Lo stemma arcobaleno degli Usa al Mondiale in Qatar. "Fieri di accendere un faro sui diritti"

Lo stemma arcobaleno della nazionale di calcio statunitense
Lo stemma arcobaleno della nazionale di calcio statunitense 
La nazionale statunitense ha nel proprio simbolo i colori della comunità Lgbtqi. Lo porterà nel Paese dove l'omosessualità è un reato. Il ct Berhalter: "Fatti passi in avanti, ma c'è ancora molto lavoro da fare"
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Uno stemma arcobaleno come segno di vicinanza alla comunità Lgbtqi. La nazionale di calcio degli Stati Uniti, che sarà tra le 32 protagoniste dei Mondiali di calcio, ha deciso di volare in Qatar con un messaggio chiaro cucito sulle maglie e dipinto sulle pareti del quartier generale della squadra. Accanto alla scritta "Usa" ci sono sette bande con i colori della bandiera arcobaleno.

Il Qatar contro la comunità Lgbtqi

La posizione degli Stati Uniti non nasce solo dal fatto che in Qatar l'omosessualità è un reato. Nelle settimane che hanno preceduto l'inizio del torneo gli organizzatori del torneo hanno rilasciato dichiarazioni contradduttorie: prima l'apertura alla comunità Lgbtqi, "a patto che persone dello stesso sesso non si bacino in pubblico". Poi l'annuncio del divieto di ingresso negli stadi delle bandiere arcobaleno. Per passare poi a un'ammonizione: "Non fatevi riconoscere dai vestiti". Infine la frase shock dell'ambasciatore dei Mondiali del Qatar, Khalid Salman, che a una tv tedesca ha sentenziato: "L'omosessualità è una malattia mentale".

Il ct degli Stati Uniti: "In Qatar ancora molto lavoro da fare"

“Non è solo negli Stati Uniti che vogliamo portare l'attenzione sulle questioni sociali, ma anche all'estero. Riconosciamo che il Qatar - ha detto l'allenatore degli Usa, Gregg Berhalter, in conferenza stampa - ha fatto passi da gigante e ci sono stati molti progressi, ma c'è ancora molto lavoro da fare". Il portiere Sean  "Siamo un gruppo che crede nell'inclusività e continueremo a trasmettere questo messaggio", ha dichiarato il portiere statunitense Sean Johnson ha spiegato che “abbiamo chiacchierato e continuiamo a discutere nello spogliatoio. Questo è qualcosa di cui siamo stati orgogliosi e per cui continuiamo a lavorare, avere un impatto, qui in Qatar”.

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