"Il mondo del calcio è sicuramente omofobo. Se sono stato io il primo giocatore a compiere questo passo è così". Nell'intervista a Le Iene, in onda martedì 21 febbraio, Jacub Jankto – ex di Sampdoria e Udinese, ora allo Sparta Praga – parla del coming out fatto con un video su Instagram.
Jankto: "Ora sono felicissimo"
"Sono felicissimo per la decisione che ho preso dopo 27 anni – dice il centrocampista ceco – per alcuni è una rivoluzione, per me è una cosa assolutamente normale". Inevitabili le domande sulle reazioni dopo la decisione di comunicare pubblicamente la sua omosessualità: "Mi hanno applaudito, l'abbiamo visto l'altra sera nella prima partita dopo il coming out (ha giocato uno spezzone di Sparta Praga-Jablonec di domenica 19 febbraio, ndr), quindi le sensazioni sono top".
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Jankto: "Non temo gli insulti degli ultras avversari"
Jankto sa di rischiare di essere bersagliato dagli insulti omofobi ("Soprattutto quando giochi fuori casa ti vengono a dire certe parolacce, gli ultras sono così") ma ha deciso di parlare per se stesso ("Dopo tanto tempo ho giocato con il sorriso. Puoi vincere, fare tripletta, puoi fare gol però con il sorriso") e per la sua famiglia, la ex compagna Markéta Ottomanská e il figlio David: "Io vado a proteggere anche mia moglie, poi per quello che fanno gli altri non posso fare tanto. Mio figlio ora ha 3 anni e mezzo e spero che quando ne avrà 7 o 8 ci sarà più libertà".
Jankto: "Non potevo più vivere con quella barriera"
Quella libertà che adesso va conquistata: "Tanta gente – ammette Jankto – ha paura di mettere 'fuori' quella cosa. Per questa gente andiamo anche ad aiutare". Con un gesto che ha richiesto molto coraggio, inutile negarlo: "Madre mia, sì! Dopo 26 anni con quella barriera non puoi vivere come vuoi e dopo quel coming out mi sento veramente libero ed è straordinario".
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Jankto: "Siamo tutti una famiglia"
A Jankto vengono ricordate le dichiarazioni di Maurizio Sarri ("Il calcio è diventato uno sport per fr**i"): "Queste parolacce – la sua reazione – mi sembrano un po' eccessive. Come ha detto Claudio Ranieri, siamo tutti una famiglia". E gli viene poi mostrato il titolo di un quotidiano: "Jankto arriva a fine carriera e si ricorda che è gay. Entra nella storia non per i successi sportivi ma perché è il primo calciatore importante a rivelare l'omosessualità". E lui risponde con orgoglio: "No, no, no, io ho fatto una grande carriera. Non voglio considerare queste cose perché è totalmente inutile. Io mi auguro che diventi una cosa normale, un messaggio positivo. Ci ho messo la faccia e lo farò sempre".
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