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Barcellona campione di Spagna dopo 4 anni: primo titolo importante dall'addio di Messi, ma i guai non sono finiti

La festa del Barcellona al fischio finale (reuters)
I blaugrana vincono il derby con l'Espanyol (invasione di campo degli ultras biancazzurri) e conquistano il campionato (il 27º) con 4 giornate di anticipo. Il presidente Laporta: "Dedicato ai soci e ai tifosi". Ma il tunnel dei problemi finanziari non è stato ancora superato
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BARCELLONA. "Se vinciamo la Liga, la festeggeremo alla grande", ci aveva tenuto ad assicurare Xavi Hernández. E non c'è che dire, è stata proprio una celebrazione speciale, quella del Barcellona che, nelle precedenti 26 occasioni, non l'aveva mai fatto sulle note dell'inno dell'Espanyol. E, pensandoci bene, avrebbe fatto bene a non farlo nemmeno questa volta. E già, perché l'ultimo sprint effettuato ieri sera, i fiammanti campioni di Spagna sono stati costretti a farlo verso il tunnel degli spogliatoi, dove sono corsi a rifugiarsi inseguiti dagli ultras biancazzurri che, per usare un eufemismo, non hanno preso bene il girotondo con il quale Xavi e i suoi ragazzi stavano festeggiando all'interno del loro stadio il ventisettesimo campionato vinto del club blaugrana. Il trionfo, però, era reso ancora più speciale proprio perché conquistato alla fine di un derby vinto brillantemente (4-2) sul campo d…

BARCELLONA. "Se vinciamo la Liga, la festeggeremo alla grande", ci aveva tenuto ad assicurare Xavi Hernández. E non c'è che dire, è stata proprio una celebrazione speciale, quella del Barcellona che, nelle precedenti 26 occasioni, non l'aveva mai fatto sulle note dell'inno dell'Espanyol. E, pensandoci bene, avrebbe fatto bene a non farlo nemmeno questa volta. E già, perché l'ultimo sprint effettuato ieri sera, i fiammanti campioni di Spagna sono stati costretti a farlo verso il tunnel degli spogliatoi, dove sono corsi a rifugiarsi inseguiti dagli ultras biancazzurri che, per usare un eufemismo, non hanno preso bene il girotondo con il quale Xavi e i suoi ragazzi stavano festeggiando all'interno del loro stadio il ventisettesimo campionato vinto del club blaugrana. Il trionfo, però, era reso ancora più speciale proprio perché conquistato alla fine di un derby vinto brillantemente (4-2) sul campo di uno dei due eterni rivali. L'altro, il Real Madrid, si è arreso troppo presto.

Barcellona campione, Laporta: "Liga dedicata ai soci e ai tifosi"

"Questa Liga la dedichiamo ai soci e ai tifosi del Barça". Erano diversi mesi che Joan Laporta stava aspettando questo momento. Il ritorno sulla poltrona più importante del calcio catalano era stato molto più complicato di quanto avrebbe potuto immaginare. Dopo essere stato eletto per aver basato la propria campagna elettorale sulla promessa di essere l'unico in grado di convincere Lionel Messi a restare al Camp Nou, il numero uno blaugrana non era nemmeno riuscito a trovare il modo di formulare un'offerta formale di rinnovo, costringendo la Pulga a trasferirsi a Parigi. Il campionato conquistato a Corneprat è il primo - e forse anche l'ultimo - titolo davvero importante conquistato senza il fuoriclasse argentino che, in estate, questa volta con la collaborazione di Laporta, farà di tutto per tornare a casa. E non c'è dubbio che averla vinta senza Messi in campo, dà a questa Liga un valore speciale.

La festa sulla Rambla per il titolo (reuters)

Busquets, il titolo e l'addio

"Busquets ha confuso il calcio mondiale" (cit. Juan Roman Riquelme). Così come Messi, Sergio Busquets dirà addio al Barça con le lacrime agli occhi, ma a differenza del sette volte Pallone d'Oro, quello del "calciatore più intelligente con cui abbia mai giocato" (cit. Xavi Hernandez) sarà un pianto di gioia per la nona Liga e il trentaduesimo titolo conquistato con i colori blaugrana durante la sua gloriosa carriera. Non sarà semplice sostituire il regista arretrato più decisivo e vincente del XXI secolo, eppure "il 5 che hai i piedi di un 10" ha creato un solco indelebile sia al Camp Nou che alla Masia, dove le sue master class non verranno mai dimenticate, anzi sono già state assimilate dai formatori della cantera blaugrana: "Abbiamo vinto la Liga perché siamo stati una squadra forte e solidale". Forte e solidale, appunto: una squadra a immagine e somiglianza dell'uomo giusto al posto giusto al momento giusto. Tempismo perfetto anche quando si è trattato di decidere il momento opportuno per dire addio.

Barcellona campione, Ter Stegen decisivo (anche più di Lewandowski)

Quella conquistata, ieri, però, è anche la Liga di Marc André Ter Stegen, decisivo come e più di Robert Lewandowski, il Pichichi (momentaneo) del campionato. Il suo contributo principale, tuttavia, il fuoriclasse polacco l'ha dato fuori dal campo, riportando all'interno dello spogliatoio del Camp Nou l'esperienza e la classe che il Barça aveva perso il giorno dell'addio di Messi. Mentalità vincente di cui avevano bisogno i giovanotti blaugrana per riportare il Barcellona in alto. Dai Golden Boy Pedri e Gavi a Araujo e Balde, i due canteranos che più sono migliorati quest'anno. E la buona notizia è che De Jong è pronto a prendere il testimone di Busquets. La cura Xavi - uno che, del resto, di registi se ne intende - ha consentito all'olandese di fare il definitivo salto di qualità, diventando uno dei centrocampisti più forti del mondo.

Ma i guai finanziari del Barcellona non sono finiti

"Era da tre anni che aspettavo di vincere un titolo così importante". La disarmante sincerità di Pedri spiega alla perfezione qual era, fino a ieri, lo stato d'animo del popolo culé, reduce da uno dei periodi più drammatici della propria storia recente. E la verità è che, sebbene si intraveda già da tempo la luce, il tunnel non è ancora finito. La situazione finanziaria del club blaugrana è ancora molto complicata e il tira e molla con la Liga e Javier Tebas per il tesseramento di Gavi, Araujo e Balde e l'ingaggio di Messi dimostra che i gironi dell'inferno finanziario nel quale si è cacciata la società catalana non sono ancora finiti. Venirne fuori da campioni di Spagna, però, sarà senza dubbio più semplice.