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Rubiales si dimette per il bacio in bocca alla calciatrice Hermoso. La Fifa ha aperto un’inchiesta

Il numero uno del calcio spagnolo ha preso la decisione dopo che la Commissione disciplinare della Federazione internazionale aveva aperto un procedimento contro di lui per violazione delle norme su “fair play, lealtà e integrità”. Venerdì l’ufficialità
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Luis Rubiales si arrende. Nell’assemblea straordinaria della Federcalcio spagnola che inizierà venerdì a mezzogiorno, a Madrid, il presidente, 46 anni, annuncerà le dimissioni dopo lo scandalo scoppiato per il suo comportamento di domenica scorsa quando, alla fine della finale del Mondiale femminile di Sydney, ha baciato sulla bocca senza consenso la calciatrice Jenni Hermoso durante la premiazione.

Fino all’ultimo Rubiales ha cercato di resistere, perché «sono forte e ho la coscienza pulita». Non lo avevano convinto alle dimissioni né la coraggiosa, pubblica condanna di quel bacio da parte della giocatrice che lo aveva subìto — più forte delle pressioni ricevute per assolvere il numero uno del calcio spagnolo — né le censure compatte del governo spagnolo, che con il premier Sanchez e il ministro dello Sport Iceta gli aveva chiesto di assumersi le sue responsabilità.

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Quando, nella mattinata di giovedì, la Fifa lo ha messo sotto accusa, aprendo un procedimento disciplinare per la violazione delle norme su “fair play, lealtà e integrità”, Rubiales ha riunito gli uomini a lui più vicini in Federcalcio, dove comanda da maggio 2018 e dove teoricamente godeva ancora della maggioranza, e ha visto il consenso sgretolarsi davanti ai suoi occhi. I presidenti dei comitati locali gli hanno fatto capire che non era più possibile resistere alle pressioni politiche, sociali e mediatiche. Anche perché il destino dell’ex difensore nato a Las Palmas de Gran Canaria non era più legato soltanto alla fiducia dell’assemblea federale. Al di là del procedimento della Fifa, Rubiales correva il rischio di essere squalificato dal Consiglio Superiore dello Sport, organismo amministrativo che fa capo al governo di Madrid. Davanti alla prospettiva di una sanzione da due a quindici anni per aver violato la nuova legge sullo Sport, che punisce “gli atti pubblici che violano la dignità o il decoro sportivo e gli abusi di autorità”, Rubiales ha preferito le dimissioni.

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