Messico-Polonia 0-0: l'eterno Ochoa para un rigore a Lewandowski

Ochoa para il rigore a Lewandowski
Ochoa para il rigore a Lewandowski (afp)
Il portiere messicano a 37 anni continua a stupire. Una sua parata sull'asso polacco ha salvato il risultato in una gara senza grandi spunti
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DOHA – Il Messico è in buone mani. Mani invisibili per anni, da chiedersi che fine abbiano fatto. Ma che ogni quadriennio ricompaiono magicamente, salvando tutto ciò che c’è da salvare. 

<<La cronaca della gara>>

Ochoa, portiere feticcio e la leggenda delle sei dita

Dopo 90 minuti e lo 0-0 contro la Polonia, appena è già il Mondiale di Guillermo Ochoa, portiere feticcio di un torneo che deve amare moltissimo. Anche perché a 37 anni continua a viverlo con una leggerezza sfacciata, ma anche con la capacità difficile da spiegare di essere decisivo: nel 2014 lo giocò da disoccupato. Era una specie di mascotte, con quel casco di ricci folkloristici tenuti insieme da una larga fascia in fronte, circondato dalla leggenda di avere sei dita alla mano destra, messa in rete per scherzo e diventata un gioco a cui lui stesso si è divertito a giocare. Ne uscì con in tasca un contratto col Malaga – ma avrebbe potuto scegliere anche Marsiglia o Roma – fermando Neymar ed eliminando Modric. Quattro anni dopo fece anche meglio, fermando la Germania che continuò a sbattere su di lui senza piegarlo mai.  

 Ochoa ferma Lewandowski

Ochoa ha confermato quel feeling incredibile col Mondiale. Che senza di lui, per il Messico poteva essere già finito, o quasi. Perdere contro la Polonia prima di dover affrontare l’Argentina furiosa, avrebbe avuto il sapore di una sentenza frettolosa quanto ingiusta. Anche per ciò che aveva detto il campo, fino a quando lo sciagurato Hector Moreno non ha trascinato a terra Lewandowski in area nell’unico sussulto polacco. Rigore (concesso dal Var, l’arbitro australiano Beth non s’era accorto di nulla) e Lewandowski sul pallone. Il Pallone d’Oro mancato contro il portiere 37enne del Club America di Città del Messico. Un duello impari? Non ai Mondiali, dove Ochoa mette il mantello e vola come Superman. Anche sul destro dal dischetto di Lewandowski. . I tifosi lo invocano chiamandolo per nome, “Guillermo” per tre minuti dopo quella parata che tiene in gioco il Messico, che certo non avrebbe meritato di perdere una partita stradominata nel gioco e nel possesso, anche nelle idee. Ma forse sarebbe successo. Senza il portiere feticcio che ai Mondiali diventa un eroe.  

Messico 0  Polonia 0
Messico (4-3-3) Ochoa 7 – J. Sanchez 6, Montes 6, Moreno 5, Gallardo 6.5 – H. Herrera 6 (26’ st C. Rodriguez 6), L. Alvarez 6, Chavez 6.5 – Lozano 5.5, Martin 5.5 (26’ st R. Jimenez 5.5), Vega 6 (39’ st Antuna sv). Ct: Martino 6. 
Polonia (4-4-2)  Szczesny 6.5 – Cash 6, Glik 6, Kiwior 6, Bereszynski 6.5 – Kaminski 6, Krychowiak 5, Szymanski 5 (27’ st Frankowski 5), Zalewski 5 (1’ st Bielik 5) – Zielinski 5 (43’ st Milik 6.5), Lewandowski 4. Ct: Michniewicz 4.5. 
Arbitro: Beath (Aus) 5.5.  Note: ammoniti J. Sanchez, Moreno, Frankowski. Spettatori 39.369.  

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