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Tanta tecnica, un attacco pieno di classe e Messi: ecco perché l'Argentina può vincere il Mondiale

Messi alza al cielo la coppa dopo la vittoria contro l'Italia nella Finalissima a Wembley (reuters)
Ecco i segreti della squadra di Scaloni, che dopo aver dominato l'Italia scala posizioni nella lista delle favorite al successo della rassegna iridata in Qatar. Intanto i tifosi sudamericani si liberano del complesso delle europee e punzecchiano il rivale francese Mbappé
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Londra - In un post c'è il fumetto di Mbappé che non riesce a prendere sonno, dopo avere visto alla tivù l'Argentina di Messi dominare l'Italia vincitrice dell'Europeo. La Francia, è la perfida chiosa, nel torneo della scorsa estate era semplice comprimaria, perciò il sillogismo è facile: l'Argentina è più forte. Un altro post polemizza sul fatto che tutti i campionati sono pieni di calciatori argentini, chissà perché. Sono solo due esempi delle reazioni del web, che ha deriso l'attaccante francese del Psg per le sue dichiarazioni sulla mancanza di disciplina tattica del calcio sudamericano: "Non è evoluto come quello europeo". Prima i giocatori stessi dell'Argentina e poi, dopo la vittoria di Wembley, anche il pubblico dei tifosi dell'intero Sudamerica si sono scatenati col sarcasmo contro il migliore calciatore della Francia attuale. In fondo le due grandi sudameric…

Londra - In un post c'è il fumetto di Mbappé che non riesce a prendere sonno, dopo avere visto alla tivù l'Argentina di Messi dominare l'Italia vincitrice dell'Europeo. La Francia, è la perfida chiosa, nel torneo della scorsa estate era semplice comprimaria, perciò il sillogismo è facile: l'Argentina è più forte. Un altro post polemizza sul fatto che tutti i campionati sono pieni di calciatori argentini, chissà perché. Sono solo due esempi delle reazioni del web, che ha deriso l'attaccante francese del Psg per le sue dichiarazioni sulla mancanza di disciplina tattica del calcio sudamericano: "Non è evoluto come quello europeo". Prima i giocatori stessi dell'Argentina e poi, dopo la vittoria di Wembley, anche il pubblico dei tifosi dell'intero Sudamerica si sono scatenati col sarcasmo contro il migliore calciatore della Francia attuale. In fondo le due grandi sudamericane - Argentina e Brasile - hanno un inconfessato complesso d'inferiorità verso le europee, alimentato dall'albo d'oro delle ultime quattro edizioni del Mondiale, vinto nel 2006 dall'Italia, nel 2010 dalla Spagna, nel 2014 dalla Germania e nel 2018 proprio dalla Francia, percepita come la rivale più quotata.

Un tormentone per il Qatar

A giudicare da queste premesse, non è troppo difficile indovinare quale sarà uno dei tormentoni in Qatar: appunto la sfida tra Messi e Mbappé, compagni di squadra nel Paris Saint-Germain e rivali nel duello Argentina-Francia, che si profila oggettivamente come degno di una finale del Mondiale. La squadra di Deschamps, campione in carica, e quella di Scaloni, aspirante alla successione, sono tra le legittime favorite, insieme al Brasile e al Belgio, che le sopravanzano nella classifica Fifa, il cui valore è sempre relativo (se lo augurano le inseguitrici, Inghilterra, Spagna e Portogallo in primis) ma che nello stesso tempo rappresenta un parametro oggettivo. Se la tecnica vale da principale criterio per valutare la forza di una squadra, Argentina e Francia ne sono provviste in abbondanza. L'idillio tra l'Albiceleste e gli argentini si è rafforzato a Londra. La partita è stata etichettata dalla critica come la migliore del ciclo di Scaloni, perfino superiore alle tre finora giudicate le più convincenti: nel 2019 il 2-2 di Dortmund con la Germania, che tolse ogni dubbio sul ct fino a quel momento un po' provvisorio, e l'1-0 del Maracanà sul Brasile, nel 2021 il 3-0 all'Uruguay nelle qualificazioni al Mondiale.

"Il pallone era troppo pesante"

Che l'Albiceleste si possa presentare in Qatar come principale rivale della Francia è una probabilità che Messi non nega, sapendo bene che questa sarà la sua ultima grande occasione di vincere il Mondiale. A Wembley, dopo il trionfo della squadra e il suo personale, ha voluto illustrare il concetto: "Abbiamo battuto nettamente l'Italia, che non era un'avversaria qualunque: questa partita avrebbe potuto tranquillamente essere un quarto di finale o una semifinale del Mondiale. E poi ci siamo presi il secondo trofeo in pochi mesi, dopo la Copa America: abituarsi a vincere è sempre il modo migliore per non smettere di farlo". Messi, tra l'altro, ha cercato insistentemente di segnare e ha spiegato una delle ragioni per le quali non ci è riuscito: "Può darsi che sia dipeso anche dal pallone: in allenamento ne avevamo usato un altro e ci stavamo abituando a quello. Questo era molto più pesante".

L'abbondanza in attacco

In verità le sue giocate - e quelle di Lautaro e Di Maria - l'hanno reso leggerissimo. Una tra le ragioni pratiche per le quali l'Argentina può aspirare al successo in Qatar è la straordinaria qualità dei suoi attaccanti. Messi, Lautaro e Di Maria hanno sfoggiato, oltre alla classe, un'intesa straordinaria. E nel finale sono entrati due talenti riconosciuti del calcio mondiale: Julian Alvarez, centravanti che il Manchester City ha pescato dal River Plate sconfiggendo numerosa e illustre concorrenza, e Paulo Dybala. La storia dell'attaccante che la Juventus non vuole più è particolarmente indicativa: col suo gol nel finale ha riguadagnato posizioni, però fino all'ultimo resterà in ballottaggio per una maglia tra i 23 con i due Correa, Angel e Joaquin. Sembra ben riposto l'ottimismo dei tifosi verso la Scaloneta - appellativo ricavato dal ct Scaloni, ex difensore di Lazio e Atalanta - perché ha appena raggiunto la trentaduesima partita consecutiva senza sconfitte. L'Italia di Mancini si è fermata a 37, ma prima ha vinto l'Europeo. Il precedente non è da sottovalutare, in vista del Mondiale. Il pragmatico Scaloni ha giocatori affidabili in difesa, come Molina e Romero, e a centrocampo, come Paredes, De Paul e Lo Celso. Ma soprattutto ha un'incredibile abbondanza in attacco. Dove impera Messi, il fenomeno che a 35 anni sa ancora alleggerire i palloni più pesanti e le partite più complicate.