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E' morto Roberto Dinamite: mito del Vasco, ai mondiali del 1982 Tele Santana gli preferì Serginho

Roberto Dinamite con Balotelli in una foto del 2013
Roberto Dinamite con Balotelli in una foto del 2013 
Aveva 68 anni. Una carriera legata al club di Rio, dove segnò 478 gol e del quale divenne anche presidente. Fallì in Europa con il Barcellona, e a distanza di oltre 40 anni fa ancora discutere il suo mancato impiego al Mundial spagnolo
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In molti sostengono che se Tele Santana avesse puntato Roberto Dinamite ai mondiali del 1982 nella leggendaria partita del Sarria di Barcellona, l'Italia di Berzot avrebbe fatto più fatica. Non ci sono controprove ovviamente, comunque la storia dice che il ct della Seleçao scelse Serginho, insieme al portiere Valdir Perez la 'nota stonata': gli altri nove erano campioni, e la storia che ne seguì la conosciamo tutti. Roberto Dinamite, morto all'età di 68 anni per un tumore all'intestino, passerà alla storia a livello internazionale un po' come quella nazionale, con un senso di incompiutezza. Di sicuro non fu però un incompiuto del calcio brasiliano.

Giocò i mondiali del 1978, segnando tre gol: non raggiunse la finale contro l'Olanda solo per il famoso quanto sospetto 6-0 dell'Argentina sul Perù che fece fuori la Seleçao per la differenza reti. Giocò tanto, e soprattutto segnò tantissimo nel Vasco de Gama: 507 gare ufficiali con 487 gol. Un campionato brasiliano vinto nel 1974 e cinque campionati carioca 1977, 1982, 1987, 1988 e 1992. La rivalità con Zico, all'epoca bandiera del Flamengo, poi la grande avventura in Europa. In realtà fu una piccola avventura. Il Barcellona puntò su di lui per riprendere slancio. Un grande nome: dopo la fine dell'era Cruyff erano comunque arrivate vittorie e talenti - su tutti Allan Simonsen -, ma in blaugrana si voleva un ulteriore salto di qualità.

Roberto Dinamite però in Spagna fallì. Era un periodo in cui la saudade colpiva spesso e volentieri i calciatori sudamericani. Alla nostalgia però si aggiunse un fattore ancora più determinante, il rapporto difficile con Helenio Herrera, il Mago che dopo aver allenato il Rimini era andato a sparare le ultime cartucce a livello internazionale. Ne scaturirono la miseria di due gol in 8 partite, Roberto tornò in Brasile e al Vasco ricomincò a segnare per tante stagioni. Seppe andare oltre il calcio, entrò in politica: consigliere comunale a Rio de Janeiro, 4 volte la carica di Deputado estadual per lo Stato di Rio. Dal 2008 al 2014 fu presidente del Vasco da Gama, il club che ora piange il suo mito.

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