole pure metterci i rifugiati ucraini in casa”. Non tutti i tifosi del Chelsea sono arrabbiati, beceri e insensibili come Alan e compagni, i quali anzi sono una minoranza. Ma il sentimento comune dei fan dei blues assomiglia a quello di una persecuzione: molti altri appassionati si dicono molto dispiaciuti della guerra in Ucraina, "ma il Chelsea non c'entra ed è ingiusto punire la nostra squadra in questo modo". Qualcuno intanto ha cancellato le scritte sui muri intorno allo stadio, come "queste sono le guerre dell'Europa, non del Chelsea FC, leave us alone!", lasciateci in pace!. E una ragazza ci dice: "…
LONDRA - Un gruppo di tifosi in metropolitana verso lo Stamford Bridge, con a capo un ormone di nome Alan, è una furia: “Questo governo del ca**o e Johnson hanno accettato milioni di donazioni dai russi, e ora puniscono noi. Ci hanno messo in lockdown mentre facevano festa a Downing Street. E ora quell’idiota di Boris vuole pure metterci i rifugiati ucraini in casa”. Non tutti i tifosi del Chelsea sono arrabbiati, beceri e insensibili come Alan e compagni, i quali anzi sono una minoranza. Ma il sentimento comune dei fan dei blues assomiglia a quello di una persecuzione: molti altri appassionati si dicono molto dispiaciuti della guerra in Ucraina, "ma il Chelsea non c'entra ed è ingiusto punire la nostra squadra in questo modo". Qualcuno intanto ha cancellato le scritte sui muri intorno allo stadio, come "queste sono le guerre dell'Europa, non del Chelsea FC, leave us alone!", lasciateci in pace!. E una ragazza ci dice: "Noi veniamo fustigati per Abramovich, mentre il Newcastle è dell'Arabia Saudita che ieri ha giustiziato 81 persone".
Chelsea-Newcastle, la gara più controversa
Ecco. Perché questo strano giorno a Londra ha messo di fronte le due squadre ora più controverse della Premier League. Il Chelsea dell'oligarca russo Roman Abramovich, duramente sanzionato dal governo britannico di Boris Johnson dopo molte esitazioni e 21 trofei in 19 anni di reggenza, contro il Newcastle del fondo di stato saudita Saudi Arabian Public Investment Fund che ha acquistato la squadra l'anno scorso per quasi 400 milioni, diretta emanazione del principe ereditario e leader de facto Mohammed Bin Salman, che solo ieri ha ordinato la pena capitale di 81 persone.
Tra bandiere russe e vessilli sauditi
La partita, poco spettacolare, diventa presto un contorno. Per una volta, spalti e campo si scambiano i ruoli. Scatena indignazione una bandiera ancora affissa su un anello della curva dei tifosi del Chelsea: ha i colori della Russia e la faccia di Abramovich con la scritta "Roman Empire", ossia l'Impero del patron oramai decaduto e in continuo sgretolamento. Dall'altra parte, nel settori ospiti, spuntano un paio di bandiere per l'Ucraina ma anche due vessilli dell'Arabia Saudita, rimossi poco dopo. Stavolta i tifosi del Chelsea non intonano alcun coro per il patron amico di Putin, come capitato in coppa nazionale qualche giorno fa. Ci pensano i tifosi delle Gazze Ladre, invece, a cantare offese ad Abramovich e alla sua creatura sportiva.
Tutto in forma ridotta
Il Chelsea mostra sulle maglie ancora lo sponsor della compagnia telefonica 3, che però ha già detto addio. Il catering della partita per addetti ai lavori e giornalisti è meno eccelso del solito: dal buffet, sono scomparsi la ricca selezione di formaggi europei e la frutta delicata. I dipendenti alternano sorrisi tirati a volti più cupi, ma l'understatement e lo humour inglesi aiutano a mascherare l'angoscia di tempi difficili. Fuori dallo stadio, è rimasto il minimo di sicurezza e steward, visto che i fondi sono limitati all'osso, anche se il governo britannico, che in pratica ha commissariato il club in attesa di nuovi acquirenti, proprio la scorsa notte ha permesso il recupero di nuove entrate (come i premi per i risultati in campionato e Champions League) che frutteranno al club circa 110 milioni in più da qui alla fine della stagione. Non ci sono i "programmes", ossia i libretti colorati del club per la partita, pieni di interviste ai giocatori, statistiche, curiosità e commenti di vecchie glorie. Un'ossessione collezionista per i fan, ma il Chelsea in questo momento non può ricevere entrate dai tifosi, né tramite i "programmes" né dal merchandising.
Chelsea brutto ma vincente: decide Havertz
I blues sono nervosi, davanti a 40mila tifosi che saranno sempre di meno, poiché il club non potrà vendere nuovi biglietti fino alla fine della stagione (abbonati esclusi). Il gioco non è fluido, Havertz merita l'espulsione per una gomitata violenta al difensore Burn del Newcastle, ma se la cava. Come se cava la sua squadra, vista la mancata concessione di almeno un rigore dubbio per gli ospiti. Viene annullato un gol a Werner per fuorigioco millimetrico, mentre l'allenatore tedesco Thomas Tuchel è una furia contro il quarto uomo. E passa addirittura al 2-4-4.
Prima della partita l'ex portiere Cech, oggi dirigente del Chelsea, dice che "usciremo da questa situazione, che pensiamo giorno dopo giorno e che troveremo presto una stabilità appena sarà completato il passaggio di proprietà", forse alla cordata del paperone immobiliare britannico e conservatore Nick Candy, tra l'altro tifoso dei blues, o magari all'americano Todd Boehly (LA Dodgers, baseball) e al miliardario svizzero Hansjörg Wyss, che avrebbero già fatto una offerta iniziale tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro.
E però, alla fine di un match fosco e surreale, ecco il lampo: all’89esimo proprio Havertz controlla un fenomenale assist di Jorginho e insacca. Lo Stamford Bridge esplode, il Chelsea vince 1-0, le tenebre del futuro si dileguano. Ma fino a quando? “Siamo tutti preoccupati”, ammette Tuchel dopo la gara, “ma rimarrò almeno fino a fine stagione. Come andremo a Lille per la Champions? Mi dicono che avremo un aereo. Altrimenti, sono disposto a guidare io il pullman”.