È stata una delle partite delle partite più belle della scorsa Champions League, quella del Santiago Bernabeu tra Real Madrid e Paris Saint Germain. I francesi sembravano avere la situazione sotto controllo, poi però un errore di Donnarumma (che i parigini hanno sempre bollato come fallo di Benzema) ha dato il via alla rimonta vincente della squadra di Ancelotti e rimandato per l'ennesima volta i sogni di gloria del club del presidente Nasser Al Khelaifi. Gara bellissima, ma finale elettrico: lo stesso Al Khelaifi e l'allora ds Leonardo affrontarono a muso duro l'arbitro olandese Danny Makkelie. Il tutto ricostruito dal New York Times, che lamenta la mancanza di provvedimenti nei confronti del dirigente qatariota nonostante il rapporto dell'arbitro secondo il quale lui e Leonardo avessero mostrato "un comportamento aggressivo, cercando di entrare nello spogliatoio dell'arbitro, bloccando la porta e colpendo deliberatamente la bandiera di uno degli assistenti, rompendola".
Entro 24 ore dall'incidente, l'Uefa annunciò di aver aperto una indagine disciplinare, poi più nulla. Almeno fino a giungo, quando a stagione chiusa, il massimo organismo europeo ha dichiarato che avrebbe squalificato Leonardo, che peraltro aveva già lasciato il club, per aver violato "le regole di base di una condotta dignitosa". Su Al Khelaifi nulla.
Secondo Alex Phillips, un dirigente Uefa per quasi due decenni, "Avrebbero aspettato di trovare un momento tranquillo per insabbiare tutto e sperare che la gente l'avrebbe dimenticato". "I cosiddetti organi giudicanti indipendenti - secondo Phillips - non lo sono affatto ma vengono utilizzati come strumento di potere". Non a caso, in un momento difficile per l'Uefa, il lancio della Superlega - poi fallito - avrebbe rinforzato parecchio di rapporti tra il presidente Ceferin e Al Khelaifi dopo che quest'ultimo si era schierato contro il progetto.
Uno sforzo premiato, secondo il NYT. Al Khelaifi è stato presto nominato presidente dell'influente European Club Association, un gruppo ombrello di oltre 200 top club che è partner di joint venture della UEFA per la vendita dei diritti della Champions League e di altre due competizioni per club — e di cui beIN Sports è uno dei maggiori clienti. "C'è un chiaro conflitto di interessi", ha affermato Miguel Maduro, ex presidente della commissione sulla governance, un organo interno della FIFA voluto dal presidente Gianni Infantino sull’onda degli scandali che travolsero la federazione nel 2015. “Nessuno che abbia interessi economici in termini di rapporti con l'Uefa dovrebbe far parte del suo consiglio". Secondo la sua tesi, le azioni dell'Uefa hanno "creato sospetti" e il Psg "opera secondo un diverso insieme di regole", descrivendo l'esito del caso del fair play finanziario del 2018 come "incredibile".
Phillips dal canto suo ha affermato di aver tentato una volta di impedire l'elevazione di Al Khelaifi al comitato esecutivo della UEFA, ma ha trovato scarso sostegno tra i suoi colleghi. "Hai un articolo sul conflitto di interessi negli statuti", ha detto Phillips ai membri dello staff. "Lo inserisci, perché non lo applichi?". Il presidente Ceferin ha glissato insistendo persino sul fatto sul fatto che Al Khelaifi, un qatariota che è uno stretto confidente e occasionale compagno di tennis del sovrano del Paese del Golfo, rimanesse nel suo consiglio di amministrazione nonostante un caso di corruzione in Svizzera (dal quale è stato assolto all'inizio di quest'anno).